<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281</id><updated>2012-02-05T02:26:28.942-08:00</updated><title type='text'>Treviso: carcere e giustizia</title><subtitle type='html'>Un blog per parlare della realtà dell'Istituto penale dei minorenni e del carcere di Treviso, e per far conoscere i volumi "Condannati a vivere. La quotidianità dei detenuti del carcere di Treviso raccontata dal suo cappellano", di don Pietro Zardo", e "Liberi reclusi. Storie di minori detenuti" di Carlo Silvano.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>101</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-1504004743739519116</id><published>2012-02-05T02:26:00.000-08:00</published><updated>2012-02-05T02:26:28.949-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;em&gt;La realtà della detenzione a Treviso&lt;/em&gt;" è il tema dell'incontro che si terrà martedì 21 febbario a Giavera del Montello. Tra i relatori il sindaco &lt;strong&gt;Fausto Gottardo&lt;/strong&gt;, don &lt;strong&gt;Pietro Zardo&lt;/strong&gt; (cappellano del carcere di Treviso), &lt;strong&gt;Carlo Silvano&lt;/strong&gt; (autore del libro "Liberi reclusi"), &lt;strong&gt;Giovanni Borsato&lt;/strong&gt; (circolo di lettura "Matilde Serao" di Villorba), e &lt;strong&gt;Remo Barbisan&lt;/strong&gt; (segretario cittadino del Partito democratico). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Luogo e orario dell'incontro saranno comunicati a breve.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-1504004743739519116?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/1504004743739519116/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2012/02/la-realta-della-detenzione-treviso-e-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/1504004743739519116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/1504004743739519116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2012/02/la-realta-della-detenzione-treviso-e-il.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-4466037463686876663</id><published>2012-02-03T23:51:00.000-08:00</published><updated>2012-02-04T13:40:47.569-08:00</updated><title type='text'>Le detenute di Sollicciano? E chi se ne frega!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;Ieri alla libreria Lovat di Villorba ho presentato il libro di Monica Sarsini intitolato "Alice nel paese delle domandine": vite e scrittura dal carcere femminile di Firenze, dove le “domandine” sono gli infiniti moduli che una detenuta deve inoltrare all’Amministrazione penitenziaria per qualsiasi cosa. Nel corso della mia&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="background-color: #edeff4; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;presentazione ho detto che è inaccettabile e umiliante che una detenuta abbia in carcere solo i vestiti che indossa, e alla sera deve lavarsi le sole mutande che ha, farle asciugare durante la notte e indossarle la mattina. Oppure&lt;/span&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="background-color: #edeff4; color: #333333; display: inline; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;&amp;nbsp;che per avere un rotolo di carta igienica bisogna prima compilare una domandina da trasmettere alla burocrazia del carcere. Ho messo anche l'accento sul caldo estivo soffocante. Da non sottovalutare, poi, i trasferimenti che avvengono all'improvviso, quando alle sei del mattino una guardia bussa alla cella e consegna un sacco nero da riempire con le poche cose che si hanno, per poi essere caricati su un blindato e portati altrove, magari da Firenze a Potenza, oppure da Napoli ad Alessandria; trasferimenti che spesso tagliano ogni legame tra il detenuto e la sua famiglia. Alla fine della mia presentazione, ha preso la parola una persona che, in sintesi, ha affermato che la bellezza del libro da me presentato sta solo nello stile letterario dell'autrice, e che il libro merita attenzione perché ha una bella copertina. Tutto il resto, tutto quello che io ho evidenziato, ha il tempo che trova.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-4466037463686876663?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/4466037463686876663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2012/02/le-detenute-di-sollicciano-e-chi-se-ne.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4466037463686876663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4466037463686876663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2012/02/le-detenute-di-sollicciano-e-chi-se-ne.html' title='Le detenute di Sollicciano? E chi se ne frega!'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-6724544687555758116</id><published>2012-01-27T14:51:00.000-08:00</published><updated>2012-01-27T14:51:59.606-08:00</updated><title type='text'>Pestaggi in carcere</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi su Il Gazzettino (edizione di Treviso, p. VII) è stato pubblicato un articolo intitolato&amp;nbsp;"Nessun pestaggio in carcere: guardie prosciolte dai giudici". Non entro nel merito dell'articolo, però, ascoltando anche ieri, per radio, la denuncia di alcuni detenuti di un carcere toscano nei confronti di una "squadretta" di agenti che li avrebbe pestati, sono convinto che episodi del genere possono succedere solo se la Direzione del carcere non presta la dovuta attenzione a ciò che avviene all'interno della struttura.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo post voglio solo ricordare che gli agenti&amp;nbsp;hanno il dovere morale e civico di denunciare i propri colleghi che dovessero assumere&amp;nbsp;comportamenti aggressivi nei confronti dei detenuti. Non è possibile che in un Paese civile qual è l'Italia, i detenuti subiscano delle violenze da parte di chi rappresenta lo Stato. Bisogna abbattere il muro di omertà che garantisce ad alcuni agenti di fare pestaggi e altre cose del genere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-6724544687555758116?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/6724544687555758116/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2012/01/pestaggi-in-carcere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6724544687555758116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6724544687555758116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2012/01/pestaggi-in-carcere.html' title='Pestaggi in carcere'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-4930337751306595547</id><published>2012-01-27T08:12:00.000-08:00</published><updated>2012-01-27T08:12:33.969-08:00</updated><title type='text'>Modena, Quaderni dal carcere</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Oggi dall'amico Pietro - che lavora come agente di polizia penitenziaria a Modena - mi è arrivato per posta un interessante opuscolo di 32 pagine, preparato da poliziotti e detenuti del carcere di Sant'Anna: è una raccolta di poesie e scritti vari che meritano attenzione. Uno degli scopi di questa&amp;nbsp;pubblicazione - che ha ottenuto anche il patrocinio della città di Carpi - è raccogliere fondi per far fronte alle spese relative all'acquisto di detersivi e carta igienica per i reclusi.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-6miZHQ4G-2c/TyLMuuP6-CI/AAAAAAAAA0M/92M0-c1ecW0/s1600/copertina+libro+di+Pietro+Barca.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-6miZHQ4G-2c/TyLMuuP6-CI/AAAAAAAAA0M/92M0-c1ecW0/s320/copertina+libro+di+Pietro+Barca.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;La copertina di "Quaderni dal carcere"&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-4930337751306595547?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/4930337751306595547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2012/01/modena-quaderni-dal-carcere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4930337751306595547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4930337751306595547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2012/01/modena-quaderni-dal-carcere.html' title='Modena, Quaderni dal carcere'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-6miZHQ4G-2c/TyLMuuP6-CI/AAAAAAAAA0M/92M0-c1ecW0/s72-c/copertina+libro+di+Pietro+Barca.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-6884660565646043454</id><published>2012-01-27T08:04:00.000-08:00</published><updated>2012-01-27T08:04:37.121-08:00</updated><title type='text'>Come sono state usate le motovedette consegnate alla Libia?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;CASTELFRANCO VENETO – Ieri, alla libreria Costeniero in piazza del Giorgione 55, con don Pietro Zardo ho avuto modo di descrivere la realtà del carcere a Treviso, e nel corso di un interessante dibattito col pubblico, una persona ha posto l'accento sulla Legge Bossi-Fini inerente ai flussi migratori. Ho preso spunto da questo intervento per leggere un brano del libro “Condannati a vivere” che riporto qui di seguito:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Nella casa circondariale di Treviso gli stranieri rappresentano circa il 70% della popolazione carceraria. La maggior parte sono nordafricani: tunisini, marocchini e algerini sono spesso persone che arrivano nel nostro Paese senza un progetto chiaro, quasi alla ventura. Ci sono invece persone che provengono dal Centro-Africa con tutta quella realtà tipica dei loro paesi di origine, come guerre, carestie, epidemie e fame. Scappare è la loro unica carta da giocare, perché, piuttosto che una morte certa nel proprio Paese, preferiscono affrontare l'interrogativo che si cela dietro un lungo viaggio: sono consapevoli, ad esempio, che quando attraverseranno il deserto del Sahara, si troveranno a camminare ai lati di una lunga scia di cadaveri umani, cioè di persone – specialmente bambini e donne – che sono morte di stenti&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho preso spunto da questo brano per ricordare ai presenti quando, durante l'ultimo governo di Silvio Berlusconi, il ministro Roberto Maroni (Lega nord) si recò in Libia per donare al dittatore Gheddafi cinque motovedette da utilizzare per il pattugliamento del Mediterraneo. Oggi che il dittatore Gheddafi non c'è più e tutto il mondo sa che si è macchiato di terribili omicidi contro il suo popolo, è – a mio avviso – urgente e necessario sapere che uso è stato fatto – e ancora si fa – di queste motovedette, perché se sono state usate per sparare contro i barconi carichi di donne e bambini ci troveremmo, allora, di fronte a fatti gravissimi. E' noto che Gheddafi rinchiudeva in campi circondati da filo spinato e sorvegliati da guardie armate, tutti coloro che cercavano di attraversare il deserto libico, e in tali campi è possibile che siano state commesse atrocità di ogni tipo anche contro le donne recluse. &lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-RKPXisJq3Ec/TyLKicN9QqI/AAAAAAAAA0E/2khsv0x_-GA/s1600/Costeniero+7.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-RKPXisJq3Ec/TyLKicN9QqI/AAAAAAAAA0E/2khsv0x_-GA/s320/Costeniero+7.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;in&amp;nbsp;Libreria Costeniero a Castelfranco Veneto&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non si può escludere che le motovedette siano state donate alla Libia per fare un “lavoro sporco”: sapendo che mai un militare italiano fosse capace di sparare contro persone inerme, come quelle imbarcate sui barconi della speranza, i nostri politici hanno, mi chiedo, pensato di armare i libici. Questi ultimi, in qualche occasione, hanno pure aperto il fuoco contro un peschereccio italiano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' opportuno è doveroso, allora, aprire un'inchiesta sulla cessione alla Libia di quelle cinque motovedette, e l'ex ministro Roberto Maroni non dovrà sottrarsi agli eventuali interrogatori da parte delle autorità competenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(&lt;em&gt;Carlo Silvano&lt;/em&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-6884660565646043454?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/6884660565646043454/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2012/01/come-sono-state-usate-le-motovedette.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6884660565646043454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6884660565646043454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2012/01/come-sono-state-usate-le-motovedette.html' title='Come sono state usate le motovedette consegnate alla Libia?'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-RKPXisJq3Ec/TyLKicN9QqI/AAAAAAAAA0E/2khsv0x_-GA/s72-c/Costeniero+7.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-5917342250959050664</id><published>2012-01-25T14:13:00.000-08:00</published><updated>2012-01-25T14:13:51.423-08:00</updated><title type='text'>La responsabilità della libertà</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #535553; font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 13px; margin-bottom: 12px; margin-top: 12px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;La libertà è, talvolta, una conquista difficile da capire. I ragazzi spesso non sanno cosa significhi essere liberi, presi dall'ansia di affermarsi non pensano ai diritti degli altri o agli effetti del loro agire, fanno e basta. Quando sbagliano dovremmo chiederci se sono loro sbagliati o sono la famiglia e la società che li circondano ad aver sbagliato nell'insegnare male (o per niente) il significato di Libertà. Gli Istituti penali dei minori servono a questo: a recuperare ed insegnare la responsabilità della libertà, come avviene ad esempio a Treviso dove Carlo Silvano ha raccolto testimonianze sia dai detenuti che dagli operatori che interagiscono con loro. “Liberi reclusi” racconta la personalità del sud-americano Pablo, la sfrontatezza del cocainomane Corrado, l'ambizione professionale di Giovanni che studia elettrotecnica, la spavalderia del piccolo Omar e la pazienza di Don Giorgio il loro cappellano o la costanza del dott. Modica e&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;dei suoi collaboratori nel curare non solo le patologie indotte dal chiuso della detenzione (infiammazioni respiratorie e gastriche) ma anche le autolesioni, rarissimi i suicidi. Nella prefazione al testo Alfonso Paggiarino, direttore dell'Ipm di Treviso, scrive: “[...] questa pubblicazione rappresenta un ulteriore e proficuo passo avanti nel cammino della conoscenza e dell'integrazione tra la realtà penitenziaria e il contesto sociale che la circonda”. (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;&lt;i&gt;Lucia Pulpo,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.cosmopolismedia.it/" style="background-color: transparent;"&gt;http://www.cosmopolismedia.it/&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, serif;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-5917342250959050664?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/5917342250959050664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2012/01/la-responsabilita-della-liberta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/5917342250959050664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/5917342250959050664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2012/01/la-responsabilita-della-liberta.html' title='La responsabilità della libertà'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-7668794357869374931</id><published>2011-12-29T02:12:00.000-08:00</published><updated>2011-12-30T06:39:33.118-08:00</updated><title type='text'>Alice nel paese delle domandine</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Venerdì 3 febbraio 2012, ore 18.30, sarò alla libreria &lt;strong&gt;Lovat &lt;/strong&gt;di Villorba per presentare un libro di &lt;strong&gt;Monica&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Sarsini&lt;/strong&gt; dedicato alle donne detenute nel carcere di Sollicciano, e intitolato "&lt;em&gt;Alice nel paese delle domandine&lt;/em&gt;". Qui di seguito propongo una breve intervista che mi ha rilasciato l'Autrice.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;b&gt;Monica, perché hai volutoscrivere questo libro e perché questo titolo? &lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;Ho scritto questo libroinsieme alle detenute per fare luce su un mondo di cui siamo all'oscuro, eperché avere un progetto da realizzare tutte insieme ci rendeva motivate edisposte ad aiutarci l'un l'altra per rendere il nostro lavoro perfetto. Iltitolo, come tutti gli aspetti del libro, è il risultato di una discussione cheabbiamo fatto insieme; Alice è una delle principali autrici, "&lt;i&gt;domandina&lt;/i&gt;" è iltermine con il quale viene denominata la richiesta che va compilataper&amp;nbsp;qualsiasi cosa si desideri chiedere: dalla carta igienica al colloquiocon l'avvocato. Un termine, come altri nel linguaggio carcerario, che tende ainfantilizzare il detenuto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-KBdcARYnjYo/Tvw86I_m-zI/AAAAAAAAAyM/32hq6r99LwE/s1600/copertina+libro+di+Monica+Sarsini.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em; text-align: center;"&gt;&lt;img border="0" height="240" rea="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-KBdcARYnjYo/Tvw86I_m-zI/AAAAAAAAAyM/32hq6r99LwE/s320/copertina+libro+di+Monica+Sarsini.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;Hai dedicato uncapitolo del tuo libro alla pratica del "panneggio". Puoi, in sintesi, dire dicosa si tratta?&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;Il panneggio è un'arte della comunicazionepropria di Sollicciano grazie alla forma dell'edificio, e consiste neldispiegare un alfabeto scaturito dallo scuotere un pezzo di stoffa oltre lesbarre della cella per inviare messaggi e baci a un detenuto dell'altro sessorecluso&amp;nbsp;di fronte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;b&gt;Se pensiamo allanecessità di coniugare la certezza della pena con la dignità dei detenuticostretti, in tanti casi, a vivere in contesti disumani, finiamo per faregrandi discorsi inconcludenti, soprattutto sotto il profilo finanziario.Tuttavia, nella vita di ogni giorno, possono essere utili piccoli gesti,soprattutto tra il personale della polizia penitenziaria e i singoli detenuti.Tu cosa ti senti di dire al riguardo?&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;Ho conosciuto soltanto una guardia che siè prodigata per stimolare le detenute a uscire dal torpore e dall'abbrutimentoche sopraggiunge nella reclusione facendole venire in biblioteca a partecipareal corso di scrittura. E' anche grazie a lei che questo corso prosegue e nuovedonne ne vengono a conoscenza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;b&gt;Il prossimo 3febbraio, alla libreria Lovat di Villorba, incontrerai delle persone cheverranno alla presentazione del tuo libro. E' probabile, nel corso deldibattito, che ti sentirai dire che in fondo chi è finito in carcere è perchése lo merita e che bisognerebbe chiudere la cella e buttare le chiavi... Puoidarmi un'anticipazione della tua risposta? &lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;Il carcere non è unluogo di pena, la punizione è un metodo che non produce alcun insegnamento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;st1:metricconverter productid="7. In" w:st="on"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;b&gt;In&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;b&gt; base alle tue conoscenze,quando una detenuta ottiene la libertà, cosa trova fuori dal portone delcarcere? &lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;Fuori dal carcere ledetenute che ho conosciuto io non hanno trovato che una esistenza ancorapeggiore: quasi tutte dopo dei mesi sono tornate in carcere, hanno perso illavoro, i figli, e i parenti le hanno abbandonate.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;b&gt;Sei ancora presente nel carcere di Sollicciano? &lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 12pt;"&gt;Sì, stolavorando tuttora insieme a loro, alle detenute, e sono infinite le occasioni per me percommuovermi. (&lt;i&gt;a cura di Carlo Silvano&lt;/i&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 12pt;"&gt;____________________&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 12pt;"&gt;&lt;b&gt;Monica Sarsini&lt;/b&gt;, a cura, "&lt;i&gt;Alice nel paese delle domandine&lt;/i&gt;", ed. Le Lettere 2011, pp. 224, euro 16,50.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-7668794357869374931?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/7668794357869374931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/12/alice-nel-paese-delle-domandine.