Gli episodi avvenuti alla Stazione Termini di Roma, culminati con l’aggressione a un funzionario ministeriale e a un giovane “portacibo” (ovvero un “rider”), riportano con forza al centro del dibattito pubblico un tema che non può più essere eluso: la sicurezza come diritto fondamentale di tutti. Le immagini che mostrano un gruppo di persone accerchiare e colpire una vittima in un luogo simbolo della mobilità nazionale non sono solo un fatto di cronaca, ma un segnale di allarme che riguarda la tenuta della convivenza civile negli spazi pubblici.
Garantire la sicurezza non significa criminalizzare categorie o alimentare paure, bensì assicurare il rispetto delle regole e la tutela concreta delle persone, a partire da chi lavora, viaggia o semplicemente attraversa una stazione ferroviaria. Le operazioni di controllo e gli arresti effettuati dimostrano l’importanza di una presenza costante dello Stato e di strumenti efficaci per prevenire e reprimere la violenza, soprattutto quando essa si manifesta in forma organizzata e colpisce indiscriminatamente.
La sicurezza è un bene comune: senza di essa non esistono libertà reali, integrazione possibile né fiducia reciproca. Per questo è necessario investire in prevenzione, controlli mirati, applicazione delle leggi e collaborazione tra istituzioni, affinché luoghi, come la Stazione Termini, tornino a essere spazi di transito e incontro, non scenari di paura. Garantire la sicurezza di tutti è il primo passo per una società più giusta, coesa e rispettosa delle regole. (Carlo Silvano)


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