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Il caso Mario Roggero e il senso costituzionale e cristiano della pena

   Il caso Mario Roggero e il senso costituzionale e cristiano della pena di Carlo Silvano La vicenda giudiziaria del gioielliere Mario Roggero, conclusasi con la conferma definitiva della condanna da parte della Corte di Cassazione, ha riacceso il dibattito sul significato della pena e sulla funzione del carcere. Senza entrare nel merito della sentenza, che va rispettata, credo che questa vicenda offra l’occasione per riflettere su un tema che riguarda tutti: quale debba essere la finalità della pena in uno Stato di diritto. L’articolo 27 della Costituzione afferma che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. È uno dei principi più alti della nostra civiltà giuridica, perché ricorda che la pena non può ridursi a una forma di vendetta dello Stato, ma deve perseguire finalità di giustizia. A mio giudizio, il carcere assolve principalmente due funzioni. La prima è quella di proteggere la collettività, impedendo che chi rappresenta un concreto pe...
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L’aggressione di Milano e parole che non si possono ignorare

   L’aggressione di Milano e parole che non si possono ignorare Un grave episodio di violenza ha scosso Milano: un uomo di 55 anni è stato accoltellato mentre si trovava fuori da un bar in zona San Siro. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, l’aggressore – un giovane di origine straniera e di anni 22 – avrebbe colpito la vittima alle spalle con numerosi fendenti, senza alcun contatto precedente né apparente motivo. La rapidità dell’azione e la sua brutalità hanno lasciato sgomenti i presenti, che sono riusciti a bloccare il giovane fino all’arrivo delle forze dell’ordine. La vittima, trasportata d’urgenza in ospedale, è in lento miglioramento. Durante il fermo, il giovane avrebbe pronunciato parole che destano profonda preoccupazione: ha dichiarato di essersi “divertito” nell’accoltellare un passante sconosciuto e di essere pronto a ripetere il gesto una volta libero. Si tratta di affermazioni gravissime, che non possono essere ignorate né minimizzate. Il qu...

Quando il pregiudizio entra in tribunale: una sentenza da non dimenticare

  Quando il pregiudizio entra in tribunale: una sentenza da non dimenticare Ci sono vicende giudiziarie che non possono essere archiviate come semplici errori del passato. Devono restare nella memoria collettiva perché rappresentano un monito per chiunque sia chiamato ad amministrare la giustizia. Tra queste vi è certamente il caso della sentenza della Corte d’Appello di Ancona che, nel 2017, assolse due imputati accusati di violenza sessuale facendo riferimento alla presunta scarsa avvenenza della vittima e ai suoi tratti ritenuti “mascolini”. Una decisione che suscitò indignazione in Italia e all’estero e che venne successivamente annullata dalla Corte di Cassazione, la quale ribadì un principio fondamentale: l’aspetto fisico della persona offesa è del tutto irrilevante ai fini della valutazione della credibilità di una denuncia di stupro. Questa vicenda pone interrogativi profondi non soltanto sul piano giuridico, ma anche su quello culturale e umano. Il giudice non è chiamato a...

Treviso, balli e video dietro le sbarre

 Balli e video dietro le sbarre: la festa in carcere che interroga giustizia e rieducazione TREVISO – Un video girato all’interno del carcere di Santa Bona ha riacceso il dibattito sul significato della pena e sul funzionamento del sistema penitenziario italiano. Le immagini, diffuse sui social e successivamente acquisite dagli investigatori, mostrerebbero alcuni detenuti coinvolti nel procedimento giudiziario per l’omicidio di Francesco Favaretto mentre cantano, ballano e si riprendono con uno smartphone all’interno della struttura. Secondo quanto emerso, nel filmato vi sarebbero anche riferimenti alla scarcerazione o al ritorno in libertà di alcuni compagni. La vicenda ha provocato indignazione nell'opinione pubblica, soprattutto perché i protagonisti del video risultano detenuti per fatti estremamente gravi. A colpire non è soltanto il clima di apparente spensieratezza mostrato nelle immagini, ma anche la disponibilità di un telefono cellulare all'interno del carcere...

Sicurezza fuori controllo e responsabilità dello Stato: riflessioni dopo un tragico fatto di cronaca

  Sicurezza fuori controllo e responsabilità dello Stato: riflessioni dopo un tragico fatto di cronaca 17 gennaio 2026 – Recentemente un uomo residente in un campo nomadi del Torinese, con precedenti penali, è morto dopo essere rimasto ferito durante un tentativo di rapina all’interno di un’abitazione in provincia di Varese. Secondo le ricostruzioni, l’uomo si sarebbe introdotto nella casa di una famiglia, dove sarebbe nato un confronto che ha portato al suo ferimento mortale con un coltello.  Il padre del giovane coinvolto nell’episodio ha dichiarato che il figlio avrebbe agito per difendersi, sottolineando come l’ingresso dei rapinatori nell’abitazione abbia generato una situazione di grave pericolo. Le sue parole esprimono lo stato di forte tensione e di comprensibile turbamento di una famiglia che si è trovata improvvisamente di fronte a un evento drammatico. Resta fermo il principio che la perdita di una vita è sempre una tragedia e non può mai essere motivo di compiacime...

Roma, brutale aggressione alla Stazione Termini

Gli episodi avvenuti alla Stazione Termini di Roma, culminati con l’aggressione a un funzionario ministeriale e a un giovane “ portacibo” (ovvero un “ rider” ) , riportano con forza al centro del dibattito pubblico un tema che non può più essere eluso: la sicurezza come diritto fondamentale di tutti . Le immagini che mostrano un gruppo di persone accerchiare e colpire una vittima in un luogo simbolo della mobilità nazionale non sono solo un fatto di cronaca, ma un segnale di allarme che riguarda la tenuta della convivenza civile negli spazi pubblici. Garantire la sicurezza non significa criminalizzare categorie o alimentare paure, bensì assicurare il rispetto delle regole e la tutela concreta delle persone, a partire da chi lavora, viaggia o semplicemente attraversa una stazione ferroviaria . Le operazioni di controllo e gli arresti effettuati dimostrano l’importanza di una presenza costante dello Stato e di strumenti efficaci per prevenire e reprimere la violenza, soprattutto quan...

Nove arresti a Genova per finanziamento ad Hamas: indagini su sette milioni di euro

Nove arresti a Genova per finanziamento ad Hamas: indagini su sette milioni di euro Una vasta operazione antiterrorismo condotta a Genova ha portato all’arresto di nove persone accusate di aver finanziato l’organizzazione terroristica Hamas con circa sette milioni di euro. Le misure cautelari, eseguite da Polizia di Stato, Digos e Guardia di Finanza su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova , includono anche il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per oltre otto milioni di euro . Secondo le indagini, il denaro sarebbe stato raccolto tramite tre associazioni di beneficenza , formalmente destinate ad aiutare la popolazione palestinese, ma usato per trasferimenti finanziari a favore di Hamas o di entità a essa collegate. Tra gli arrestati figura Mohammad Hannoun , presidente dell’associazione dei Palestinesi in Italia, indicato dagli inquirenti come membro del comparto estero di Hamas e vertice della presunta cellula italian...