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7668794357869374931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7668794357869374931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/12/alice-nel-paese-delle-domandine.html' title='Alice nel paese delle domandine'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-KBdcARYnjYo/Tvw86I_m-zI/AAAAAAAAAyM/32hq6r99LwE/s72-c/copertina+libro+di+Monica+Sarsini.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-1678634359896910872</id><published>2011-12-17T00:06:00.000-08:00</published><updated>2011-12-17T00:06:13.987-08:00</updated><title type='text'>Libreria Costeniero, presentazione del libro "Condannati a vivere"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Catelfranco Veneto - Giovedì 26 gennaio 2012, alle ore 21.00, con don Pietro Zardo presenterò il libro "&lt;i&gt;Condannati a vivere&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Sy6UAhUrxUY/TuxNOM6JroI/AAAAAAAAAwc/2o08dLiv-ps/s1600/copertina+Condannati+a+vivere.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-Sy6UAhUrxUY/TuxNOM6JroI/AAAAAAAAAwc/2o08dLiv-ps/s1600/copertina+Condannati+a+vivere.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La presentazione del libro è stata organizzata in collaborazione col Circolo di lettura "&lt;i&gt;Matilde Serao&lt;/i&gt;" e si terrà presso la libreria Costeniero in piazza del Giorgione 55 a Castelfranco Veneto.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-cuvaO_rDC-w/TuxNZ-65XXI/AAAAAAAAAwk/Ti1IfT61ZIE/s1600/liberi+reclusi+nuova+copertina.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-cuvaO_rDC-w/TuxNZ-65XXI/AAAAAAAAAwk/Ti1IfT61ZIE/s320/liberi+reclusi+nuova+copertina.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-1678634359896910872?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/1678634359896910872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/12/libreria-costeniero-presentazione-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/1678634359896910872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/1678634359896910872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/12/libreria-costeniero-presentazione-del.html' title='Libreria Costeniero, presentazione del libro &quot;Condannati a vivere&quot;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Sy6UAhUrxUY/TuxNOM6JroI/AAAAAAAAAwc/2o08dLiv-ps/s72-c/copertina+Condannati+a+vivere.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-4236129075399278419</id><published>2011-12-09T12:00:00.001-08:00</published><updated>2011-12-09T12:19:55.606-08:00</updated><title type='text'>Don Pietro Zardo: aiutatemi ad aiutare i detenuti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="10"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="occhiello"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="justify" class="testo_articolo"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;VILLORBA&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- A lanciare l'allarme è &lt;strong&gt;don Pietro Zardo&lt;/strong&gt;: in carcere sono venuti a mancare detersivi e carta igienica. Ora i detenuti si trovano in una situazione davvero critica perché sono ospitati in una struttura realizzata per contenere 128 persone ma, proprio in questi giorni, il loro numero ha superato le 310 unità. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' vero che chi ha commesso un reato merita la galera, ma in queste condizioni non si può scontare la propria pena e il termine "rieducazione" perde ogni significato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intervenendo ad un incontro svoltosi presso la sede del circolo del Partito democratico a Villorba, e promosso dal Circolo di lettura "Matilde Serao",&amp;nbsp;don Pietro ha sottolineato che, attualmente, per molti detenuti resta difficile poter curare la propria igiene personale. La situazione è così critica che la direzione del carcere si è rivolta, col sostegno di don Pietro Zardo, alla Caritas diocesana affinché durante il periodo natalizio le comunità parrocchiali trevigiane si mostrino sensibili alla realtà della casa circondariale cittadino e possano, di conseguenza, offrire un aiuto per far fronte a questa emergenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;em&gt;Cerchiamo di raccogliere materiale igienico-sanitario,&amp;nbsp;indumenti, scarpe e biancheria, possibilmente non usata&lt;/em&gt; - spiega don Pietro - &lt;em&gt;per aiutare i detenuti. In questo momento&amp;nbsp;i tagli finanziari, a cui si aggiunge il sovraffollamento cronico, non garantiscono più una condizione minima di sopravvivenza, anche perché molti detenuti non hanno praticamente nulla, e le famiglie, da sole,&amp;nbsp;non riescono a sopperire a tutto quello che manca&lt;/em&gt;". &lt;br /&gt;Parlando ai villorbesi che sono interventi alla presentazione del suo libro intitolato "&lt;em&gt;Condannati a vivere. La quotidianità dei detenuti del carcere di Treviso raccontata dal suo cappellano&lt;/em&gt;", don Pietro ha posto l'accento sugli immigrati che in Italia non hanno familiari e amici in grado di poterli aiutare. Dunque, se lo Stato non è in grado di adempiere ad un suo preciso dovere, che intervengano, allora, i cittadini e le comunità locali. (&lt;em&gt;Carlo Silvano&lt;/em&gt;)&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-4236129075399278419?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/4236129075399278419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/12/don-pietro-zardo-aiutatemi-ad-aiutare-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4236129075399278419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4236129075399278419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/12/don-pietro-zardo-aiutatemi-ad-aiutare-i.html' title='Don Pietro Zardo: aiutatemi ad aiutare i detenuti'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-7906026125142533335</id><published>2011-12-07T00:05:00.001-08:00</published><updated>2011-12-07T00:13:13.459-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Ieri sera - nella sede del Partito democratico a Fontane di Villorba - si è svolto un incontro sulla realtà del carcere di Treviso con la partecipazione di don Pietro Zardo (cappellano presso la casa circondariale) e del dott. Giovanni Borsato (Circolo di lettura "Matilde Serao" di Villorba).&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Y4lkOTd2D-o/Tt8fUEbjXDI/AAAAAAAAAwM/WjzlfSrNA08/s1600/don+Pietro+nella+sede+del+PD.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" mda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-Y4lkOTd2D-o/Tt8fUEbjXDI/AAAAAAAAAwM/WjzlfSrNA08/s320/don+Pietro+nella+sede+del+PD.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-rLy4xHhWKKQ/Tt8fsTeURdI/AAAAAAAAAwU/e48wrLFBsgQ/s1600/sede+del+PD.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" mda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-rLy4xHhWKKQ/Tt8fsTeURdI/AAAAAAAAAwU/e48wrLFBsgQ/s320/sede+del+PD.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;I presenti, quasi venti, provenivano da diverse aree politiche e gli interventi da parte del pubblico sono stati costruttivi. Di particolare interesse, la testimonianza del prof. Paolo Pozzobon che insegna sia presso l'Istituto Palladio di Treviso che presso il carcere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-7906026125142533335?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/7906026125142533335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/12/ieri-sera-nella-sede-del-partito.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7906026125142533335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7906026125142533335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/12/ieri-sera-nella-sede-del-partito.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Y4lkOTd2D-o/Tt8fUEbjXDI/AAAAAAAAAwM/WjzlfSrNA08/s72-c/don+Pietro+nella+sede+del+PD.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-3092296008580855016</id><published>2011-11-10T03:24:00.000-08:00</published><updated>2011-12-01T00:51:54.624-08:00</updated><title type='text'>Villorba, incontro sul carcere di Treviso</title><content type='html'>&lt;div style="color: red; text-align: justify;"&gt;Martedì 6 dicembre 2011, alle ore 20.45, presso la sede del circolo del Partito Democratico a FONTANE di Villorba in via Luigi Pastro 99, avrà luogo un incontro culturale sul tema "&lt;b&gt;Il carcere di Treviso: albergo o luogo di pena&lt;/b&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-L_9anD0d_4o/TtKs0h733DI/AAAAAAAAAv8/czNRWzuz06I/s1600/copertina+Condannati+a+vivere.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-L_9anD0d_4o/TtKs0h733DI/AAAAAAAAAv8/czNRWzuz06I/s1600/copertina+Condannati+a+vivere.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="color: #38761d;"&gt;Tra i relatori don &lt;b&gt;Pietro ZARDO&lt;/b&gt; (cappellano presso la Casa circondariale di Treviso), &lt;b&gt;Giovanni BORSATO&lt;/b&gt; (già consigliere comunale del PD a Villorba), e &lt;b&gt;Carlo SILVANO&lt;/b&gt; (autore del volume "Liberi reclusi. Storie di minori detenuti"). Concluderà &lt;b&gt;Sandra Milani &lt;/b&gt;(consigliere comunale).&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #38761d;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;La serata è stata promossa dal Circolo di lettura "&lt;/span&gt;&lt;i style="color: #38761d;"&gt;Matilde Serao&lt;/i&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;" in collaborazione col Circolo del &lt;/span&gt;&lt;i style="color: #38761d;"&gt;Partito Democratico&lt;/i&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="color: red; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Ingresso libero.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style="color: #3d85c6;"&gt;Quando ho incominciato a incontrare i detenuti, ho conosciuto persone che mi ponevano tante difficoltà e io non mi sentivo all'altezza di affrontare e gestire da interlocutore situazioni scottanti. Non si può mettere piede in carcere in maniera pietistica, ed è fondamentale essere il più vicino possibile alla realtà dei reclusi. Mi ritrovo, così, ogni mattina ad avere incontri personali con i detenuti: senza barriere e senza filtri ascolto storie inimmaginabili. Il carcere mi ha portato a scoprire esperienze di vita di uno spessore e una problematicità difficili da capire per chi, oltre il muro di cinta, svolge la propria vita tra famiglia, lavoro e tempo libero&lt;/i&gt;&lt;span style="color: #3d85c6;"&gt;.&lt;/span&gt; (&lt;b&gt;don Pietro Zardo&lt;/b&gt;) &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-3092296008580855016?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/3092296008580855016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/11/villorba-incontro-sul-carcere-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3092296008580855016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3092296008580855016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/11/villorba-incontro-sul-carcere-di.html' title='Villorba, incontro sul carcere di Treviso'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-L_9anD0d_4o/TtKs0h733DI/AAAAAAAAAv8/czNRWzuz06I/s72-c/copertina+Condannati+a+vivere.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-1590833355931751668</id><published>2011-11-08T00:34:00.000-08:00</published><updated>2011-11-08T00:34:56.402-08:00</updated><title type='text'>Guardarsi negli occhi</title><content type='html'>&amp;nbsp;&lt;b&gt;Aggiungo una nuova storia tratta dal libro "&lt;i&gt;Liberi reclusi. Storie di minori detenuti&lt;/i&gt;" (pp. 71-72)&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Mi sono fidato dei miei amici: adesso sono dentro e pago anche per loro, che restano liberi perché non si sono fatti nessuno scrupolo a scaricare su di me tutte le responsabilità dei danni che abbiamo causato insieme&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-d9C910ldKKM/Trjpb0va21I/AAAAAAAAAuk/ZPnfmJWcfgI/s1600/liberi+reclusi+nuova+copertina.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-d9C910ldKKM/Trjpb0va21I/AAAAAAAAAuk/ZPnfmJWcfgI/s320/liberi+reclusi+nuova+copertina.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non sembra nutrire rancore per i suoi complici il giovane rumeno che ho davanti, e che ha sulle spalle già venti mesi trascorsi dietro le sbarre. &lt;i&gt;Prima di venire in Italia&lt;/i&gt; – mi racconta Sergio (nome di fantasia) –&lt;i&gt; ho sempre vissuto nel mio paese natio, in Romania. Sono stato battezzato secondo il rito ortodosso, però non sono praticante. A sedici anni sono scappato per qualche giorno con una ragazza del mio villaggio, e dopo una settimana, davanti a familiari e parenti, mi sono sposato. Un matrimonio che è durato poco: ora sono libero da ogni vincolo e non ho alcun rimpianto per una storia sentimentale che dentro non mi ha lasciato proprio nulla&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;In Italia Sergio aveva come punto di riferimento uno zio. &lt;i&gt;Il fratello di mia madre&lt;/i&gt; – continua Sergio – &lt;i&gt;lavorava in Italia da diversi anni nel settore edile e mi propose di seguirlo. Accettai subito e venni qui ad abitare presso mio zio. Lavorai due giorni come muratore e guadagnai cento euro, la stessa somma che mio padre guadagna facendo lo stesso mestiere in Romania, ma lavorando per metà mese. Alla fine del secondo giorno mio zio, però, mi disse che c’era crisi e che dovevo restare a casa. Nei giorni&amp;nbsp; successivi rincarò la dose e mi chiese di collaborare alle spese di affitto. Non avevo soldi e mi trovai in&lt;br /&gt;un vecchio casolare a dormire insieme ad altri rumeni: eravamo un gruppo di sbandati. Non avevamo né acqua né elettricità e si viveva alla giornata. Poi, tutti insieme, abbiamo fatto una grande sciocchezza, ma a pagare qui dentro sono venuto solo. Due mesi dopo il mio arrivo in Italia, mi ritrovavo già in una cella. I miei genitori, quando hanno saputo quello che era successo, si sono arrabbiati con mio zio, che comunque ha trovato le parole per giustificarsi&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sergio spera di restare in Italia: adesso non ha soldi e quando un giorno uscirà si augura di trovare un lavoro, altrimenti sarà costretto a tornare in Romania. &lt;i&gt;Qui dentro&lt;/i&gt; – conclude Sergio – &lt;i&gt;ho imparato a fare il grafico: è un lavoro che mi piace e che può permettermi di guadagnare onestamente. Un giorno, se riuscirò a realizzare i miei sogni, vorrei comprarmi una casa, avere una mia famiglia e aiutare le persone più povere&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-1590833355931751668?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/1590833355931751668/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/11/guardarsi-negli-occhi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/1590833355931751668'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/1590833355931751668'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/11/guardarsi-negli-occhi.html' title='Guardarsi negli occhi'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-d9C910ldKKM/Trjpb0va21I/AAAAAAAAAuk/ZPnfmJWcfgI/s72-c/liberi+reclusi+nuova+copertina.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-7030784639299061981</id><published>2011-11-07T02:23:00.000-08:00</published><updated>2011-11-07T02:26:51.193-08:00</updated><title type='text'>Breve storia di un tossico</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Tra le storie che ho voluto raccontare nel mio libro intitolato "&lt;/i&gt;Liberi reclusi. Storie di minori detenuti&lt;i&gt;", c'è anche quella di Corrado (nome di fantasia): un tossico che come tanti ha sprecato soldi per rovinarsi la salute, la vita e, non ultima, per rimpinguare le tasche della malavita&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ho mai pensato di finire in carcere: sono sedici mesi che sono qui e mi mancano ancora altri dieci mesi. Sì, ho avuto cugini e altri parenti dietro le sbarre, ma ero convinto che questa sarebbe rimasta una realtà fuori dai miei orizzonti. La prima notte trascorsa al Centro di prima accoglienza fu davvero brutta e mi sentii male anche fisicamente. I miei genitori mi mancavano moltissimo. &lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-P3138jm4xl0/TreyXxkV9DI/AAAAAAAAAuc/dUvhQhEEwV0/s1600/liberi+reclusi+nuova+copertina.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-P3138jm4xl0/TreyXxkV9DI/AAAAAAAAAuc/dUvhQhEEwV0/s320/liberi+reclusi+nuova+copertina.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A parlare è Corrado (nome di fantasia), un ragazzo italiano di origine rom da poco maggiorenne, che mi confida: &lt;i&gt;Sono qui e a volte ripenso a quando andavo in campeggio; eravamo una decina tra maschi e femmine, si piantavano le tende sulla spiaggia, al mare, e passavamo il tempo a fumare qualche canna, a fare il bagno di notte, a bere birra e a stare con le ragazze. In quel periodo fumavo soltanto; a diciotto anni, però, ho iniziato a fare uso di cocaina, perché ci sono dei posti dove per pochi euro te la buttano dietro&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma quanti soldi – mi chiedo – un minorenne può spendere per procurarsi erba da fumare e cocaina? Corrado non ha mai pensato ai soldi che ha bruciato, e ora che da soli stiamo nell’ufficio della psicologa dell’Ipm, prova a fare un calcolo. &lt;i&gt;Per le canne proprio non so dire quanto denaro ho bruciato, perché ho iniziato a fumare a quattordici anni e ho continuato fino ai diciotto. Si fumava spesso in compagnia con altri ragazzi: chi aveva della roba, la metteva a disposizione e a tutti si concedeva un tiro. Per la cocaina, pensandoci, qualche dato riesco anche a ricordarlo&lt;/i&gt;. Ascolto Corrado e in base a quello che mi dice e alle sue abitudini quotidiane, azzardo la somma di tremilaseicento euro spesi in un anno trascorso nel mondo delle droghe pesanti. Corrado mi guarda e, abbozzando un sorriso, sincero aggiunge: &lt;i&gt;In un anno avrò speso almeno quattromila euro in cocaina. E’ probabile però, che se ci rifletto sopra, la cifra lievita. E’ meglio non pensarci. Per un certo periodo ho lavorato come garzone da un panettiere e la paga di un mese finiva nel giro di qualche settimana; non compravo solo cocaina, ma anche vestiti di marca e mi concedevo divertimenti vari. Per arrivare alla fine del mese e pagarmi la cocaina spacciavo droga oppure rubavo&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Osservo questo ragazzo e penso che con lui una bella somma di denaro è finita a disposizione della criminalità, piccola o organizzata che sia. Mi racconta che spesso si riforniva da due algerini i quali avevano un bel giro e che per difendere i loro lauti introiti avevano sempre a portata di mano un pugnale che, a detta di Corrado, assomigliava ad una spada. &lt;i&gt;I due algerini – mi racconta Corrado – nascondevano le dosi in un campo incolto, e siccome vendevano parecchia roba, capitava che gruppi di venti e più persone si univano, e a volto coperto li assalivano a sassate per prendersi i soldi e le dosi&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Corrado mi dice che non ha mai preso parte a queste scorrerie a danno dei due spacciatori, però il suo racconto e così pieno di dettagli che, con la fantasia, mi è facile partecipare ad una di queste battute a danno degli spacciatori: &lt;i&gt;Il&lt;br /&gt;segreto&lt;/i&gt; – mi rivela Corrado – &lt;i&gt;sta nel coprirsi bene il volto, altrimenti, se gli algerini ti riconoscono, quando vai a comprare da loro te la fanno pagare, e così capisci perché hanno un pugnale. Hanno rovinato parecchi ragazzi italiani e da certe ragazze si facevano pagare facendo sesso. Non tutte le ragazze però si prostituivano con loro: la mia ragazza mai avrebbe accettato di stare con quei due. Ho conosciuto tanti tunisini che si sono arricchiti vendendo droga. Cosa pensano di noi gli stranieri che spacciano? Che abbiamo soldi e soprattutto siamo stupidi&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C’era anche un altro algerino che pure vendeva cocaina. &lt;i&gt;Era un vecchio&lt;/i&gt; – dice Corrado con una certa sicumera – &lt;i&gt;che doveva aver trovato da qualche parte almeno un chilo di roba, per giunta della migliore qualità. Non sapeva venderla e la nascondeva davanti a noi. Si accontentava di pochi euro per ogni dose. Quando finì questo quantitativo, visto che tanti ragazzi gli chiedevano delle dosi, andava fino a Padova per procurarsi un po’ di roba. Aveva sempre prezzi buoni ed era facile imbrogliarlo e sottrargli qualche dose senza che se ne accorgesse&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Ancora dieci mesi e Corrado uscirà: ad attenderlo ci sarà il suo mondo fatto di algerini e belle ragazze, perché al di là dei buoni propositi che ogni tanto inserisce nel suo racconto, ne emerge uno, che sintetizza in poche parole: &lt;i&gt;Con la cocaina ho chiuso, ma quando esco voglio tornare a fumare canne&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-7030784639299061981?