Passa ai contenuti principali

Post

Liberi reclusi, la prefazione di Alfonso Paggiarino

Qui di seguito propongo la prefazione scritta dal direttore Alfonso Paggiarino per il libro "Liberi reclusi. Storie di minori detenuti ". Prefazione Sono lieto e onorato di esprimere il mio pensiero tra le pagine di questa pubblicazione che rappresenta un ulteriore e proficuo passo avanti nel cammino della conoscenza e dell'integrazione tra la realtà penitenziaria e il contesto sociale che la circonda. Sono profondamente convinto che questo percorso conoscitivo contribuisca non poco a mettere da parte il concetto dell'istituto penitenziario quale “contenitore” in cui mettere da parte le persone che, adulte o minori che siano, hanno commesso un reato e, pertanto, meritano solo di essere puniti. La punizione, consistente nella restrizione – com'è giusto che sia – non deve essere considerato l'unico scopo del “carcere”, ma – com'è ancora più giusto che sia – l'anello di congiunzione tra le varie attività istituzionali, che contribuiscono, ciascuna secondo...

Le riflessioni di una catechista

Dalla signora Gladys A. Maria Tedesco, catechista a Fontane di Villorba, ricevo le rflessioni che seguono : Sul tavolo, da giorni, un titolo sul libro attirava il mio sguardo “Liberi reclusi”, storie di minori detenuti. E mi dicevo: faresti bene a leggerlo, dato che ti occupi di minori facendo la catechista in parrocchia. E non solo, molte volte mi sono chiesta cosa porta un minorenne a commettere azioni con conseguenze così gravi da finire in un “Istituto penale per i minorenni”? Quali famiglie e quali comunità civili e religiose ci sono alle spalle? E’ difficile trovare risposte a tutto. Un giorno mi sono decisa, devo leggere quel libro, lo devo a me e lo devo ai ragazzi con i quali sono a contatto. Scorrendo le pagine, capivo, comprendevo, a livello di ragionamento, mi venivano alla mente situazioni con le quali sono entrata in contatto e volti di alcuni ragazzi a rischio. Non voglio dare colpa ai genitori, ma a un tessuto circostante che dal correre troppo per molti motivi, anche g...

Liberi reclusi, aggiornato il capitolo conclusivo

Pochi giorni fa l'editore Armando Fiscon mi ha consegnato le copie della ristampa del libro " Liberi reclusi ". Rispetto alla prima edizione, le nuove copie riportano il capitolo conclusivo ampliato con delle nuove riflessioni. Il libro è distribuito in tutta Italia da Il Messaggero. Ecco il testo . Conclusioni Chi commette un reato non pensa che finirà dietro le sbarre. Non si pone affatto questo problema. Nel momento in cui uccide, stupra o spaccia droga, il fuorilegge non considera la possibilità di trascorrere degli anni rinchiuso in una cella. I minori che ho intervistato, hanno compreso di aver infranto le regole della convivenza sociale solo quando hanno sentito scattare ai propri polsi le manette. Solo qualcuno, che ha avuto diversi parenti e amici in galera, ha pensato che prima o poi sarebbe toccato anche a lui “familiarizzare” con altri detenuti e secondini; cosa che poi è avvenuta. Eppure si tratta di giovani che hanno anche commesso gravi violenze. Tra le st...

"Liberi reclusi"

Sulla rivista on-line http://www.mezzogiornoedintorni.it/ è stata pubblicata l'intervista che segue. E' stato pubblicato solo tre mesi fa e già si sta mettendo in cantiere una nuova ristampa del libro “Liberi reclusi. Storie di minori detenuti” scritto da Carlo Silvano per le Edizioni del noce (pp. 102, euro dieci, isbn 8887555834) e arricchito con una prefazione di Alfonso Paggiarino, direttore all'Ipm di Treviso. E' un libro che non poteva, del resto, passare inosservato, dato che l'emergenza educativa nel nostro Paese non può essere più procrastinata, soprattutto in una realtà qual è quella della metropoli di Napoli. Quello di Silvano è un testo che non riguarda solo i minori detenuti, ma anche gli adolescenti che viv0no in famiglie considerate “sane e normali”, e credono che pur commettendo un reato non finiranno mai dietro le sbarre. Purtroppo sono tanti i minori che non si rendono conto che uccidere, stuprare o spacciare droga porterà a trascorrere buona part...

A Conegliano per sfatare alcuni luoghi comuni sul carcere

Conegliano - E' stata buona la partecipazione di pubblico all'incontro dedicato alla realtà del carcere e dell'Istituto penale dei minorenni, promosso e organizzato dal parroco don Aldo Cornale presso l'oratorio della parrocchia dei " Santi Martino e Rosa ". Nel corso della serata sono stati presentati i volumi " Condannati a vivere. La quotidianità del carcere di Treviso raccontata dal suo cappellano " e " Liberi reclusi. Storie di minori detenuti ". ( don Aldo Cornale, parroco a "S.S. Martino e Rosa" - Conegliano ) Tra i presenti anche diversi giovani. Nel corso del mio intervento ho letto diversi brani dell'intervista a don Pietro Zardo inserita nel libro "Condannati a vivere"; in particolare mi sono soffermato sul sovraffollamento e sulle condizioni disumane in cui versano i detenuti. La realtà del carcere di Treviso è conosciuta molto bene dal vicepresidente alla Provincia Floriano Zambon, il quale, in passa...

Le grida manzoniane del governo Berlusconi

Oggi su La Tribuna di Treviso è stato pubblicato un interessante articolo a firma del dottor Massimo De Luca sulla riforma della giustizia che il governo di Silvio Berlusconi intende fare. Ne ho parlato con l'avv. Agostino La Rana (cassazionista) per proporre ai lettori di questo blog alcune riflessioni. Purtroppo, come fa notare l'avv. Agostino La Rana, non si possono ancora elaborare delle riflessioni di carattere tecnico perché il testo finale della riforma non è ancora disponibile. Avv. Agostino La Rana, in un articolo pubblicato su La Tribuna di Treviso (14 marzo 2011), il dr. Massimo De Luca scrive che nell'attuale testo governativo di riforma costituzionale si stabilisce che i magistrati, al pari degli altri funzionari statali, siano direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione di diritti. Secondo lei, come si traduranno nei fatti questi propositi ? Un giudice può sbagliare, naturalmente. E gli errori si pagano, naturalmente. Attualmente, il giudice ...