Quando il pregiudizio entra in tribunale: una sentenza da non dimenticare Ci sono vicende giudiziarie che non possono essere archiviate come semplici errori del passato. Devono restare nella memoria collettiva perché rappresentano un monito per chiunque sia chiamato ad amministrare la giustizia. Tra queste vi è certamente il caso della sentenza della Corte d’Appello di Ancona che, nel 2017, assolse due imputati accusati di violenza sessuale facendo riferimento alla presunta scarsa avvenenza della vittima e ai suoi tratti ritenuti “mascolini”. Una decisione che suscitò indignazione in Italia e all’estero e che venne successivamente annullata dalla Corte di Cassazione, la quale ribadì un principio fondamentale: l’aspetto fisico della persona offesa è del tutto irrilevante ai fini della valutazione della credibilità di una denuncia di stupro. Questa vicenda pone interrogativi profondi non soltanto sul piano giuridico, ma anche su quello culturale e umano. Il giudice non è chiamato a...
Un blog per parlare della realtà dell'Istituto penale dei minorenni e del carcere di Treviso, e per far conoscere i volumi "Condannati a vivere. La quotidianità dei detenuti del carcere di Treviso raccontata dal suo cappellano", di don Pietro Zardo", e "Liberi reclusi. Storie di minori detenuti" di Carlo Silvano.