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/7030784639299061981/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/11/breve-storia-di-un-tossico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7030784639299061981'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7030784639299061981'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/11/breve-storia-di-un-tossico.html' title='Breve storia di un tossico'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-P3138jm4xl0/TreyXxkV9DI/AAAAAAAAAuc/dUvhQhEEwV0/s72-c/liberi+reclusi+nuova+copertina.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-93140143331194230</id><published>2011-09-24T08:24:00.000-07:00</published><updated>2011-09-24T08:24:41.137-07:00</updated><title type='text'>Prescrizione e assoluzione: sono sinonimi?</title><content type='html'>Scrivendo a un giornale, l'avv. Agostino La Rana (penalista) ha scritto: "&lt;em&gt;E’ noto che prescrizione e assoluzione non sono sinonimi, tutt’altro; la prescrizione presuppone proprio la fondatezza dell’accusa e l’imputato, se ritiene di essere estraneo ai fatti, può dichiarare di non avvalersene, cosa che si sono guardati bene dal fare gli imputati in tanti processi&lt;/em&gt;".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-93140143331194230?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/93140143331194230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/09/prescrizione-e-assoluzione-sono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/93140143331194230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/93140143331194230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/09/prescrizione-e-assoluzione-sono.html' title='Prescrizione e assoluzione: sono sinonimi?'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-4826989525648241794</id><published>2011-08-11T02:36:00.000-07:00</published><updated>2011-08-11T02:48:58.071-07:00</updated><title type='text'>Sei un nullafacente? Allora vai in galera!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;E' finito in carcere perché tra il 2003 e il 2005 non ha versato i cinquecento euro mensili derivanti dai suoi obblighi verso la moglie e i figli (1). M.I. risulta essere un nullafacente con precedenti per reati contro il patrimonio. Adesso - nel carcere di Treviso - dovrà scontare quattro mesi di reclusione e pagare una multa di seicento euro. E' vero che chi sbaglia deve pagare, ma mi chiedo che in modo un nullafacente possa ora versare le nove mensilità, per un totale di quattromilacinquecento euro, più i seicento euro allo Stato. Ora che è in prigione, la sua situazione è peggiorata. Se per un cinquantenne è difficile trovare lavoro, figuriamoci le difficoltà che avrà soprattutto adesso che si porterà sul groppone anche quattro mesi di galera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Di fronte a casi del genere, che senso ha imprigionare le persone? Non era meglio "obbligare" questo personaggio a svolgere un lavoro umile - come la pulizia delle strade cittadine - e trattenere dalla busta paga una parte dei soldi da versare ai familiari? &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Adesso che è in galera ha peggiorato non solo la sua situazione, ma anche nostra perché un detenuto costa circa centocinquanta-duecento euro al giorno, e lui dovrà scontarne cento venti. In altre parole, questo signor nullafacente ci costerà almeno diciottomila euro! E di tutto questo dobbiamo ringraziare i nostri politici che legiferano.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;________________________ &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;(1) La notizia è stata attinta da Il Gazzettino, edizione di Treviso, del 9 agosto 2011&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-4826989525648241794?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/4826989525648241794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/08/sei-un-nullafacente-allora-vai-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4826989525648241794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4826989525648241794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/08/sei-un-nullafacente-allora-vai-in.html' title='Sei un nullafacente? Allora vai in galera!'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-3782007515909057590</id><published>2011-07-01T23:46:00.001-07:00</published><updated>2011-07-01T23:47:17.072-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Un libro che merita! Invito i frequentatori di questo blog a leggerlo.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/--aS-rvZ-f_E/Tg6-x7vXBVI/AAAAAAAAAto/cezT3SXtg64/s1600/copertina%2Bpena%2Bmorte%2Bitaliana.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 290px;" src="http://3.bp.blogspot.com/--aS-rvZ-f_E/Tg6-x7vXBVI/AAAAAAAAAto/cezT3SXtg64/s400/copertina%2Bpena%2Bmorte%2Bitaliana.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5624642749691528530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-3782007515909057590?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/3782007515909057590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/07/un-libro-che-merita-invito-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3782007515909057590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3782007515909057590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/07/un-libro-che-merita-invito-i.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/--aS-rvZ-f_E/Tg6-x7vXBVI/AAAAAAAAAto/cezT3SXtg64/s72-c/copertina%2Bpena%2Bmorte%2Bitaliana.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-3810398761777281596</id><published>2011-06-30T06:30:00.001-07:00</published><updated>2011-06-30T06:30:46.205-07:00</updated><title type='text'>Emergenza carceri</title><content type='html'>Riguardo all'emergenza carceri propongo, per attenuare le sofferenze dei detenuti che per i prossimi mesi di luglio e agosto devono affrontare l'afa in ambienti malsani e fatiscenti, di coinvolgere i militari così da garantire alcuni servizi di vigilanza (ad esempio sulle mura), e utilizzare le guardie carcerarie, liberate da questo servizio, per sorvegliare i detenuti nei cortili per un tempo superiore alla consueta ora d'aria. Si tratterebbe solo di fare questo servizio per i mesi estivi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-3810398761777281596?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/3810398761777281596/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/06/emergenza-carceri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3810398761777281596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3810398761777281596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/06/emergenza-carceri.html' title='Emergenza carceri'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-2198947988888792600</id><published>2011-06-20T22:45:00.000-07:00</published><updated>2011-06-20T22:46:33.136-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span &gt;Mi lascia sempre l'amaro in bocca quella valanga di commenti che si possono leggere nei vari forum, a margine di articoli di cronaca nera, di giornali presenti anche in rete: folle di visitatori che, da come scrivono, dimostrano di non leggere a fondo le notizie relative a delitti e a reati gravi, e più che esprimere il desiderio di ottenere giustizia, sono animati dalla frenesia di infliggere sofferenze atroci al cosiddetto "mostro" di turno. Cosa divide, mi chiedo, la persona che trasgredendo la legge commette violenza, da quella che in nome della legge predica la violenza?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-2198947988888792600?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/2198947988888792600/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/06/mi-lascia-sempre-lamaro-in-bocca-quella.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/2198947988888792600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/2198947988888792600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/06/mi-lascia-sempre-lamaro-in-bocca-quella.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-4059443346280912894</id><published>2011-05-30T23:51:00.000-07:00</published><updated>2011-05-31T00:11:16.110-07:00</updated><title type='text'>Liberi reclusi, la prefazione di Alfonso Paggiarino</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;Qui di seguito propongo la prefazione scritta dal direttore Alfonso Paggiarino per il libro "Liberi reclusi. Storie di minori detenuti&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;b&gt;Prefazione&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Sono lieto e onorato di esprimere il mio pensiero tra le pagine di questa pubblicazione che rappresenta un ulteriore e proficuo passo avanti nel cammino della conoscenza e dell'integrazione tra la realtà penitenziaria e il contesto sociale che la circonda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Sono profondamente convinto che questo percorso conoscitivo contribuisca non poco a mettere da parte il concetto dell'istituto penitenziario quale “contenitore” in cui mettere da parte le persone che, adulte o minori che siano, hanno commesso un reato e, pertanto, meritano solo di essere puniti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;La punizione, consistente nella restrizione – com'è giusto che sia – non deve essere considerato l'unico scopo del “carcere”, ma – com'è ancora più giusto che sia – l'anello di congiunzione tra le varie attività istituzionali, che contribuiscono, ciascuna secondo i propri indirizzi, al recupero della persona che ha infranto la Legge e alla sua restituzione alla società, con nuovi intenti di contributo e di adesione alle pacifiche norme di convivenza civile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;E questa “congiunzione” tra ciò che è rappresentato dalla “sentenza” e tutto quello che deve essere offerto al ristretto in termini di educazione, di assistenza e di riabilitazione, assume un valore ancor più importante, quando gli attori di questo scenario sono ragazzi condannati alla reclusione in un Istituto penale per minorenni, come quello cui Carlo Silvano ha attinto per compiere questa sua opera.&lt;/div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-dLMI-BSnwMQ/TeSTIWwdFCI/AAAAAAAAAsU/SrtRivDMLM0/s1600/liberi%2Breclusi%2Bnuova%2Bcopertina.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-dLMI-BSnwMQ/TeSTIWwdFCI/AAAAAAAAAsU/SrtRivDMLM0/s400/liberi%2Breclusi%2Bnuova%2Bcopertina.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612772807367529506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-X-asPyg6FsI/TeSTIPHQUXI/AAAAAAAAAsM/iSKzA3Tg9h0/s1600/Alfonso%2BPaggiarino.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-X-asPyg6FsI/TeSTIPHQUXI/AAAAAAAAAsM/iSKzA3Tg9h0/s400/Alfonso%2BPaggiarino.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612772805315678578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quella di Treviso è una realtà in cui i minori ristretti sono, molto spesso, artefici di scambio con i pari e con gli adulti che gravitano attorno ad associazioni volontarie, istituzioni pedagogiche locali e forme di aggregazione ludiche: credo, infatti, che lo scambio di valori, in questo contesto educazionale, rappresenti un fattore portante da cui non si possa prescindere, convinti della giusta espressione del Poeta che recita “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”. Educatori, medici, infermieri, psicologi, insegnanti, mediatori culturali e personale&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di Polizia penitenziaria che svolgono servizio presso l'Istituto penale per minorenni da me diretto, quotidianamente si trovano di fronte ragazzi che, oltre ad essere indirizzati verso la giusta riflessione riguardante il reato commesso, devono essere aiutati anche a diventare grandi: uomini adulti che siano in buona salute fisica e mentale, adatti a svolgere – nel migliore dei modi – il “mestiere di cittadino”, in modo onesto e contributivo, senza incoerenze e con entusiasmo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo è quello che noi facciamo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In modo semplice e senza troppi riflettori sul nostro operato, dando spazio ed attenzione alle diverse sensibilità, alle diverse etnie e alle diverse religioni, pensando ogni giorno al nostro scopo fondamentale, che consiste nel formare persone che risultino più equilibrate rispetto a quando le abbiamo ricevute. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Equilibrate, sane e consapevoli del giusto valore della cultura e della libertà, giovani che, nel loro futuro, non siano portati a ricordare il loro periodo di restrizione con un triste pensiero legato anche al luogo di sofferenza, ma semmai come una parentesi temporanea, nella quale possano trovare posto anche ricordi di interesse e dedizione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Interesse che, in molti casi, va anche indirizzato alle famiglie e che riguarda i nostri giovani detenuti anche al di là del cancello, con le forme di collaborazione e di continuità assistenziale che i funzionari della professionalità pedagogica, il dirigente sanitario e il cappellano intraprendono con le comunità che sono chiamate ad accogliere i minori, con forme di recupero alternative alla restrizione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un sentito ringraziamento al dott. Carlo Silvano per questo momento di proficua visibilità di una istituzione che non merita certo di essere appartata, e il mio augurio che ogni Istituto penale per i minorenni sia sempre più proiettato nell'opera educazionale atta a far comprendere che “diventare liberi” sia cosa ancor più saggia e giusta dell'essere libero.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;Alfonso Paggiarino&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Direttore “Istituto penale dei minorenni”&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;e “Centro di prima accoglienza”,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Treviso&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;__________________________ &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella seconda foto, il direttore Alfonso Paggiarino presenta il libro &lt;i&gt;Liberi reclusi&lt;/i&gt; alla libreria Zanetti di Montebelluna.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-4059443346280912894?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/4059443346280912894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/05/liberi-reclusi-la-prefazione-di-alfonso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4059443346280912894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4059443346280912894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/05/liberi-reclusi-la-prefazione-di-alfonso.html' title='Liberi reclusi, la prefazione di Alfonso Paggiarino'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-dLMI-BSnwMQ/TeSTIWwdFCI/AAAAAAAAAsU/SrtRivDMLM0/s72-c/liberi%2Breclusi%2Bnuova%2Bcopertina.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-4574683966738504051</id><published>2011-05-25T02:05:00.000-07:00</published><updated>2011-05-25T02:07:51.231-07:00</updated><title type='text'>Le riflessioni di una catechista</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Dalla signora Gladys A. Maria Tedesco, catechista a Fontane di Villorba, ricevo le rflessioni che seguono&lt;/em&gt;:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Sul tavolo, da giorni, un titolo sul libro attirava il mio sguardo “Liberi reclusi”, storie di minori detenuti.&lt;br /&gt;E mi dicevo: faresti bene a leggerlo, dato che ti occupi di minori facendo la catechista in parrocchia. E non solo, molte volte mi sono chiesta cosa porta un minorenne a commettere azioni con conseguenze così gravi da finire in un “Istituto penale per i minorenni”? Quali famiglie e quali comunità civili e religiose ci sono alle spalle? E’ difficile trovare risposte a tutto. Un giorno mi sono decisa, devo leggere quel libro, lo devo a me e lo devo ai ragazzi con i quali sono a contatto. Scorrendo le pagine, capivo, comprendevo, a livello di ragionamento, mi venivano alla mente situazioni con le quali sono entrata in contatto e volti di alcuni ragazzi a rischio.&lt;br /&gt;Non voglio dare colpa ai genitori, ma a un tessuto circostante che dal correre troppo per molti motivi, anche giusti, perde di vista l’essenziale, diventando superficiale e indifferente, per mancanza di tempo, per l’egoismo che si insinua in modo molto furtivo e silenzioso nelle persone. Quando l’ho finito di leggere, ho chiuso il libro e ho riflettuto, cosa posso o possiamo fare? Prima di tutto lo consiglierei di leggere con profonda convinzione ad ogni tipologia di educatori, dallo sport agli istituti scolastici e a tutti gli operatori che entrano a contatto con i pre-adolescenti e adolescenti nelle parrocchie e nelle amministrazioni comunali e soprattutto ai genitori creando dei gruppi dove poterne parlare, confrontarsi. In un secondo momento lo proporrei ai gruppi (adolescenti, giovani e adulti) per leggerlo e discutere insieme, se non è possibile tutto, almeno alcune pagine. &lt;strong&gt;Conoscere&lt;/strong&gt; per &lt;strong&gt;prevenire&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;sensibilizzare&lt;/strong&gt;. Allora forse nasce l’aiuto e non il giudizio, la comprensione che porta anche alla condivisione a seconda delle proprie sensibilità. Riprendendo le parole di una persona che condivide queste realtà nell’Istituto “queste situazioni possono accadere a tutti”, sono il motivo per una maggior riflessione e non pensare che queste cose possano accadere solo agli altri. Ringrazio l’autore Carlo Silvano, che attraverso queste pagine, parla di una realtà che molti di noi non vogliono sentire e che invece dovremo imparare ad ascoltare per realizzare un futuro migliore, anche loro sono parte di questa umanità anche se ferita, fanno parte di questo nostro mondo.&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;Gladys A. Maria Tedesco&lt;/em&gt;]&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-4574683966738504051?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/4574683966738504051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/05/le-riflessioni-di-una-catechista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4574683966738504051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4574683966738504051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/05/le-riflessioni-di-una-catechista.html' title='Le riflessioni di una catechista'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-881697550504696935</id><published>2011-05-24T07:59:00.000-07:00</published><updated>2011-05-24T08:01:24.724-07:00</updated><title type='text'>Libreria Costeniero</title><content type='html'>Informo che il volume "&lt;strong&gt;Liberi reclusi. Storie di minori detenuti&lt;/strong&gt;" è disponibile anche presso la Libreria Costeniero in piazzetta Giorgione a Castelfranco Veneto (TV).&lt;br /&gt;0423 720027&lt;br /&gt;fax 0423 771416&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:libreria@costeniero.it"&gt;libreria@costeniero.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-881697550504696935?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/881697550504696935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/05/libreria-costeniero.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/881697550504696935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/881697550504696935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/05/libreria-costeniero.html' title='Libreria Costeniero'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-433087344565977886</id><published>2011-05-04T05:26:00.000-07:00</published><updated>2011-05-04T05:34:28.743-07:00</updated><title type='text'>Liberi reclusi, aggiornato il capitolo conclusivo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Ty0CaFbR-Kc/TcFGn6S19uI/AAAAAAAAAo0/l2jIbutDe7w/s1600/liberi+reclusi+nuova+copertina.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602837062902740706" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-Ty0CaFbR-Kc/TcFGn6S19uI/AAAAAAAAAo0/l2jIbutDe7w/s400/liberi%2Breclusi%2Bnuova%2Bcopertina.