Sicurezza fuori controllo e responsabilità dello Stato: riflessioni dopo un tragico fatto di cronaca
Sicurezza fuori controllo e responsabilità dello Stato:
riflessioni dopo un tragico fatto di cronaca
17 gennaio 2026 – Recentemente un uomo residente in un campo nomadi del Torinese, con precedenti penali, è morto dopo essere rimasto ferito durante un tentativo di rapina all’interno di un’abitazione in provincia di Varese. Secondo le ricostruzioni, l’uomo si sarebbe introdotto nella casa di una famiglia, dove sarebbe nato un confronto che ha portato al suo ferimento mortale con un coltello.
Il padre del giovane coinvolto nell’episodio ha dichiarato che il figlio avrebbe agito per difendersi, sottolineando come l’ingresso dei rapinatori nell’abitazione abbia generato una situazione di grave pericolo. Le sue parole esprimono lo stato di forte tensione e di comprensibile turbamento di una famiglia che si è trovata improvvisamente di fronte a un evento drammatico. Resta fermo il principio che la perdita di una vita è sempre una tragedia e non può mai essere motivo di compiacimento.
Sulla vicenda è intervenuto anche Marco Rizzo, esponente di Democrazia Sovrana Popolare (DSP), che ha invitato a riflettere sul contesto più ampio in cui episodi simili maturano. Rizzo ha affermato che casi di questo tipo sono il segnale di una situazione della sicurezza divenuta insostenibile in molte parti del Paese. Secondo l’esponente di DSP, negli ultimi decenni i governi, sia di centrodestra sia di centrosinistra, non sono stati in grado di garantire un adeguato controllo del territorio e una reale tutela dei cittadini.
Rizzo ha inoltre ribadito che la sicurezza non può essere affrontata con frasi ad effetto o contrapposizioni ideologiche, ma richiede politiche serie, prevenzione, certezza delle regole e presenza dello Stato. Solo così, ha sottolineato, si possono evitare tragedie che colpiscono tutte le persone coinvolte e minano la convivenza civile. (a cura di Carlo Silvano)


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