La libertà è, talvolta, una conquista difficile da capire. I ragazzi spesso non sanno cosa significhi essere liberi, presi dall'ansia di affermarsi non pensano ai diritti degli altri o agli effetti del loro agire, fanno e basta. Quando sbagliano dovremmo chiederci se sono loro sbagliati o sono la famiglia e la società che li circondano ad aver sbagliato nell'insegnare male (o per niente) il significato di Libertà. Gli Istituti penali dei minori servono a questo: a recuperare ed insegnare la responsabilità della libertà, come avviene ad esempio a Treviso dove Carlo Silvano ha raccolto testimonianze sia dai detenuti che dagli operatori che interagiscono con loro. “Liberi reclusi” racconta la personalità del sud-americano Pablo, la sfrontatezza del cocainomane Corrado, l'ambizione professionale di Giovanni che studia elettrotecnica, la spavalderia del piccolo Omar e la pazienza di Don Giorgio il loro cappellano o la costanza del dott. Modica e dei suoi collaboratori nel curare non solo le patologie indotte dal chiuso della detenzione (infiammazioni respiratorie e gastriche) ma anche le autolesioni, rarissimi i suicidi. Nella prefazione al testo Alfonso Paggiarino, direttore dell'Ipm di Treviso, scrive: “[...] questa pubblicazione rappresenta un ulteriore e proficuo passo avanti nel cammino della conoscenza e dell'integrazione tra la realtà penitenziaria e il contesto sociale che la circonda”. (Lucia Pulpo, http://www.cosmopolismedia.it/)
Sicurezza, legalità e tutela dei più giovani: una priorità non rinviabile di Carlo Silvano (1) 22 dicembre 2025 - La vicenda del quindicenne tenuto in ostaggio per un’ora a Milano, derubato e umiliato fino a essere costretto ad andare al bancomat, colpisce per la sua gravità e per il senso di impotenza che trasmette. Un ragazzo, in pieno giorno, in una zona centrale della città, trasformato in preda da un branco. È un fatto che non può essere archiviato come semplice cronaca: interpella la coscienza civile e politica del nostro Paese. Alla luce dei valori di Democrazia Sovrana Popolare , la sicurezza dei cittadini, e in particolare dei minori, è un dovere primario dello Stato. Non esiste libertà senza sicurezza, né integrazione senza il rispetto rigoroso delle leggi. Quando lo Stato arretra, quando il territorio viene lasciato all’arbitrio della violenza, a pagare sono sempre i più deboli: ragazzi, anziani, famiglie comuni. È giusto che le responsabilità ind...
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