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Pochi giorni fa l'editore Armando Fiscon mi ha consegnato le copie della ristampa del libro "&lt;/em&gt;Liberi reclusi&lt;em&gt;". Rispetto alla prima edizione, le nuove copie riportano il capitolo conclusivo ampliato con delle nuove riflessioni. Il libro è distribuito in tutta Italia da Il Messaggero. Ecco il testo&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Conclusioni&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chi commette un reato non pensa che finirà dietro le sbarre. Non si pone affatto questo problema. Nel momento in cui uccide, stupra o spaccia droga, il fuorilegge non considera la possibilità di trascorrere degli anni rinchiuso in una cella.&lt;br /&gt;I minori che ho intervistato, hanno compreso di aver infranto le regole della convivenza sociale solo quando hanno sentito scattare ai propri polsi le manette. Solo qualcuno, che ha avuto diversi parenti e amici in galera, ha pensato che prima o poi sarebbe toccato anche a lui “familiarizzare” con altri detenuti e secondini; cosa che poi è avvenuta. Eppure si tratta di giovani che hanno anche commesso gravi violenze.&lt;br /&gt;Tra le storie che ho riportato in questo volume c'è anche quella di un ragazzo che ha commesso un omicidio: è una storia dolorosa, e la vittima che porterà sempre dentro di sé questa violenza subita, è il figlio dell'uomo assassinato. Io credo che lo Stato e tutte le espressioni della cosiddetta società civile debbano avere una predilezione particolare per i familiari delle vittime, che, purtroppo, in molti casi sono abbandonati a se stessi.&lt;br /&gt;E' importante, altresì, fare di tutto affinché anche chi si è macchiato di un terribile omicidio possa essere recuperato, così da poter rientrare a testa alta nella società, tanto più se è un minore.&lt;br /&gt;Una società, infatti, può definirsi veramente civile se nessuna delle sue “pietre vive” viene scartata. Questo vale per tutte quelle persone che vengono considerate improduttive, disabili, o anche non competitive sul posto di lavoro; ma vale anche per gli assassini. Ecco la vera sfida che attende ogni società civile: capovolgere l'attuale corsa che porta all'esclusione di tutti coloro che sono considerati un peso, prendendosi cura di tutti i suoi membri. Una comunità vera non è quella che si gloria del reddito pro capite che certi hanno raggiunto a discapito di una buona fetta della società. E' piuttosto quella in cui tutte le persone vengono valorizzate e messe in condizione di portare il proprio mattone per migliorare la qualità della vita di tutti.&lt;br /&gt;Pura utopia?&lt;br /&gt;Se nel pensare comune e anche secondo il pensiero pedagogico l'autoritarismo e il castigo fine a se stesso vengono reputati strumenti di correzione privi di effetti positivi, perché poi quando il discorso si allarga alla società le cose dovrebbero cambiare?&lt;br /&gt;Noi abbiamo bisogno di poliziotti, carabinieri e magistrati onesti e competenti, ma nel nostro sistema sociale occorrono anche operatori che si impegnino a bonificare quei tessuti sociali infettati dal virus della delinquenza: assistenti sociali e operatori di strada capaci di individuare le nuove forme di povertà così da prevenire il proliferare di comportamenti devianti.&lt;br /&gt;Pura utopia? Mi sembra già di sentire il commento di tanti che, figli onesti e laboriosi della nostra società, mal sopportano di veder offrire un posto di lavoro all'ex detenuto quando essi stessi hanno perso il loro e magari hanno pure un bel titolo di studio...&lt;br /&gt;Mettere in condizione l'ex carcerato di comprendere l'errore commesso e poi accompagnarlo ad intraprendere una strada onesta affinché anche la sua vita acquisti un valore, sarà pure utopia, ma mi sembra l'unico modo per sanare l'intera società.&lt;br /&gt;Una detenzione priva di spunti di riflessione positivi e l'abbandono dopo la scarcerazione, al contrario, sono humus per il proliferare della delinquenza.&lt;br /&gt;L'omicida, pur avendo commesso una terribile violenza, non solo deve essere posto in condizione di comprendere il proprio sbaglio, ma soprattutto dovrebbe avere il dovere di risarcire i familiari della vittima.&lt;br /&gt;Si potrebbe dire che il debito di un assassino sia inestinguibile in questa vita terrena. E tuttavia, piuttosto che puntare sull'inasprimento della pena detentiva per chi ha commesso questo tipo di reato, perché non obbligarlo, una volta scontata la condanna in carcere, ad eseguire anche un lavoro umile affinché una parte del proprio stipendio venga utilizzata per risarcire i familiari delle vittime?&lt;br /&gt;Inoltre, come accennavo prima, soprattutto un minore omicida deve essere recuperato alla società.&lt;br /&gt;Se da un lato bisogna incoraggiare le coppie di coniugi a desiderare e ad accogliere nuovi figli, dall'altro bisogna adoperarsi per rimettere in carreggiata quei giovani che hanno anche commesso delitti sconvolgenti. Per nessun ragazzo possiamo immaginare un futuro da trascorrere dietro le sbarre oppure fatto di privazioni, solitudini e reati sempre più gravi, ma per tutti dobbiamo impegnarci affinché possano costruire delle significative relazioni affettive e sociali, e inseriti in contesti dove il lavoro viene vissuto come un valore capace di dare soddisfazioni e un senso alla propria esistenza.&lt;br /&gt;Al di là, comunque, delle ragioni qui esposte, sono convinto che tutti siamo chiamati a prestare attenzione a quanto avviene negli istituti penali dei minorenni e nelle carceri, perché non solo, come avverte Pietro Zardo, &amp;lt;&lt;il&gt;&amp;gt;&lt;a class="sdfootnoteanc" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3562204548500916281#sdfootnote1sym" name="sdfootnote1anc"&gt;1&lt;/a&gt;, ma anche perché troppe morti sospette alimentano dubbi e perplessità sull'operato e sul codice etico del personale penitenziario e delle forze dell'ordine&lt;a class="sdfootnoteanc" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3562204548500916281#sdfootnote2sym" name="sdfootnote2anc"&gt;2&lt;/a&gt;: chi commette un reato, anche terribile, non perde la propria dignità e lo Stato ha il diritto e il dovere di garantire l'incolumità fisica e psichica a tutti i reclusi nelle patrie galere.&lt;br /&gt;Per far fronte all'emergenza giustizia, inoltre, occorre soprattutto fare prevenzione sul territorio, cosa che si dovrebbe tradurre intervenendo, in modo particolare, in ambito familiare. A parte le dovute eccezioni è stato notato, infatti, che le famiglie monoreddito offrono una maggiore protezione nei confronti dei minori. Quando, per vari motivi, un solo genitore deve invece farsi carico del bilancio familiare e dell'educazione di un figlio, può allora succedere che, in assenza del controllo dell'adulto, il ragazzo venga coinvolto in attività delinquenziali. Succede così che, a seguito di piccoli furti, magari per pochi euro, un ragazzo finisca dietro le sbarre per tre o addirittura otto mesi. Una detenzione che non appare commisurata ai reati commessi, ma scaturisce dalla valutazione del giudice, secondo cui il ragazzo si trova nella condizione di poter di nuovo infrangere la legge, in quanto non ha un adulto che lo possa seguire.&lt;br /&gt;In sostanza, pare che abbiamo minori in cella perché colpevoli di non avere due genitori che si occupino di loro, di avere una famiglia disgregata. In questo contesto, come non notare che in certe province, come quella di Treviso, man mano che aumenta il numero di separazioni e divorzi, si abbassa l'età degli adolescenti dediti al consumo di alcool e stupefacenti? Eppure la famiglia dovrebbe godere del sostegno di valide politiche. Invece, in tanti casi, sembra che le amministrazioni comunali si preoccupino soltanto di sostenere le attività produttive e commerciali locali, investendo ingenti risorse finanziarie in opere pubbliche. Si prediligono le strutture alle persone.&lt;br /&gt;Le conseguenze negative di un certo tipo di politica sono sotto gli occhi di tutti: la società “invecchia” e il numero degli anziani supera i nuovi nati. Quando, poi, all'interno di nuclei familiari già ristretti, si verificano lutti che riguardano proprio i giovani, la situazione diventa ancora più drammatica.&lt;br /&gt;Un ragazzo detenuto, allora, non è più “il male” della nostra società, ma ne rappresenta piuttosto la sconfitta.&lt;br /&gt;Sacerdoti, volontari, insegnanti, psicologi, esperti in vari campi: abbiamo ascoltato le voci di tante persone che hanno scelto di condividere, per diverse ragioni, la vita dei ragazzi detenuti in istituto. C'è chi trascorre più e chi meno tempo con loro, chi lo fa per volontà personale e chi per professione, ma in tutti c'è uno stesso anelito: quello a promuovere nei ragazzi la riappropriazione della propria vita nel senso più completo del termine. Perché, un giorno non più reclusi, possano essere finalmente liberi da ciò che ha attanagliato la loro esistenza. Liberi responsabili.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;________________&lt;br /&gt;&lt;a class="sdfootnotesym" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3562204548500916281#sdfootnote1anc" name="sdfootnote1sym"&gt;1&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;Pietro Zardo&lt;/strong&gt;, intervistato da Carlo Silvano, “&lt;em&gt;Condannati a vivere. La quotidianità dei detenuti del carcere di Treviso raccontata dal suo cappellano&lt;/em&gt;”, Ogm editore 2009, p. 22.&lt;br /&gt;&lt;a class="sdfootnotesym" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3562204548500916281#sdfootnote2anc" name="sdfootnote2sym"&gt;2&lt;/a&gt; Cfr. &lt;strong&gt;Samanta Di Persio&lt;/strong&gt;, “&lt;em&gt;La pena di morte italiana. Violenze e crimini senza colpevoli nel buio delle carceri&lt;/em&gt;”, ed. Rizzoli 2011.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-433087344565977886?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/433087344565977886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/05/liberi-reclusi-aggiornato-il-capitolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/433087344565977886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/433087344565977886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/05/liberi-reclusi-aggiornato-il-capitolo.html' title='Liberi reclusi, aggiornato il capitolo conclusivo'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Ty0CaFbR-Kc/TcFGn6S19uI/AAAAAAAAAo0/l2jIbutDe7w/s72-c/liberi%2Breclusi%2Bnuova%2Bcopertina.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-64526456105981337</id><published>2011-04-05T12:21:00.000-07:00</published><updated>2011-04-05T13:11:37.771-07:00</updated><title type='text'>"Liberi reclusi"</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Sulla rivista on-line&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.mezzogiornoedintorni.it/"&gt;http://www.mezzogiornoedintorni.it/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;è stata pubblicata l'intervista che segue.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;E' stato pubblicato solo tre mesi fa e già si sta mettendo in cantiere una nuova ristampa del libro “Liberi reclusi. Storie di minori detenuti” scritto da Carlo Silvano per le Edizioni del noce (pp. 102, euro dieci, isbn 8887555834) e arricchito con una prefazione di Alfonso Paggiarino, direttore all'Ipm di Treviso. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;E' un libro che non poteva, del resto, passare inosservato, dato che l'emergenza educativa nel nostro Paese non può essere più procrastinata, soprattutto in una realtà qual è quella della metropoli di Napoli. Quello di Silvano è un testo che non riguarda solo i minori detenuti, ma anche gli adolescenti che viv0no in famiglie considerate “sane e normali”, e credono che pur commettendo un reato non finiranno mai dietro le sbarre. Purtroppo sono tanti i minori che non si rendono conto che uccidere, stuprare o spacciare droga porterà a trascorrere buona parte della propria esistenza in una cella; infatti, i minori intervistati da Carlo Silvano, hanno compreso di aver infranto le regole della convivenza sociale solo quando hanno sentito scattare ai propri polsi le manette. Con questo nuovo libro Carlo Silvano – nato a Cercola (Na) nel 1966 e dal 1999 residente nella Marca trevigiana – conferma la sua sensibilità verso gli ultimi della nostra società dopo aver pubblicato, insieme a don Pietro Zardo, un libro sulla quotidianità dei detenuti di un “normale” carcere italiano.&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Dottor Silvano, perché ha scritto questo libro&lt;/strong&gt;? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono convinto che genitori ed educatori abbiano bisogno di nuovi strumenti per “leggere” i comportamenti e le attese degli adolescenti, i quali, trovandosi immersi in una società che per troppi versi si presenta corrotta e disgregata, inseguono pseudo valori che non portano a nulla. I minori che sono reclusi tra le mura di un istituto penale non sono diversi da quelli che vivono in famiglie considerate “normali”, se in comune hanno il mito del denaro facile o dello sballo come carattere identitario. Conoscere, allora, le storie di adolescenti che hanno sbagliato, e per questo sono stati da un giudice affidati all'Amministrazione penitenziaria, può servire a genitori e ad educatori per impostare con i propri ragazzi relazioni feconde ed essere, per loro, degli autentici punti di riferimento ogni volta che devono assumersi delle responsabilità.&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5592183855819024818" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 285px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-k_SA_BQyoXk/TZttlpTEabI/AAAAAAAAAmM/H4L-b7MxgHU/s400/foto%2BCarlo%2BSilvano.JPG" border="0" /&gt;&lt;strong&gt;Tra le storie che riporta nel libro c'è anche quella di un ragazzo che ha commesso un omicidio&lt;/strong&gt;... &lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' una storia dolorosa, e la vittima che porterà sempre dentro di sé questa violenza subita è il figlio dell'uomo assassinato. Io credo che lo Stato e tutte le espressioni della cosiddetta società civile debbano avere una predilezione particolare per i familiari delle vittime, che, purtroppo, in molti casi sono abbandonati a se stessi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Si può “recuperare” un assassino? Cioè un soggetto che si è macchiato di un terribile delitto potrà mai entrare di nuovo a testa alta nella nostra società&lt;/strong&gt;? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Più che dire si può o non si può io dico che si deve! Soprattutto se è un minore. Una società è veramente civile se nessuna delle sue “pietre vive” viene scartata. Questo vale per gli assassini, ma anche per tutte quelle persone che vengono escluse dalla società perché improduttive, perché disabili o considerate non competitive sul posto di lavoro. Un omicida è una persona che ha commesso una terribile violenza, e deve essere posta in condizione di comprendere il proprio sbaglio e di risarcire i familiari della sua vittima: detto questo si comprende che un omicida non finirà mai – in questa vita terrena – di pagare il proprio sbaglio. Secondo me ciò non dovrebbe tradursi nel condannare a pene eccessivamente severe tutti coloro che commettono un omicidio, ma nell'obbligarli, una volta scontata la detenzione in carcere, a eseguire, se necessario, anche un lavoro umile affinché una parte del proprio stipendio – pure se esigua – venga utilizzata per risarcire i familiari delle vittime...&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5592184729027579010" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-va6zs8xripM/TZtuYeQNjII/AAAAAAAAAmU/vGisQqTky8w/s400/copertina%2Breclusi%2Bn.%2B4.JPG" border="0" /&gt; &lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Lei ha detto che soprattutto un minore omicida deve essere recuperato&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Certo, e ciò soprattutto per due motivi. In primo luogo, la vera sfida che attende ogni società civile è quella di capovolgere l'attuale corsa che porta all'esclusione di tutte quelle persone considerate un peso sociale. E' facile escludere. E' semplice su una lavagna divisa in due scrivere i nomi dei ragazzi buoni o cattivi della classe, come è facile andare in televisione e additare agli spettatori il mostro di turno. Ma questa non è una società civile. Una comunità veramente umana è quella che si prende cura di tutti i propri membri, e che non si gloria del reddito pro capite che certi hanno raggiunto a discapito di una buona fetta della società. Il mio ideale di comunità è quello in cui tutte le persone vengono valorizzate e messe in condizione di poter portare il proprio mattone per migliorare la qualità della vita di tutti. Noi abbiamo sempre bisogno di poliziotti, carabinieri e magistrati onesti e competenti, ma nel nostro sistema sociale c'è soprattutto bisogno di operatori impegnati a bonificare quei tessuti sociali infettati dal virus della delinquenza. Abbiamo bisogno, in particolare, di un maggior numero di assistenti sociali e operatori di strada, capaci di individuare le nuove forme di povertà, così da poterle gestirle utilizzando canali privilegiati per offrire agli ex detenuti, ad esempio, lavori umili e posti letti in strutture protette.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;In secondo luogo&lt;/strong&gt;? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'Italia ha un grande problema, che pochi prendono in considerazione: la denatalità che sta facendo invecchiare il nostro Paese, e costringerà le future generazioni a fare enormi sacrifici per mantenere legioni di anziani. Se da un lato bisogna incoraggiare le coppie di coniugi a desiderare e ad accogliere nuovi figli, dall'altro bisogna adoperarsi per rimettere in carreggiata quei giovani che hanno anche commesso delitti sconvolgenti. Per nessun ragazzo possiamo immaginare un futuro da trascorrere dietro le sbarre oppure fatto di privazioni, solitudini e reati sempre più gravi, ma per tutti dobbiamo impegnarci affinché possano costruire delle significative relazioni affettive e sociali, e inseriti in contesti dove il lavoro viene vissuto come un valore capace di dare soddisfazioni e un senso alla propria esistenza. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;In fondo chi sono i minori reclusi nell'istituto penale da lei conosciuti&lt;/strong&gt;? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Molti sono ragazzi che hanno alle spalle famiglie frammentate a causa di separazioni oppure adulti che non hanno saputo o voluto dare loro regole e valori. Per tanti minori realizzare soldi con lo spaccio di droghe e sperperare il denaro in beni di lusso è uno stile di vita che li fa sentire adulti ed indipendenti. Concordo con la psicologa Luisa Bonaveno quando afferma che la mancanza di regole, o il fatto di averle infrante, rende opportuna un'esperienza di contenimento all'interno di un istituto penale; una restrizione, però, che deve essere limitata, per evitare che possa diventare un'esperienza a rischio di fissazione dell'identità delinquenziale. Dobbiamo tutti renderci conto che le nostre famiglie possono essere il luogo del benessere, ma anche del malessere, della grave patologia e della sofferenza psichica. Da questi mali oggi nessuna famiglia è immune. (&lt;em&gt;a cura di Armando Fiscon&lt;/em&gt;)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.mezzogiornoedintorni.it/2011/04/alla-seconda-ristampa-liberio-e-reclusi-di-carlo-silvano/"&gt;http://www.mezzogiornoedintorni.it/2011/04/alla-seconda-ristampa-liberio-e-reclusi-di-carlo-silvano/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-64526456105981337?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/64526456105981337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/04/liberi-reclusi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/64526456105981337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/64526456105981337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/04/liberi-reclusi.html' title='&quot;Liberi reclusi&quot;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-k_SA_BQyoXk/TZttlpTEabI/AAAAAAAAAmM/H4L-b7MxgHU/s72-c/foto%2BCarlo%2BSilvano.