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Quando la vita perde valore: il delitto del Sile e il pericolo delle esperienze estreme

    Quando la vita perde valore: il delitto del Sile e il pericolo delle esperienze estreme La sera del 30 ottobre 2000, lungo l’alzaia del fiume Sile, a Lughignano di Casale sul Sile (Treviso), si consumò un omicidio che sconvolse la comunità trevigiana. Luca Tonello, 29 anni, venne attirato in una trappola e brutalmente assassinato. Il suo corpo fu ritrovato il giorno successivo. Le indagini accertarono che all’origine del delitto vi era un progetto di rapina organizzato da persone che la vittima conosceva. Il bottino fu di appena 50mila lire e una tessera bancomat. A distanza di ventisei anni, quella tragedia continua a sollevare interrogativi che vanno oltre la responsabilità penale dei colpevoli. Come può una persona arrivare a considerare la vita altrui un ostacolo da eliminare per soddisfare un desiderio immediato? Quali esperienze, frequentazioni e convinzioni possono contribuire a indebolire il senso del limite morale? Secondo successive ricostruzioni giornalis...
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Responsabilità senza sconti: perché la riforma sull’imputabilità dei minori rafforza la giustizia e tutela i giovani

   Responsabilità senza sconti: perché la riforma sull’imputabilità dei minori rafforza la giustizia e tutela i giovani Il recente disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri che modifica la disciplina dell’imputabilità dei minori tra i quattordici e i diciotto anni rappresenta una delle riforme più significative degli ultimi anni nel campo della giustizia minorile. La novità non consiste nell’abbassamento dell’età dell’imputabilità, che resta fissata a quattordici anni, né nell’inasprimento delle pene. Il cambiamento riguarda invece un principio processuale: la capacità di intendere e di volere del minore sarà presunta, salvo che venga dimostrato il contrario nel corso del procedimento. Si tratta di una scelta che merita di essere sostenuta perché cerca di adeguare il sistema giudiziario a una realtà sociale profondamente cambiata. I ragazzi di oggi crescono in un contesto molto diverso rispetto a quello di alcuni decenni fa. Hanno accesso fin dalla p...

Il caso Mario Roggero e il senso costituzionale e cristiano della pena

   Il caso Mario Roggero e il senso costituzionale e cristiano della pena di Carlo Silvano La vicenda giudiziaria del gioielliere Mario Roggero, conclusasi con la conferma definitiva della condanna da parte della Corte di Cassazione, ha riacceso il dibattito sul significato della pena e sulla funzione del carcere. Senza entrare nel merito della sentenza, che va rispettata, credo che questa vicenda offra l’occasione per riflettere su un tema che riguarda tutti: quale debba essere la finalità della pena in uno Stato di diritto. L’articolo 27 della Costituzione afferma che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. È uno dei principi più alti della nostra civiltà giuridica, perché ricorda che la pena non può ridursi a una forma di vendetta dello Stato, ma deve perseguire finalità di giustizia. A mio giudizio, il carcere assolve principalmente due funzioni. La prima è quella di proteggere la collettività, impedendo che chi rappresenta un concreto pe...

L’aggressione di Milano e parole che non si possono ignorare

   L’aggressione di Milano e parole che non si possono ignorare Un grave episodio di violenza ha scosso Milano: un uomo di 55 anni è stato accoltellato mentre si trovava fuori da un bar in zona San Siro. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, l’aggressore – un giovane di origine straniera e di anni 22 – avrebbe colpito la vittima alle spalle con numerosi fendenti, senza alcun contatto precedente né apparente motivo. La rapidità dell’azione e la sua brutalità hanno lasciato sgomenti i presenti, che sono riusciti a bloccare il giovane fino all’arrivo delle forze dell’ordine. La vittima, trasportata d’urgenza in ospedale, è in lento miglioramento. Durante il fermo, il giovane avrebbe pronunciato parole che destano profonda preoccupazione: ha dichiarato di essersi “divertito” nell’accoltellare un passante sconosciuto e di essere pronto a ripetere il gesto una volta libero. Si tratta di affermazioni gravissime, che non possono essere ignorate né minimizzate. Il qu...

Quando il pregiudizio entra in tribunale: una sentenza da non dimenticare

  Quando il pregiudizio entra in tribunale: una sentenza da non dimenticare Ci sono vicende giudiziarie che non possono essere archiviate come semplici errori del passato. Devono restare nella memoria collettiva perché rappresentano un monito per chiunque sia chiamato ad amministrare la giustizia. Tra queste vi è certamente il caso della sentenza della Corte d’Appello di Ancona che, nel 2017, assolse due imputati accusati di violenza sessuale facendo riferimento alla presunta scarsa avvenenza della vittima e ai suoi tratti ritenuti “mascolini”. Una decisione che suscitò indignazione in Italia e all’estero e che venne successivamente annullata dalla Corte di Cassazione, la quale ribadì un principio fondamentale: l’aspetto fisico della persona offesa è del tutto irrilevante ai fini della valutazione della credibilità di una denuncia di stupro. Questa vicenda pone interrogativi profondi non soltanto sul piano giuridico, ma anche su quello culturale e umano. Il giudice non è chiamato a...

Treviso, balli e video dietro le sbarre

 Balli e video dietro le sbarre: la festa in carcere che interroga giustizia e rieducazione TREVISO – Un video girato all’interno del carcere di Santa Bona ha riacceso il dibattito sul significato della pena e sul funzionamento del sistema penitenziario italiano. Le immagini, diffuse sui social e successivamente acquisite dagli investigatori, mostrerebbero alcuni detenuti coinvolti nel procedimento giudiziario per l’omicidio di Francesco Favaretto mentre cantano, ballano e si riprendono con uno smartphone all’interno della struttura. Secondo quanto emerso, nel filmato vi sarebbero anche riferimenti alla scarcerazione o al ritorno in libertà di alcuni compagni. La vicenda ha provocato indignazione nell'opinione pubblica, soprattutto perché i protagonisti del video risultano detenuti per fatti estremamente gravi. A colpire non è soltanto il clima di apparente spensieratezza mostrato nelle immagini, ma anche la disponibilità di un telefono cellulare all'interno del carcere...

Sicurezza fuori controllo e responsabilità dello Stato: riflessioni dopo un tragico fatto di cronaca

  Sicurezza fuori controllo e responsabilità dello Stato: riflessioni dopo un tragico fatto di cronaca 17 gennaio 2026 – Recentemente un uomo residente in un campo nomadi del Torinese, con precedenti penali, è morto dopo essere rimasto ferito durante un tentativo di rapina all’interno di un’abitazione in provincia di Varese. Secondo le ricostruzioni, l’uomo si sarebbe introdotto nella casa di una famiglia, dove sarebbe nato un confronto che ha portato al suo ferimento mortale con un coltello.  Il padre del giovane coinvolto nell’episodio ha dichiarato che il figlio avrebbe agito per difendersi, sottolineando come l’ingresso dei rapinatori nell’abitazione abbia generato una situazione di grave pericolo. Le sue parole esprimono lo stato di forte tensione e di comprensibile turbamento di una famiglia che si è trovata improvvisamente di fronte a un evento drammatico. Resta fermo il principio che la perdita di una vita è sempre una tragedia e non può mai essere motivo di compiacime...