Sabato scorso - a Dosson (Treviso) - ho avuto modo di descrivere la realtà del carcere maggiore di Treviso e dell'istituto penale dei minorenni del Triveneto.
Tra i punti toccati anche la proposta di "svuotare" le carceri avanzata da alcuni politici. Proposta che, a mio avviso, non si può accogliere perché se è vero che in diversi contesti le condizioni dei detenuti sono disumane, è anche vero che non esistono sul territorio idonei centri di accoglienza per i tanti reclusi, i quali, una volta liberati, tornerebbero facilmente nel circuito criminale.
Altri punti trattati hanno riguardato la "cella" (ovvero il mondo del recluso), le sofferenze delle vittime, le privazioni dei familiari dei detenuti, nonché il ruolo dei volontari. Questi ultimi possono rendere trasparenti le mura delle carceri del nostro Paese, in quanto sono nelle condizioni di organizzare - in parrocchie e centri culturali - incontri pubblici per far conoscere la vita che si conduce nei penitenziari.
Commenti
Posta un commento