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-3814995298312792766</id><published>2011-03-16T01:31:00.000-07:00</published><updated>2011-03-16T02:04:20.899-07:00</updated><title type='text'>A Conegliano per sfatare alcuni luoghi comuni sul carcere</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Conegliano&lt;/strong&gt; - E' stata buona la partecipazione di pubblico all'incontro dedicato alla realtà del carcere e dell'Istituto penale dei minorenni, promosso e organizzato dal parroco don &lt;strong&gt;Aldo Cornale&lt;/strong&gt; presso l'oratorio della parrocchia dei "&lt;em&gt;Santi Martino e Rosa&lt;/em&gt;". Nel corso della serata sono stati presentati i volumi "&lt;em&gt;Condannati a vivere. La quotidianità del carcere di Treviso raccontata dal suo cappellano&lt;/em&gt;" e "&lt;em&gt;Liberi reclusi. Storie di minori detenuti&lt;/em&gt;".&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584595050571981826" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-8SbGxH81qmo/TYB3nCu_ZAI/AAAAAAAAAj8/1yi_3oIz1Xg/s400/1%2BConegliano%2B15%2Bmarzo.JPG" border="0" /&gt; &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584598571939318338" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-WiINKu96Hks/TYB60A2YykI/AAAAAAAAAkc/MW4y1_10tQM/s400/don%2BAldo%2BCornale.JPG" border="0" /&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;em&gt;(&lt;span style="font-size:85%;"&gt;don Aldo Cornale, parroco a "S.S. Martino e Rosa" - Conegliano&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tra i presenti anche diversi giovani. Nel corso del mio intervento ho letto diversi brani dell'intervista a don Pietro Zardo inserita nel libro "Condannati a vivere"; in particolare mi sono soffermato sul sovraffollamento e sulle condizioni disumane in cui versano i detenuti. La realtà del carcere di Treviso è conosciuta molto bene dal vicepresidente alla Provincia Floriano Zambon, il quale, in passato, ha avuto modo di visitare la casa circondariale e ha confermato quanto da me descritto. &lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584595675145645986" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-tmr4lVgoRF8/TYB4LZc9L6I/AAAAAAAAAkE/UHxhHg1Oe64/s400/Bonaveno%2Ba%2BConegliano.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al pubblico sono stati poi proposti due filmati girati all'interno dell'Ipm e molta attenzione è stata riservata alle parole della psicologa Luisa Bonaveno,che ha descritto, tra l'altro, la personalità dei minori reclusi. &lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584596504591292978" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/--kmHMGaOKHM/TYB47rYNWjI/AAAAAAAAAkM/PIjgDzuCY_k/s400/Saccon%2Ba%2BConegliano.JPG" border="0" /&gt; &lt;p align="justify"&gt;E' poi intervenuto don &lt;strong&gt;Giorgio Saccon&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;foto sopra&lt;/em&gt;) e la psicologa &lt;strong&gt;Lisa Cendron&lt;/strong&gt;, presidente dell'associazione "La prima pietra".&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584597142246009810" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-Lt0UMzuAbAU/TYB5gy08K9I/AAAAAAAAAkU/LwZtUX3YTHw/s400/Zambon%2Ba%2BConegliano%2B1.JPG" border="0" /&gt;(&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Floriano Zambon, vicepresidente alla Provincia di Treviso&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-3814995298312792766?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/3814995298312792766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/03/conegliano-per-sfatare-alcuni-luoghi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3814995298312792766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3814995298312792766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/03/conegliano-per-sfatare-alcuni-luoghi.html' title='A Conegliano per sfatare alcuni luoghi comuni sul carcere'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-8SbGxH81qmo/TYB3nCu_ZAI/AAAAAAAAAj8/1yi_3oIz1Xg/s72-c/1%2BConegliano%2B15%2Bmarzo.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-1768141002764609070</id><published>2011-03-14T09:33:00.001-07:00</published><updated>2011-03-14T09:51:42.157-07:00</updated><title type='text'>Le grida manzoniane del governo Berlusconi</title><content type='html'>Oggi su &lt;em&gt;La Tribuna&lt;/em&gt; di Treviso è stato pubblicato un interessante articolo a firma del dottor Massimo De Luca sulla riforma della giustizia che il governo di Silvio Berlusconi intende fare. Ne ho parlato con l'avv. Agostino La Rana (cassazionista) per proporre ai lettori di questo blog alcune riflessioni. Purtroppo, come fa notare l'avv. Agostino La Rana, non si possono ancora elaborare delle riflessioni di carattere tecnico perché il testo finale della riforma non è ancora disponibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avv. Agostino La Rana, in un articolo pubblicato su &lt;em&gt;La Tribuna&lt;/em&gt; di Treviso (14 marzo 2011), il dr. Massimo De Luca scrive che nell'attuale testo governativo di riforma costituzionale si stabilisce che i magistrati, al pari degli altri funzionari statali, siano direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione di diritti. Secondo lei, come si traduranno nei fatti questi propositi&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;Un giudice può sbagliare, naturalmente. E gli errori si pagano, naturalmente. Attualmente, il giudice paga se ha agito dolosamente, cioè con la volontà di sbagliare; ipotesi molto remota, questa, che richiederebbe, per esempio, la prova di una corruzione. Il Governo, rifacendosi anche a un referendum sulla responsabilità civile dei magistrati del 1987 (il cui esito è stato vanificato) propone che il giudice risarcisca gli errori causati da colpa, cioè da negligenza o imperizia. Al momento è impossibile prevedere come il Governo intenda tradurre questo proposito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Su tale questione Silvio Berlusconi potrà registrare un consenso popolare anche maggiore alla stessa maggioranza parlamentare di cui dispone. Viene però un dubbio: ciò che è popolare è automaticamente giusto?&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Qual è la sua opinione&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;"Chi volete voi, Gesù o Barabba ?", chiese Ponzio Pilato. E il popolo scelse di salvare Barabba, il che significa che anche (perfino) il popolo può sbagliare. Ma qual è l’alternativa ? Churchill disse che la democrazia è il sistema “meno peggiore”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il dottor De Luca fa notare che il giudice è l'arbitro dei conflitti e il soccombente è sempre scontento della decisione, e quasi sempre sarà convinto che il giudice abbia sbagliato a valutare le norme e i fatti. In particolare, nel giudizio penale il condannato avrà sempre motivo di lamentarsi della condanna. Le chiedo: qualora questa riforma dovesse passare, dovremmo aspettarci una valanga di azioni contro i giudici da parte di quanti sono stati condannati in un procedimento&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;Al momento la risposta è impossibile, perché il Governo non ha presentato una riforma, ma una dichiarazione di principio simile alle grida manzoniane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Secondo lei, il fatto che si debba fare questa riforma, può indicare che nel nostro ordinamento non ci sono abbastanza garanzie per avere un giusto processo&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;Il processo giusto è un’astrazione, quello perfetto un’utopia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel suo articolo, il dr. Massimo De Luca sostiene che, qualora dovesse passare questa riforma, il giudice potrebbe essere condizionato e optare per la decisione che meno lo espone alle possibili ritorsioni delle parti, o almeno della parte più forte. Lei cosa ne pensa&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;Che ha questo punto di vista dipende dal singolo giudice. Come scrisse Manzoni, “il coraggio, se uno non lo ha, non se lo può dare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il ministro Alfano sostiene che l'attività di un magistrato debba essere paragonata a quella di un medico. Quali sono le sue considerazioni&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;Qualcuno potrebbe paragonare l’attività del ministro Alfano a quella di un becchino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In conclusione, secondo lei, un plurimputato come Silvio Berlusconi può trattare - sotto il profilo etico e morale - una questione come quella della riforma della giustizia&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;Se ha il consenso popolare della maggioranza degli italiani, senz’altro sì.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-1768141002764609070?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/1768141002764609070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/03/le-grida-manzoniane-del-governo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/1768141002764609070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/1768141002764609070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/03/le-grida-manzoniane-del-governo.html' title='Le grida manzoniane del governo Berlusconi'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-1742320621736468648</id><published>2011-03-10T05:29:00.000-08:00</published><updated>2011-03-10T05:32:26.862-08:00</updated><title type='text'>Conegliano, presentazione Liberi reclusi</title><content type='html'>CONEGLIANO - Martedì 15 marzo 2011, ore 20.30, presso la sala parrocchiale della chiesa dei &lt;em&gt;Santi Martino e Rosa&lt;/em&gt; (via Fenzi 28 – Conegliano), avrà luogo un incontro culturale su:&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Il carcere e l'Istituto penale&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;dei minorenni di Treviso&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;tra realtà e luoghi comuni&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;con la proiezione di un breve filmato girato all'interno &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;dell'Istituto penale (Ipm)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;INTERVERRANNO:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;padre Giorgio SACCON&lt;/strong&gt;, cappellano all'Ipm di Treviso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;dott.ssa Luisa BONAVENO&lt;/strong&gt;, psicologa all'Ipm&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;dott. Carlo SILVANO&lt;/strong&gt;, autore del libro “&lt;em&gt;Liberi reclusi&lt;/em&gt;”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'iniziativa è stata promossa dalla &lt;em&gt;comunità parrocchiale&lt;/em&gt; animata da don &lt;strong&gt;Aldo Cornale&lt;/strong&gt; in collaborazione con l'associazione “&lt;strong&gt;La prima pietra&lt;/strong&gt;”. E' prevista la partecipazione di &lt;strong&gt;Floriano Zambon&lt;/strong&gt;, già sindaco di Conegliano e attuale vicepresidente alla Provincia di Treviso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INGRESSO LIBERO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-1742320621736468648?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/1742320621736468648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/03/conegliano-presentazione-liberi-reclusi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/1742320621736468648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/1742320621736468648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/03/conegliano-presentazione-liberi-reclusi.html' title='Conegliano, presentazione Liberi reclusi'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-3915477028867292920</id><published>2011-03-08T02:34:00.000-08:00</published><updated>2011-03-08T02:53:59.426-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>7 marzo 2011 - Praticamente era piena la sala parrocchiale della chiesa di Selvana a Treviso quando si è svolto l'incontro dedicato ai minori detenuti nell'Istituto penale cittadino.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581660039694206562" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-7zDS82NFCUs/TXYKO7L3RmI/AAAAAAAAAjs/Kil5qxp_9A8/s400/pubblico.JPG" border="0" /&gt; Dopo una mia introduzione, ha preso la parola la psicologa Luisa Bonaveno, la quale ha presentato la personalità dei minori, le loro storie, le loro origini, le loro difficoltà ad integrarsi trattandosi, per lo più, di ragazzi stranieri. E' stato proiettato anche un filmato girato all'interno dell'Ipm: protagonisti propri i ragazzi lì reclusi.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581659256051146482" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-jrwRP8F0XfA/TXYJhT4zHvI/AAAAAAAAAjk/yBsxo2_Ruro/s400/Bonaveno.JPG" border="0" /&gt; La parola è passata poi a don Giorgio Saccon che si è soffermato molto sull'umanità di questi adolescenti sostenendo che "non esistono ragazzi cattivi". Don Giorgio ha anche sottolineato l'importanza della famiglia nell'educazione dei ragazzi. &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581658463835167298" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-G-GQWI1RxlM/TXYIzMpymkI/AAAAAAAAAjc/a6IcX13S34U/s400/don%2BGuidolin.JPG" border="0" /&gt;Dopo un sereno e costruttivo dibattito col pubblico e dopo un intervento di Lisa Cendron, presidente dell'associazione La prima pietra, ha concluso l'incontro il parroco don Antonio Guidolin.&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581657934353302674" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-TlF4O5YaYzI/TXYIUYLehJI/AAAAAAAAAjU/PArZ7PLkxRw/s400/rassegna%2Bstampa.JPG" border="0" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-3915477028867292920?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/3915477028867292920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/03/7-marzo-2011-praticamente-era-piena-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3915477028867292920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3915477028867292920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/03/7-marzo-2011-praticamente-era-piena-la.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-7zDS82NFCUs/TXYKO7L3RmI/AAAAAAAAAjs/Kil5qxp_9A8/s72-c/pubblico.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-3753895706372396606</id><published>2011-02-24T01:02:00.000-08:00</published><updated>2011-03-02T03:57:39.756-08:00</updated><title type='text'>CARCERE MINORILE: BASTA LUOGHI COMUNI, MEGLIO PARLARNE</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Da padre Giorgio Saccon ho ricevuto la lettera che segue e che è stata inviata a due quotidiani di Treviso&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Caro Direttore,&lt;br /&gt;in questi ultimi tempi sto cogliendo, da parte di molte persone, un particolare interesse per le problematiche che riguardano i ragazzi detenuti nell’Istituto penale per Minorenni di Treviso.&lt;br /&gt;E’ nata da poco, anche, un’Associazione di Volontari, chiamata “La Prima Pietra”, che si preoccupa di promuovere attività all’interno dell’IPM e nel territorio con l’obiettivo di sostenere e reinserire i ragazzi che, dopo un periodo di privazione della libertà personale, si accingono ad incontrare nuovamente la società alla quale hanno arrecato una ferita. Si stanno promuovendo, un po’ su tutto il territorio della provincia, degli incontri pubblici, per parlare della realtà della detenzione. Penso sia importante incontrarsi e confrontarsi su questa realtà perché spesso risulta poco utile – sia nei confronti delle vittime che degli autori dei reati – liquidare il problema della delinquenza minorile con delle banali battute. Chi commette un reato, infatti, deve certamente accettare la giusta pena, ma deve anche avere la possibilità di redimersi e rientrare nella società, così da poter portare la propria pietra per edificare un corpo sociale più sano e, soprattutto, fatto di giustizia. Gli incontri pubblici che vedo un po’ dappertutto si stanno rivelando utile per chi vi partecipa perché aprono al confronto le diverse posizioni intorno a questi temi forti e spesso servono a sfatare alcuni luoghi comuni sul carcere. Sugli immigrati, ad esempio, confrontandosi si scopre che conosciamo ben poco; non molti si fermano a pensare che anche loro sono “persone”!&lt;br /&gt;La tesi più comune sembra essere quella del “rimpatrio”: fare in modo, cioè, che scontino altrove la pena detentiva. E’ un ragionamento questo che ha un suo fondamento, ma nella sostanza mi lascia perplesso, perché sembra non considerare alcuni aspetti importanti della vita di queste persone, come, ad esempio, il fatto che spesso hanno alle spalle storie di vita dura, fatta di viaggi a piedi attraverso il deserto del Sahara; immigrati che hanno affrontato il Mediterraneo, e solo Dio – che è Padre di tutti – sa quanti sono naufragati. Un altro luogo comune sta nella considerazione, senza alcun distinguo, dei minori in carcere come dei “ragazzi di strada”, dei “delinquenti”! Per me – che li incontro ogni giorno – sono dei ragazzi a cui voler bene e proprio per questo condivido l’affermazione di un cappellano di un carcere minorile, che ha detto: “Non esistono ragazzi cattivi”! Per me è importante – come cittadino e come sacerdote – riuscire ad aprire un confronto su questi temi tra la gente perché il carcere minorile è una realtà importante del nostro territorio: a questo proposito mi fa piacere che lunedì 7 marzo p.v., alle ore 20.30, nella sala parrocchiale della chiesa di Selvana a Treviso si tenga un incontro pubblico di confronto su queste tematiche, aperto a tutta la cittadinanza, a cui parteciperà anche la psicologa dell’IPM, dott.ssa Luisa Bonaveno, che con il suo intervento racconterà le speranze e le paure, le gioie e i dolori dei ragazzi che segue presso l’Istituto Penale per i Minorenni di Treviso.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;Padre Giorgio Saccon, cappellano dell’IPM di Treviso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-3753895706372396606?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/3753895706372396606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/02/lettera-di-padre-giorgio-saccon.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3753895706372396606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3753895706372396606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/02/lettera-di-padre-giorgio-saccon.html' title='CARCERE MINORILE: BASTA LUOGHI COMUNI, MEGLIO PARLARNE'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-6178306402957647842</id><published>2011-02-08T23:56:00.000-08:00</published><updated>2011-02-22T09:49:13.960-08:00</updated><title type='text'>SELVANA (TREVISO), 7 MARZO 2011</title><content type='html'>Treviso - Lunedì 7 marzo 2011, alle ore 20.30, nella sala parrocchiale della chiesa di Selvana (via Zanella 5 - Treviso) si svolgerà un incontro sui ragazzi detenuti nell'Istituto penale dei minorenni di Treviso. L'iniziativa è sostenuta anche dall'Associazione "&lt;strong&gt;La prima pietra&lt;/strong&gt;" che raccoglie numerosi volontari impegnati in varie attività presso l'Istituto penale.&lt;br /&gt;Nel corso della serata sarà presentato il libro "&lt;strong&gt;Liberi reclusi. Storie di minori detenuti&lt;/strong&gt;" (Edizioni del noce 2011).&lt;br /&gt;Interverranno &lt;strong&gt;padre Giorgio Saccon&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;cappellano all'Ipm&lt;/em&gt;) e la psicologa &lt;strong&gt;Luisa Bonaveno&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Istituto penale dei minorenni di Treviso&lt;/em&gt;). A nome dell'associazione &lt;strong&gt;La prima pietra&lt;/strong&gt; sarà presente anche la presidente &lt;strong&gt;Lisa Cendron&lt;/strong&gt;. Concluderà &lt;strong&gt;don Antonio Guidolin&lt;/strong&gt;, parroco a Selvana.&lt;br /&gt;Ingresso libero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571596224681503554" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TVJJPywMa0I/AAAAAAAAAiE/fLYre9H9ruc/s400/copertina%2Blocandina%2BSelvana.JPG" border="0" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-6178306402957647842?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/6178306402957647842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/02/selvana-treviso-7-marzo-2011.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6178306402957647842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6178306402957647842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/02/selvana-treviso-7-marzo-2011.html' title='SELVANA (TREVISO), 7 MARZO 2011'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TVJJPywMa0I/AAAAAAAAAiE/fLYre9H9ruc/s72-c/copertina%2Blocandina%2BSelvana.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-5162600900334868510</id><published>2011-01-25T01:40:00.000-08:00</published><updated>2011-01-25T01:48:16.296-08:00</updated><title type='text'>I minori tra spaccio e consumo di droghe</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;TREVISO - Quando si parla della realtà della detenzione bisogna anche saper leggere le notizie di cronaca nera che vengono diffuse dai media: il minore di turno sorpreso dalla polizia con tremila euro e una decina di bustine di droga nelle tasche certamente va arrestato, processato e rinchiuso nell'Ipm, ma la discussione non può arenarsi qui. Addebitare ogni responsabilità al minore, chiedersi quanto verrà a costare alla collettività il segregarlo in un istituto e, qualora si tratti di uno straniero, se convenga o meno rispedirlo al suo Paese di origine, condurrà forse ad eliminare uno dei tanti bubboni di quel male chiamato droga, ma il marcio resterà comunque in casa nostra, perché il suo nocciolo è un esercito di giovani e adolescenti, i quali, in seno alle nostre famiglie, non avendo dei validi punti di riferimento, cercano di colmare il vuoto facendo ricorso alla droga. Una situazione che non meraviglia se tra i genitori c'è chi fa o ha fatto uso di particolari sostanze. Dietro ogni minore ci sono sempre degli adulti.&lt;br /&gt;Il problema non è eliminare lo spacciatore, il quale può essere sempre sostituito. Il vero problema è impedire l'uso di stupefacenti; è bloccare l'emorragia di soldi che i tossici versano per pagarsi lo sballo. Ma è difficile parlare di tossici quando chi fa uso di stupefacenti rifiuta di riconoscersi come tale. Qui di seguito riporto, al proposito, l'opinione del dott. &lt;strong&gt;Daniele Corbetta&lt;/strong&gt;, direttore del Ceis di Treviso (l'intervista integrale è inserita nel libro "&lt;em&gt;Liberi reclusi&lt;/em&gt;").&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Dott. Corbetta, di che dati dispone sui minori del Triveneto e l’uso delle droghe&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;Non ci sono dati precisi, anche perché l’uso e l’abuso di sostanze è diventato talmente diffuso e trasversale, che tantissimi soggetti, e tra questi molti minori, non sono identificabili. Non è una risposta vaga ed ha un suo significato solamente contestualizzando il fenomeno ai giorni nostri. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mi può fare un accenno sulla storia della diffusione del fenomeno droga in Italia&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;Negli anni Ottanta il concetto di droga era associato all’eroina. Non era un mercato grandissimo, ma rendeva molto, dal momento che i tossicomani avevano bisogno della sostanza tutti i giorni. Finiti i tempi eroici delle prime Comunità e dei primi Sert, si è abbassata la guardia sia a livello culturale che organizzativo del sistema di contrasto e della prevenzione.&lt;br /&gt;Si costituisce poi una nuova forma di consumo verso la fine degli anni Novanta, con l’introduzione della cocaina in maniera diffusa e “popolare”. La droga non è più intesa come sintomo di disagio ed emarginazione, ma come strumento di aggregazione, per divertirsi, per fare sesso, e addirittura per lavorare di più.&lt;br /&gt;La droga come “doping” conosce così un grande successo, ed ancora oggi, con prezzi che si possono permettere tutti, trova fra i clienti anche minori, che riescono a comprarla con la “paghetta” settimanale dei genitori. Come emerge da uno studio fatto sull'uso di alcool e sostanze rispetto alle possibilità economiche del cliente, chi dispone, ad esempio, di meno di cinquanta euro al mese, si astiene dalle droghe o consuma solo alcool, chi ha più di cento euro al mese fa uso di alcool e marjuana, mentre con più di centocinquanta euro si arriva alla cocaina…&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Il mondo cambia, si evolve velocemente, ed oggi la grande distribuzione si fa via internet&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;La velocità della rete, con le sempre nuove proposte di sostanze tante volte sconosciute agli stessi addetti ai lavori, ne rende più difficile il contrasto e la conoscenza, facilitandone la diffusione di massa. Anche gli stili di consumo cambiano e si adeguano ai tempi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Cioè&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;Sono finiti gli anni Ottanta e Novanta: nel nuovo millennio l’approccio, gli stili e i significati sono altri. Si vive normalmente integrati nel proprio contesto e poi, quando si vuole, si sceglie di procurarsi una profonda alterazione… diventa quindi quasi un consumo “consapevole”, se così possiamo definirlo. Basta andare nei vari Pronto soccorso ospedalieri per accorgersi che non ci sono più overdose da oppiacei, ma si affrontano situazioni in cui, pur essendo evidente lo stato di alterazione, resta ignota la sostanza che l’ha causato. Nessuno si sente un drogato, anche perché magari gli stessi genitori consumano farmaci e psicofarmaci come se fosse una cosa naturale.&lt;br /&gt;Adesso il tentativo del mercato tradizionale è quello di rimettere in circolazione la “vecchia” eroina, promuovendola come sostanza da “fumare”, per crearsi clienti stabili in futuro. Questo sta già avvenendo sotto gli occhi di tutti. [...]&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;____________________ &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il dr. Daniele Corbetta interverrà alla presentazione del libro "Liberi reclusi" il 15 febbraio 2011, alle ore 20.30, presso la libreria Zanetti a Montebelluna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-5162600900334868510?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/5162600900334868510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/01/i-minori-tra-spaccio-e-consumo-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/5162600900334868510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/5162600900334868510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/01/i-minori-tra-spaccio-e-consumo-di.html' title='I minori tra spaccio e consumo di droghe'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-8674747986397104230</id><published>2011-01-17T23:59:00.000-08:00</published><updated>2011-01-21T05:48:08.456-08:00</updated><title type='text'>Libreria Zanetti, Liberi reclusi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Martedì 15 febbraio 2011, alle ore 20.30, presso la libreria Zanetti di Montebelluna, in piazza Oberkochen 27, sarà presentato il mio libro intitolato "&lt;em&gt;Liberi reclusi. Storie di minori detenuti&lt;/em&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Interverranno:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;Danilo Zanetti&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;editore e scrittore&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;Daniele Corbetta&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;direttore del Ceis di Treviso&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;Alfonso Paggiarino&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;direttore dell'Istituto penale dei minorenni di Treviso&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564635380935250626" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TTmOZXE3UsI/AAAAAAAAAgw/Cq19_FCh6Ws/s400/copertina%2Breclusi%2Bn.%2B4.JPG" border="0" /&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Ingresso libero&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Info: Libreria Zanetti, tel e fax 0423609608 - &lt;a href="http://www.libreriazanetti.it/"&gt;http://www.libreriazanetti.it/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il volume è reperibile anche presso la libreria Lovat di VILLORBA.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-8674747986397104230?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/8674747986397104230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/01/libreria-zanetti-liberi-reclusi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8674747986397104230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8674747986397104230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/01/libreria-zanetti-liberi-reclusi.html' title='Libreria Zanetti, Liberi reclusi'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TTmOZXE3UsI/AAAAAAAAAgw/Cq19_FCh6Ws/s72-c/copertina%2Breclusi%2Bn.%2B4.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-628102265184951677</id><published>2011-01-15T02:06:00.000-08:00</published><updated>2011-01-17T00:06:24.919-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TTF4XycjpeI/AAAAAAAAAgg/KVbFppsHBQ0/s1600/locandina+san+Fior.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562359364853147106" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TTF4XycjpeI/AAAAAAAAAgg/KVbFppsHBQ0/s400/locandina%2Bsan%2BFior.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;SAN FIOR - Circa ottanta persone hanno partecipato all'incontro culturale promosso dall'Amministrazione comunale e dalla Parrocchia sul carcere di Treviso, e svoltosi presso la sala polifunzionale del Municipio in piazza Marconi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562354852510223314" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TTF0RIqKy9I/AAAAAAAAAgI/tjZYcV8GfkI/s400/relatori%2Bdue.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un'introduzione dell'assessore Luigi Tonetto e un saluto del sindaco Gastone Martorel, ho preso la parola per presentare l'azione pastorale svolta da don Pietro Zardo all'interno del carcere trevigiano e anche per parlare della realtà dell'Istituto penale dei minorenni, adiacente al carcere maggiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562356018330215170" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TTF1U_rUIwI/AAAAAAAAAgQ/D3IPwr7PA5I/s400/Luigi%2BTonetto%2Be%2Bdon%2BClaudio%2BCarniel.JPG" border="0" /&gt; [&lt;em&gt;Nella foto: l'assessore Luigi Tonetto (sx) e il parroco don Claudio Carniel&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Hanno poi preso la parola don Pietro Zardo e il dottor Giovanni Borsato.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562358314544326418" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TTF3apva5xI/AAAAAAAAAgY/23O70LnyMKo/s400/pubblico%2Buno%2BSan%2BFior.JPG" border="0" /&gt; &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563062321291663490" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TTP3tPPzGII/AAAAAAAAAgo/yM8v9w4HNcw/s400/relatori%2Buno.JPG" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;[&lt;em&gt;In questa foto, da sx verso dx: Giovanni Borsato, don Pietro Zardo, Gastone Martorel (sindaco di San Fior), Luigi Tonetto (aassessore alle politiche giovanili) e don Claudio Carniel&lt;/em&gt;]&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;E' seguito un interessante e costruttivo dibattito col pubblico presente in sala e la serata, infine, si è conclusa con una riflessione del parroco don Claudio Carniel.&lt;br /&gt;_____________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;I volumi di Pietro Zardo, "&lt;em&gt;Condannati a vivere. La quotidianità dei detenuti del carcere di Treviso raccontata dal suo cappellano&lt;/em&gt;", ed. Ogm 2009, euro dieci, e Carlo Silvano, "&lt;em&gt;Liberi reclusi. Storie di minori detenuti&lt;/em&gt;", edizioni del noce 2011, euro dieci, si possono acquistare anche inviando una email a &lt;a href="mailto:centrostudipaoli@libero.it"&gt;centrostudipaoli@libero.it&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-628102265184951677?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/628102265184951677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/01/san-fior-circa-ottanta-persone-hanno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/628102265184951677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/628102265184951677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/01/san-fior-circa-ottanta-persone-hanno.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TTF4XycjpeI/AAAAAAAAAgg/KVbFppsHBQ0/s72-c/locandina%2Bsan%2BFior.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-3327371426721460230</id><published>2011-01-14T05:19:00.000-08:00</published><updated>2011-01-14T05:40:35.810-08:00</updated><title type='text'>Storie di minori detenuti</title><content type='html'>Martedì 15 febbraio 2011, alle ore 20.30, presso la &lt;strong&gt;libreria Zanetti&lt;/strong&gt; di Montebelluna presenterò il mio ultimo libro intitolato "&lt;strong&gt;Liberi reclusi&lt;/strong&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562031550107649218" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TTBOOdWuhMI/AAAAAAAAAgA/j07G6hssO24/s400/copertina%2Breclusi%2Bn.%2B4.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Partendo dal presupposto che chi compie un reato deve scontare per intero la pena, bisogna dare all'uomo, e soprattutto al minore che sbaglia, la possibilità di un recupero umano e sociale. Non è possibile che in un carcere italiano manchi di tutto - come disinfettanti, carta igienica, detersivi -, e ci sia un affollamento tale nelle celle che a volte i detenuti sono costretti a stare in branda perché non cè lo spazio per stare in piedi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il libro "Liberi reclusi" (è edito dalle Edizioni del noce ed è distribuito da Il Messaggero) porta la prefazione di Alfonso Paggiarino, direttore dell'Istituto penale dei minorenni del Triveneto.  &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-3327371426721460230?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/3327371426721460230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/01/storie-di-minori-detenuti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3327371426721460230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3327371426721460230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/01/storie-di-minori-detenuti.html' title='Storie di minori detenuti'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TTBOOdWuhMI/AAAAAAAAAgA/j07G6hssO24/s72-c/copertina%2Breclusi%2Bn.%2B4.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-1199266781085480900</id><published>2011-01-12T05:21:00.000-08:00</published><updated>2011-01-12T05:23:35.594-08:00</updated><title type='text'>Storie e voci dal carcere</title><content type='html'>Storie quotidiane all'interno di un carcere. La vita dei detenuti, la difficoltà a tessere relazioni umane, la necessità di superare l'idea di condanna e pena e concepire il carcere come percorso riabilitativo. Sono storie di adulti, ma anche di minori detenuti: la realtà del carcere di Treviso che sarà al centro dell’incontro di venerdì alle 20.30, nella sala polifunzionale del Municipio «Il carcere di Treviso: albergo o luogo di pena?». Interverranno Gastone Martorel, sindaco di San Fior, Carlo Silvano, autore del volume «Liberi reclusi», don Pietro Zardo, cappellano della Casa circondariale di Treviso, don Claudio Carniel, parroco di San Fior.&lt;br /&gt;Nel corso della serata sarà presentato il libro di don Pietro Zardo «Condannati a vivere. La quotidianità dei detenuti del carcere di Treviso raccontata dal suo cappellano», e il nuovo volume di Carlo Silvano, appena pubblicato, «Liberi reclusi. Storie di minori detenuti». Da circa quattordici anni don Pietro è cappellano della Casa circondariale di Treviso. «Ciascuno vive per sè - racconta don Pietro - e non esiste quel sistema relazionale che ti permette uno scambio di sentimenti umani, come quelli legati all'accoglienza, alla fiducia, alla solidarietà». Nel libro il prete afferma che «il sentire comune sostiene che chi ha sbagliato deve essere condannato e dimenticato, ma questo è un ragionamento miope: il recluso prima o poi uscirà dal carcere, ed è forte e concreto il rischio di trovarsi di fronte un soggetto peggiore di quello che è entrato anni prima».&lt;br /&gt;Le storie dei minori detenuti sono raccolte invece in «Liberi reclusi», che riporta i colloqui che Silvano ha avuto con gli adolescenti rinchiusi nell'Istituto penale per i minorenni del Triveneto oltre ad interviste e riflessioni di specialisti. «Una persona che ha commesso una truffa o un furto si può tenerla in carcere per tutta la vita a spese della collettività? E se questo costo non si può sopportare, si può ipotizzare di reinserire nel nostro ordinamento giudiziario la pena di morte? Se queste due strade non si possono percorrere, allora bisogna riflettere seriamente su cosa fare quando per un detenuto si avvicina il giorno dell'uscita dal carcere. E se ci si pone questa preoccupazione per una persona adulta, ancora maggiore dev'essere l'attenzione verso chi si ritrova dietro le sbarre prima di aver compiuto i diciotto anni», dice Silvano. (&lt;em&gt;a cura di Sara De Vido. Il Gazzettino, ed. Treviso, 12 gennaio 2011&lt;/em&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-1199266781085480900?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/1199266781085480900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/01/storie-e-voci-dal-carcere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/1199266781085480900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/1199266781085480900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2011/01/storie-e-voci-dal-carcere.html' title='Storie e voci dal carcere'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-934645581352662458</id><published>2010-12-27T01:46:00.000-08:00</published><updated>2010-12-27T01:51:51.476-08:00</updated><title type='text'>Storie di minori detenuti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La mattina del 17 aprile 2010 varcai per la prima volta l'ingresso dell'“Istituto penale per i minorenni” (&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1&lt;span style="font-size:100%;"&gt;)&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;di Treviso: ad attendermi, nel suo ufficio, il direttore Alfonso Paggiarino, che da dietro alla sua scrivania, maneggiando un certo numero di lettere con tanto di timbri e firme, mi comunicò che i suoi superiori con sede a Venezia, così come quelli del Ministero di Grazia e Giustizia a Roma, avevano rilasciato tutte le autorizzazioni necessarie a consentirmi di intervistare – al fine di pubblicare un libro – sia i responsabili e gli operatori dell'Ipm, che i detenuti minori.&lt;br /&gt;Ma perché questo libro? Perché mi trovavo nell'ufficio del direttore dell'Ipm?&lt;br /&gt;Avevo conosciuto il dott. Paggiarino due mesi prima nella parrocchia di “San Giorgio martire” a Quinto di Treviso, in occasione della presentazione del libro “Condannati a vivere”, che avevo pubblicato insieme al cappellano del carcere maggiore don Pietro Zardo; nel corso del dibattito tra il pubblico e i relatori era stata più volte sottolineata, anche dallo stesso Paggiarino, l'esigenza di fare prevenzione per porre un freno alla delinquenza. In questi ultimi anni, d'altronde, tanti penitenziari stanno registrando un sovraffollamento di presenze dovuto, molto probabilmente, all'esigenza di garantire la sicurezza dei cittadini. Sembra infatti che l'inasprimento delle pene deciso dal legislatore abbia l'obiettivo di rassicurare i cittadini, particolarmente preoccupati da certe notizie di cronaca nera.&lt;br /&gt;In quella, come in altre occasioni, ho potuto notare che, in genere, chi partecipa ad incontri pubblici sulla realtà del carcere di Treviso è portato, alla fine del dibattito, ad avere parole di comprensione nei confronti di chi – pur avendo commesso reati gravi –, sconta la propria pena vivendo e soffrendo in celle anguste, locali che dovrebbero accogliere due detenuti e invece ne stipano insieme quattro, e dove sono costrette a convivere persone di diversa etnia, lingua e religione, che hanno commesso reati diversi e hanno abitudini diverse.&lt;br /&gt;Ma quanto pesano queste parole di comprensione? Molto probabilmente vengono presto dimenticate di fronte ai problemi che la vita quotidiana ci pone. Ho ricevuto lettere e commenti al libro sopra citato da parte di persone che si dichiarano oneste – e probabilmente lo sono – e ogni giorno devono fare i conti con la cosiddetta malasanità, con la cattiva burocrazia e con la scuola che non forma adeguatamente i propri figli a causa della scarsità di fondi che lo Stato eroga per i vari servizi pubblici. Non manca chi ha difficoltà economiche a causa di un lavoro precario o, addirittura, perché non ha un lavoro, e quindi gli viene spontanea sul volto una smorfia di rabbia quando, a qualche incontro pubblico, si sostiene che a chi sta uscendo dal carcere bisognerebbe procurare un lavoro e un posto per dormire.&lt;br /&gt;Il denaro pubblico – sono in tanti a pensarlo – va investito per dare delle risposte concrete a chi rispetta le regole della convivenza civile, e lavora per il benessere collettivo. Un discorso, questo, che non fa una piega, a meno che non si voglia procedere a interrompere quel circuito che ogni giorno alimenta le pagine che i giornali dedicano alla cronaca nera.&lt;br /&gt;In effetti, quando si parla di criminalità, non bisogna pensare solo a certe bestie sanguinarie che uccidono tra mille tormenti le proprie vittime: in Italia molte persone sono recluse per reati che contemplano pene anche di pochi anni, quanto basta perché il detenuto si bruci ogni possibilità lavorativa, e con essa una fonte di guadagno, per non ritrovare alcun legame affettivo e non avere nemmeno un posto dove dormire una volta varcato il portone del carcere. In queste condizioni la strada del crimine viene imboccata per l'ennesima volta. Ecco che allora nelle nostre comunità ci ritroviamo di nuovo un soggetto che, in pochi minuti, può commettere atti tali da compromettere o distruggere la vita di altre persone.&lt;br /&gt;Cosa fare allora? Una persona che ha commesso una truffa o un furto si può tenerla in carcere per tutta la vita a spese della collettività? E se questo costo non si può sopportare, si può ipotizzare di reinserire nel nostro ordinamento giudiziario la pena di morte? Se queste due strade non si possono percorrere, allora bisogna riflettere seriamente su cosa fare quando per un detenuto si avvicina il giorno dell'uscita dal carcere. E se ci si pone questa preoccupazione per una persona adulta, ancora maggiore dev'essere l'attenzione verso chi si ritrova dietro le sbarre prima di aver compiuto i diciotto anni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora, finalmente, sono riuscito a mandare in stampa questo libro e conto di portare le prime copie ad un incontro pubblico che si terrà il 14 gennaio 2011 a San Fior. Questo nuovo volume si intitola "&lt;em&gt;Liberi reclusi. Storie di minori detenuti&lt;/em&gt;", edizioni del Noce.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="main_middle"&gt;&lt;/a&gt;(&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1&lt;/span&gt;) Attualmente in Italia sono 17 gli Istituti penali per i minorenni dislocati su gran parte del territorio nazionale (sono escluse le regioni della Val d’Aosta, Liguria, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria e Molise perché registrano un minore tasso di devianza minorile). L'assetto organizzativo e gestionale degli Ipm è disciplinato dalla circolare n. 5391 del 17 febbraio 2006.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-934645581352662458?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/934645581352662458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/12/storie-di-minori-detenuti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/934645581352662458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/934645581352662458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/12/storie-di-minori-detenuti.html' title='Storie di minori detenuti'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-8677244263218875797</id><published>2010-12-21T08:57:00.000-08:00</published><updated>2011-01-11T00:58:54.742-08:00</updated><title type='text'>DON PIETRO ZARDO A SAN FIOR</title><content type='html'>VENERDì 14 GENNAIO 2011, ALLE ORE 20.30, PRESSO I LOCALI DELLA SALA POLIFUNZIONALE DEL MUNICIPIO DI SAN FIOR IN PIAZZA MARCONI 2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AVRA' LUOGO UN INCONTRO PUBBLICO SULLA REALTà DEL CARCERE DI TREVISO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TGWXPE4WkTI/AAAAAAAAAYo/cUfW4NgA7XU/s1600/copertina+don+Zardo[1].jpg"&gt;http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TGWXPE4WkTI/AAAAAAAAAYo/cUfW4NgA7XU/s1600/copertina+don+Zardo[1].jpg&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INTERVERRANNO IL SINDACO GASTONE MARTOREL, CARLO SILVANO (CO-AUTORE DEL LIBRO "CONDANNATI A VIVERE") E DON PIETRO ZARDO (CAPPELLANO DELLA CASA CIRCONDARIALE DI TREVISO).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONCLUDERA' DON CLAUDIO CARNIEL, PARROCO DI SAN FIOR.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA MANIFESTAZIONE E' STATA PROMOSSA DALL'ASSESSORATO ALLA CULTURA E ALLE POLITICHE GIOVANILI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INFO: TEL. 0438 76556&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-8677244263218875797?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/8677244263218875797/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/12/don-pietro-zardo-san-fior.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8677244263218875797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8677244263218875797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/12/don-pietro-zardo-san-fior.html' title='DON PIETRO ZARDO A SAN FIOR'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-7819149604251045334</id><published>2010-12-16T01:38:00.001-08:00</published><updated>2010-12-16T13:17:11.621-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div&gt;MASERADA - Circa cinquanta persone hanno partecipato all'incontro sul carcere di Treviso promosso dall'Amministrazione comunale e dalla Caritas interparrocchiale. &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551217266534313234" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TQnisTrK7RI/AAAAAAAAAdY/FkXkd4egH9c/s400/Casellato.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;sindaco Floriana Casellato&lt;/strong&gt; ha aperto i lavoro leggendo e commentando diversi passi del libro "&lt;em&gt;Condannati a vivere&lt;/em&gt;", soffermandosi su diversi punti con delle approfondite considerazioni. In particolare, la Casellato ha parlato del difficile ruolo che le amministrazioni locali sono chiamate a svolgere per sostenere quanti si lasciano il carcere alle spalle. La Casellato ha concluso il suo intervento citando don Franco Marton che nel libro parla del ruolo che i cristiani devono assumere di fronte alla realtà della detenzione. &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551219061504026722" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TQnkUydTKGI/AAAAAAAAAdw/nFYjJ9BE6Yg/s400/pubblico%2B1.JPG" border="0" /&gt;Dopo il mio intervento hanno preso la parola&lt;strong&gt; don Pietro Zardo&lt;/strong&gt; e l'&lt;strong&gt;ispettore Mauro Scipioni&lt;/strong&gt;, vicecomandante della polizia penitenziaria, quest'ultimo ha sostituito il direttore del carcere Francesco Massimo, impossibilitato a partecipare. &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551218512386155810" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TQnj001ZZSI/AAAAAAAAAdo/eUj5UxPhnHc/s400/Elena%2BMattiuzzo.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Tra il pubblico, insieme all'&lt;strong&gt;assessore Marisa Romeo&lt;/strong&gt; e a consiglieri comunali, diversi cittadini hanno preso la parola alternando riflessioni costruttive ad interventi dai toni polemici.&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551217831460836690" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TQnjNMMJlVI/AAAAAAAAAdg/TBw3_F1m8IY/s400/Andrea%2BFiorotto%2Be%2Bdon%2BMirco%2BMoro.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;La serata si è conclusa con un intervento &lt;strong&gt;Andrea Fiorotto&lt;/strong&gt; (rappresentante della Caritas interparrocchiale di Maserada, Candelù e Varago) e con una riflessione del parroco &lt;strong&gt;don Mirco Moro&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Al link che segue è possibile visualizzare un servizio giornalistico a cura di Elena Mattiuzzo di Telechiara&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=G2e-54Ayb0A&amp;amp;feature=youtube_gdata"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=G2e-54Ayb0A&amp;amp;feature=youtube_gdata&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-7819149604251045334?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/7819149604251045334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/12/maserada-circa-cinquanta-persone-hanno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7819149604251045334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7819149604251045334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/12/maserada-circa-cinquanta-persone-hanno.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TQnisTrK7RI/AAAAAAAAAdY/FkXkd4egH9c/s72-c/Casellato.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-6471793343186366244</id><published>2010-12-08T01:33:00.000-08:00</published><updated>2010-12-08T01:44:42.358-08:00</updated><title type='text'>Il carcere raccontato da un ex detenuto</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Treviso&lt;/strong&gt; - &lt;em&gt;La casa circondariale di Treviso è divisa in due sezioni: penale e giudiziaria. Nella prima si trovano i detenuti definitivi, mentre in quella giudiziaria sono ospitati i detenuti in attesa di un processo. “I trattamenti – mi dice il signor Mario Tosato – sono differenti in considerazione che nella sezione penale si è sicuri del tempo che si resta in cella e quella sezione diventava una “casa” per alcuni anni; nella sezione giudiziaria, invece, non si sa per quanto tempo si rimane”. Sulla realtà del carcere di Treviso ho occasione di parlarne col geometra Mario Tosato, ex detenuto condannato a due anni.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Geometra Tosato, può descrivermi la cella che l'ha ospitato durante la sua detenzione?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Sono stato in due celle: la prima era di circa 6-7 metri quadri ed eravamo in sei, la seconda, invece, era di circa 3 metri quadri. In quest'ultima eravamo in due o anche tre detenuti in base agli arrivi e alle necessità dell'Amministrazione penitenziaria. Tutte le celle sono dotate di un piccolissimo bagno, dove c'è un lavandino e una turca. Niente acqua calda. I bagni servono sia per i bisogni personali che per lavare i piatti e le pentole. I pavimenti sono tutti in getto di calcestruzzo senza piastrelle. La pulizia della cella deve essere eseguita tutti i giorni, e i detenuti si dividono i lavori di pulizia in considerazione del numero degli occupanti e della pavimentazione che porta diversa polvere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Generalmente quante ore trascorreva in cella?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le ore trascorse in cella variano, se lavori o studi, se uno vuole può starci per tutta la durata della detenzione; personalmente, nell'arco di una giornata, stavo lì dentro per circa 4 ore più le ore notturne perché ero impegnato in diverse attività.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dentro la cella come trascorreva il suo tempo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Facevo le pulizie, giocavo a carte, scrivevo lettere oppure leggevo un libro; alla sera potevo vedere la televisione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dove consumava i pasti?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;In cella.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In genere cosa mangiava?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Alla mattina il caffè viene fatto dai detenuti in cella: avevamo un fornellino da campeggio, mentre a mezzogiorno la pasta viene fornita dal carcere; per la cena consumavamo la seconda pietanza ricevuta a mezzogiorno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Che reati avevano commesso i detenuti che ha conosciuto?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Furti, rapine, bancarotta, stupefacenti, traffico d'armi, associazione mafiosa ecc.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ha incontrato detenuti di altre nazionalità e religione?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Praticamente in carcere si trovano tutte le etnie; per quanto riguarda le religioni ho conosciuto anche musulmani e ortodossi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lei ha mai avuto paura che qualche detenuto potesse farle del male?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;No, anche perché essendo un loro rappresentante davanti al direttore e al comandante, se avevano bisogno di qualcosa si rivolgevano al sottoscritto, e io cercavo in tutti i modi di accontentare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa si sente di rispondere a quanti dicono che il carcere è un albergo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Che non è così: è difficile da spiegare, ma quando entri in carcere e come essere su un altro pianeta, e la mancanza di libertà è una brutta cosa; in albergo sei libero di andare dove vuoi, in carcere capisci come si sentono gli uccellini in gabbia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In genere, un detenuto riesce a ritagliarsi un po' di spazio e di tempo solo per sé?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Sì, in cella, ma è meglio non restare soli altrimenti la mente fa brutti pensieri.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Durante l'ora d'aria è stato mai avvicinato da altri detenuti che, in sostanza, le hanno proposto di entrare in qualche circuito criminoso?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;No perché tutti dicono di essere innocenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali aiuti, secondo lei, necessita una famiglia che ha un congiunto in carcere?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Tanti: da quello economico a quello psicologico, le famiglie soffrono più del carcerato, e tante volte la famiglia paga la detenzione più del detenuto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mi può fare un accenno sulle difficoltà che un ex detenuto ha quando "rientra" nella cosiddetta società civile?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La mancanza di un lavoro e la famiglia che il più delle volte non c'è più, un sostegno psicologico e materiale. Il più delle volte si riprende a delinquere proprio perché non si ha né un lavoro, né una famiglia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa pensa dell'indulto che ogni tanto viene concesso?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;A mio avviso non servono né indulti né amnistie, ma un valido aiuto alla fine della detenzione. (&lt;em&gt;Carlo Silvano&lt;/em&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-6471793343186366244?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/6471793343186366244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/12/il-carcere-raccontato-da-un-ex-detenuto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6471793343186366244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6471793343186366244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/12/il-carcere-raccontato-da-un-ex-detenuto.html' title='Il carcere raccontato da un ex detenuto'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-3565926432762700666</id><published>2010-11-30T13:28:00.000-08:00</published><updated>2010-11-30T13:35:21.472-08:00</updated><title type='text'>Maserada, incontro sul carcere</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;Il Comune di Maserada e la Caritas interparrocchiale &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Candelù, Varago e Maserada, &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;hanno promosso un incontro su:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;IL CARCERE DI TREVISO:&lt;br /&gt;ALBERGO O LUOGO DI PENA?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Mercoledì 15 dicembre 2010&lt;br /&gt;ore 20.45&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;presso il Palazzo delle attività ricreative&lt;br /&gt;(dietro il Municipio di Maserada)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Entriamo a conoscere gli spazi e la quotidianità del carcere di Treviso &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;con uno sguardo ampio su una realtà complessa, &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;con la voglia di sollecitare una riflessione ed un confronto&lt;/em&gt;”.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;interverranno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Floriana CASELLATO&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;sindaco di Maserada sul Piave&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Francesco MASSIMO&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;direttore del Carcere di S. Bona&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Don Pietro ZARDO&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;cappellano del carcere di S. Bona&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Carlo SILVANO&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;coautore del volume “Condannati a vivere”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concluderanno: &lt;strong&gt;don Mirco MORO&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;parroco di Maserada&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;e &lt;strong&gt;Andrea Fiorotto&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;referente Caritas Interparrocchiale di Candelù, Maserada, Varago&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La Caritas Diocesana, in collaborazione con don Pietro Zardo, è a disposizione per incontri sul tema con la possibilità di proiettare il documentario “Vivere il carcere”, e per allestire una piccola mostra fotografica&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per qualsiasi informazione rivolgersi a Caritas Tarvisina 0422/546585 &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;oppure via mail a caritas@diocesitv.it&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-3565926432762700666?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/3565926432762700666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/11/maserada-incontro-sul-carcere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3565926432762700666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3565926432762700666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/11/maserada-incontro-sul-carcere.html' title='Maserada, incontro sul carcere'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-6372366415825332054</id><published>2010-11-26T14:00:00.000-08:00</published><updated>2010-11-26T14:01:04.127-08:00</updated><title type='text'>Carcere di Treviso, nuovi detenuti</title><content type='html'>Anche nella Marca trevigiana aumentano i crimini legati all'alcoolismo e al gioco, nonché quelli commessi da stranieri. Ad affermarlo il cappellano del carcere di Treviso, don Pietro Zardo, che recentemente ha descritto il problema del sovraffollamento del penitenziario cittadino durante un incontro pubblico in una parrocchia della diocesi. Ci troviamo a gestire le solite emergenze sociali: soggetti che sperperano il proprio denaro alla ricerca di facili guadagni rovinando se stessi e le proprie famiglie, e in questo contesto lo Stato – con la gestione delle lotterie – ha le sue responsabilità. Ma ciò che ora mi preme sottolineare sono i reati commessi da stranieri: è facile per certi nostri politici farne tutta un'erba un fascio e invocare che scontino la pena nelle carceri dei Paesi di origine. E' vero che ci sono persone che vengono in Italia col deliberato proposito di svolgere attività criminose, ma è anche vero che molti stranieri si trovano a decidere tra una morte certa nel proprio villaggio e l'incognita di un viaggio verso i Paesi occidentali alla ricerca di migliori condizioni di vita: iracheni e afghani, ad esempio, che cercano di sfuggire ai massacri, e così pure quanti non possono più vivere in certi stati dell'Africa centrale a causa di guerre locali. Qualche giorno prima del terribile massacro consumatosi nella cattedrale siro-cattolica di Baghdad alla fine dello scorso mese di ottobre, un Vescovo iracheno in visita nella parrocchia a Quinto di Treviso aveva denunciato l'impossibilità per i cristiani a vivere in Irak e la conseguente fuga all'estero, dove, in tanti casi, non trovando un'adeguata accoglienza per sopravvivere, sono costretti a compiere dei furti. Di fronte a testimonianze come quelle del Vescovo iracheno e di don Pietro Zardo, i semplici cittadini non possono che provare un senso di impotenza, per poi sorbirsi pure certe “sparate” da parte di politici che, pur governando comuni, province, regioni e importanti ministeri, sono in realtà incapaci di agire con competenza e senso di responsabilità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-6372366415825332054?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/6372366415825332054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/11/carcere-di-treviso-nuovi-detenuti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6372366415825332054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6372366415825332054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/11/carcere-di-treviso-nuovi-detenuti.html' title='&lt;strong&gt;Carcere di Treviso, nuovi detenuti&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-3840179694225525571</id><published>2010-11-23T14:09:00.000-08:00</published><updated>2010-11-23T14:18:42.799-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;All'incontro svoltosi nella libreria Zanetti e poi in occasione della presentazione del libro "Condannati a vivere" nella parrocchia di Guarda di Montebelluna, ho avuto la possibilità di conoscere il dott. Giuseppe Chemello, il quale mi ha scritto il commento che segue&lt;/em&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...] Mi congratulo con lei per il forte impegno nel far conoscere la realtà del carcere, realtà misconosciuta da molti e ricordata solo nei momenti negativi; ho apprezzato la sua  presentazione in libreria Zanetti quando ha aperto le considerazioni ricordando che, nel parlare del pianeta carcere, basta sbagliare una virgola e si viene immediatamente relegati da una parte o dall'altra su posizioni ideologiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mai come in queste situazioni/realtà istituzionali molto complesse è facile ricercare soluzioni veloci e semplici; è ciò che desidera il senso comune, il cittadino poco informato e spesso preda di strumentalizzazioni politiche ed ideologiche sia da una parte che dall'altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TOw9n6e0kUI/AAAAAAAAAdI/OyFC6GCkDNk/s1600/Giuseppe%2BChemello.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TOw9n6e0kUI/AAAAAAAAAdI/OyFC6GCkDNk/s400/Giuseppe%2BChemello.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5542872997308961090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La esperienza diretta mia e di colleghi operatori sanitari con questa realtà istituzionale da ormai molti anni consiglia di approcciarsi a questo argomento in modo documentato, con dati reali sul fenomeno al fine di introdurre gradualmente la complessità umana, sociale, istituzionale, legislativa  e storica racchiusa all'interno delle mura del carcere. Un collega milanese, il dott Gianpiero Ferrario, ci ha insegnato che il carcere è la sede visibile del conflitto sociale, e chi entra nei cancelli delle Case circondariali ne ha una percezione forte anche se la consapevolezza di ciò si scopre lentamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su questa linea ho trovato molto stimolante il racconto presentato da don Pietro Zardo nel libro e pure variegate le considerazioni fatte dalle persone da lei consultate; ho trovato meno informate su questa  realtà complessa e a volte fuori luogo alcune uscite di persone presenti alle due serate in cui sono stato presente, uscite che mi sembrava si prestassero a strumentalizzazioni politiche anche di natura elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non voglio dilungarmi , desideravo solo rappresentarle alcuni mie considerazioni in merito alla presentazione di un argomento così delicato; sento comunque il desiderio di complimentarmi con lei ed esprimerle la mia stima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giuseppe Chemello&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-3840179694225525571?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/3840179694225525571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/11/allincontro-svoltosi-nella-libreria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3840179694225525571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3840179694225525571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/11/allincontro-svoltosi-nella-libreria.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TOw9n6e0kUI/AAAAAAAAAdI/OyFC6GCkDNk/s72-c/Giuseppe%2BChemello.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-7773893602065436868</id><published>2010-11-23T14:01:00.000-08:00</published><updated>2010-11-23T14:09:21.569-08:00</updated><title type='text'>Guarda di Montebelluna</title><content type='html'>&lt;em&gt;Da Michela Forner - conosciuta all'incontro svoltosi nella parrocchia di Guarda di Montebelluna - ricevo il commento che segue&lt;/em&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...] ritengo siano utili incontri di questo tipo per sensibilizzare le persone su problematiche spesso ignorate, sia volontariamente che non.&lt;br /&gt;Quelli da voi proposti sono problemi secolari e trovano animi sensibili in un ambiente salesiano come il nostro dove vive in noi lo spirito di Don Bosco, il santo dei giovani, che con il suo "sistema preventivo"  arriva proprio al cuore di disagi come le carceri, dove lui stesso è stato. E dove cercava proprio di evitare l'inoperosità dei ragazzi appunto "prevenendo".&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TOw7eqliPPI/AAAAAAAAAdA/bAcMDIGUgfE/s1600/foto%2Bcon%2BMichela%2BForner.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TOw7eqliPPI/AAAAAAAAAdA/bAcMDIGUgfE/s400/foto%2Bcon%2BMichela%2BForner.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5542870639400074482" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci si chiede però cosa fare di fronte alle molte problematiche del mondo d'oggi. Come sensibilizzare i giovani. Di certo un punto di partenza è quello che state facendo stando molto attenti però che non diventi buonismo (come giustamente avete sottolineato) e che non diventi una riunione fine a se stessa senza che nessuno "porti qualcosa a casa" oltre che l'aver conosciuto più approfonditamente un disagio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-7773893602065436868?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/7773893602065436868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/11/guarda-di-montebelluna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7773893602065436868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7773893602065436868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/11/guarda-di-montebelluna.html' title='&lt;strong&gt;Guarda di Montebelluna&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TOw7eqliPPI/AAAAAAAAAdA/bAcMDIGUgfE/s72-c/foto%2Bcon%2BMichela%2BForner.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-7170208739926311872</id><published>2010-11-20T01:55:00.001-08:00</published><updated>2010-11-20T02:12:47.619-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Una dozzina le persone che ieri a &lt;strong&gt;Pero di Breda di Piave &lt;/strong&gt;hanno partecipato all'incontro con &lt;strong&gt;don Pietro Zardo &lt;/strong&gt;sulla realtà del carcere. L'esiguo numero di partecipanti ha permesso, in compenso, di sviluppare un ottimo dibattito. Praticamente tutti hanno avuto la possibilità di fare considerazioni e riflessioni. I presenti, in particolare, sono stati colpiti dalle condizioni in cui versano i detenuti, molti dei quali oziano tutto il giorno perché non sono coinvolti in progetti lavorativi o di studio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TOee_gfn-OI/AAAAAAAAAc4/bLT7BfKV-YI/s1600/don%2BPietro%2Ba%2BPERO.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TOee_gfn-OI/AAAAAAAAAc4/bLT7BfKV-YI/s400/don%2BPietro%2Ba%2BPERO.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5541572680394209506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei miei interventi ho avuto modo di accennare alla situazione dell'Istituto penale dei minorenni, conosciuto anche come "carcere minorile".&lt;br /&gt;Un signore anziano ha sostenuto la necessità di "rispedire" al Paese di origine i criminali stranieri: è un modo semplicistico, a mio avviso, di affrontare i problemi perché non si tiene conto che molti stranieri - come tanti africani - scappano dai propri villaggi in fiamme a causa di guerre locali, oppure per sfuggire alla fame e alle malattie. Tanti intraprendono un lungo viaggio affrontando il deserto del Sahara alla ricerca di un imbarco per l'Europa e, purtroppo, molti non ci riescono e lungo il percorso trovano un consistente numero di cadaveri, soprattutto donne e bambini. Questo è aspetto che deve farci riflettere e ci impone di conoscere cosa sta succedendo in Libia: il dittatore Gheddafi ha ricevuto dall'Italia alcune motovedette per bloccare il flusso di gente disperata, e non si sa che fine facciano le persone fermate dai libici. E' vero che ci sono anche tunisini e marocchini che vengono in Italia col proposito di delinquere, ma ciò non giustifica il "rimandare" indietro - ovvero nel deserto o nei campi libici - anche chi scappa da guerre e carestie.&lt;br /&gt;La serata si è conclusa con una riflessione del parroco &lt;strong&gt;don Renato Comin&lt;/strong&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-7170208739926311872?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/7170208739926311872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/11/una-dozzina-le-persone-che-ieri-pero-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7170208739926311872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7170208739926311872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/11/una-dozzina-le-persone-che-ieri-pero-di.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TOee_gfn-OI/AAAAAAAAAc4/bLT7BfKV-YI/s72-c/don%2BPietro%2Ba%2BPERO.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-4314066216086172316</id><published>2010-11-12T23:45:00.000-08:00</published><updated>2010-11-25T01:50:30.982-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TN5GE8WKI7I/AAAAAAAAAcQ/ZPtQNebGN3A/s1600/Guarda%2Bfoto%2Brelatori.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TN5GE8WKI7I/AAAAAAAAAcQ/ZPtQNebGN3A/s400/Guarda%2Bfoto%2Brelatori.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5538941642444776370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa sera nella parrocchia di Guarda a Montebelluna c'erano tante persone - soprattutto giovani legati alle suore salesiane e al parroco don Domenico Pellizzer - per la conferenza di don Pietro Zardo sulla realtà del carcere di Treviso.&lt;br /&gt;Tre i relatori l'avv. Maria Bortoletto e il dott. Giovanni Borsato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TN5Dsccpw5I/AAAAAAAAAcA/NL6U7lCAbP8/s1600/foto%2Bottobre%2B2010%2B260.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TN5Dsccpw5I/AAAAAAAAAcA/NL6U7lCAbP8/s400/foto%2Bottobre%2B2010%2B260.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5538939022541964178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Numerosi gli interventi qualificati di insegnanti, medici e di una giovane che ha conseguito la laurea con una tesi sul carcere di Padova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel suo intervento l'ex sindaco di Montebelluna Laura Puppato e attuale consigliere regionale, ha parlato delle grosse difficoltà finanziarie della Regione Veneto e dell'incapacità delle forze politiche di individuare e gestire le priorità amministrative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TN5FTQSdqEI/AAAAAAAAAcI/yC9o54T90mk/s1600/foto%2BLaura%2BPuppato%2Ba%2BGuarda.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TN5FTQSdqEI/AAAAAAAAAcI/yC9o54T90mk/s400/foto%2BLaura%2BPuppato%2Ba%2BGuarda.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5538940788804528194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-4314066216086172316?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/4314066216086172316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/11/ieri-nella-parrocchia-di-guarda.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4314066216086172316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4314066216086172316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/11/ieri-nella-parrocchia-di-guarda.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TN5GE8WKI7I/AAAAAAAAAcQ/ZPtQNebGN3A/s72-c/Guarda%2Bfoto%2Brelatori.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-6683680598752593249</id><published>2010-11-07T13:24:00.000-08:00</published><updated>2010-11-07T13:26:28.018-08:00</updated><title type='text'>A Maserada il 15 dicembre 2010</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Anche nella parrocchia di Maserada, guidata da don Mirco Moro, è stato organizzato per mercoledì 15 dicembre, ore 20.45, un incontro con don Pietro Zardo sulla realtà del carcere di Treviso&lt;/strong&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-6683680598752593249?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/6683680598752593249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/11/maserada-il-15-dicembre-2010.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6683680598752593249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6683680598752593249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/11/maserada-il-15-dicembre-2010.html' title='A Maserada il 15 dicembre 2010'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-4841581350508635062</id><published>2010-10-23T09:39:00.000-07:00</published><updated>2010-10-23T09:43:28.532-07:00</updated><title type='text'>Condannati a vivere, presentazione a Pero di Breda di Piave</title><content type='html'>Venerdì 19 novembre, alle ore 20.30, nella parrocchia di &lt;em&gt;San Giuseppe &lt;/em&gt;a &lt;strong&gt;PERO&lt;/strong&gt;, nel comune di Breda di Piave, in via della Vittoria 2 (tel. 0422 90855), avrà luogo una presentazione del libro di don Pietro Zardo intitolato "Condannati a vivere". L'iniziativa è stata promossa grazie alla disponibilità del parroco don Renato Comin.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-4841581350508635062?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/4841581350508635062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/10/condannati-vivere-presentazione-pero-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4841581350508635062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4841581350508635062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/10/condannati-vivere-presentazione-pero-di.html' title='&lt;strong&gt;Condannati a vivere, presentazione a Pero di Breda di Piave&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-7094494813823716430</id><published>2010-10-23T07:23:00.000-07:00</published><updated>2010-11-25T01:51:58.603-08:00</updated><title type='text'>Don Pietro Zardo a Guarda di Montebelluna</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Informo che venerdì 12 novembre 2010, alle ore 20.30, con don Pietro Zardo e l'avv. Maria Bortoletto, sarò nella parrocchia di Guarda di Montebelluna in via Risorgimento 111, per parlare della realtà del carcere di Treviso. L'incontro è aperto a tutti e ai presenti sarà consegnato un libro-omaggio delle Edizioni del noce di Camposampiero. Le copie-omaggio sono limitate al numero di quaranta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' previsto un intervento del consigliere regionale Laura Puppato, già sindaco di Montebelluna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TMLxgNJNOuI/AAAAAAAAAbw/2QRsq5XpsV0/s1600/Don+Zardo+e+don+Domenico.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TMLxgNJNOuI/AAAAAAAAAbw/2QRsq5XpsV0/s400/Don+Zardo+e+don+Domenico.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5531248827950775010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;nella foto don Pietro con don Domenico&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La serata terminerà con un dibattito tra i relatori e il pubblico e con una riflessione del parroco don Domenico Pellizzer.&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-7094494813823716430?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/7094494813823716430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/10/don-pietro-zardo-guarda-di-montebelluna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7094494813823716430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7094494813823716430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/10/don-pietro-zardo-guarda-di-montebelluna.html' title='&lt;strong&gt;Don Pietro Zardo a Guarda di Montebelluna&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TMLxgNJNOuI/AAAAAAAAAbw/2QRsq5XpsV0/s72-c/Don+Zardo+e+don+Domenico.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-8304875396306408919</id><published>2010-10-15T15:34:00.000-07:00</published><updated>2010-10-15T15:58:35.712-07:00</updated><title type='text'>Don Pietro Zardo alla libreria Zanetti</title><content type='html'>Montebelluna - E' stato molto proficuo il dibattito sviluppatosi tra i relatori e il pubblico presente alla libreria Zanetti per la presentazione del libro di don Pietro Zardo intitolato "Condannati a vivere". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TLjaneyEw6I/AAAAAAAAAaw/kJqmCjZfntk/s1600/Don+Zardo+e+Danilo+Zanetti+005.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TLjaneyEw6I/AAAAAAAAAaw/kJqmCjZfntk/s400/Don+Zardo+e+Danilo+Zanetti+005.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528408914410128290" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;Don Pietro Zardo e Danilo Zanetti: per un breve periodo hanno studiato insieme in Seminario&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i presenti anche lo scrittore Arrigo Petacco che più volte è intervenuto per manifestare il proprio pensiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TLjZOd4B5bI/AAAAAAAAAao/ex1JbUEJhrE/s1600/l%27avv.+Maria+Bortoletto+e+lo+scrittore+Petacco.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TLjZOd4B5bI/AAAAAAAAAao/ex1JbUEJhrE/s400/l%27avv.+Maria+Bortoletto+e+lo+scrittore+Petacco.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528407385158313394" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;Nella foto l'avv. Maria Bortoletto e, alla sua sx (seduto), lo scrittore Arrigo Petacco&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il saluto di Danilo Zanetti (libraio, editore e presidente dell'Associazione editori del Veneto), sono intervenuto per descrivere la realtà del carcere. Dopo di me ha parlato l'avv. Maria Bortoletto (è stata lei a promuovere e ad organizzare la serata) e poi don Pietro Zardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TLjbe5GJkiI/AAAAAAAAAa4/1s0ieG6Amy8/s1600/pubblico+a+dx.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TLjbe5GJkiI/AAAAAAAAAa4/1s0ieG6Amy8/s400/pubblico+a+dx.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528409866366456354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;Il pubblico presente in libreria&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TLjcNgClC4I/AAAAAAAAAbA/n-yVxd-slyQ/s1600/pubblico+a+sx.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TLjcNgClC4I/AAAAAAAAAbA/n-yVxd-slyQ/s400/pubblico+a+sx.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528410667094444930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-8304875396306408919?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/8304875396306408919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/10/don-pietro-zardo-alla-libreria-zanetti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8304875396306408919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8304875396306408919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/10/don-pietro-zardo-alla-libreria-zanetti.html' title='Don Pietro Zardo alla libreria Zanetti'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TLjaneyEw6I/AAAAAAAAAaw/kJqmCjZfntk/s72-c/Don+Zardo+e+Danilo+Zanetti+005.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-2303611419982549550</id><published>2010-10-12T10:11:00.000-07:00</published><updated>2010-10-12T10:17:47.939-07:00</updated><title type='text'>Uno sguardo dentro. Storie sul carcere</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Treviso&lt;/strong&gt; – &lt;em&gt;Tante persone, soprattutto giovani, hanno assistito venerdì 8 ottobre, nella sala del cinema Aurora, alla proiezione di un documentario dedicato alla dura e inumana condizione delle carceri in Argentina. Interessante pure il lungo intervento del relatore, il giornalista &lt;strong&gt;Luca Cardinalini&lt;/strong&gt;, che però ha penalizzato lo sviluppo del dibattito col pubblico.&lt;br /&gt;A proporre il documentario un gruppo di ragazzi che nel 2009 hanno istituito un nuovo e interessante soggetto culturale nella città di Treviso. Un gruppo che, insieme a &lt;strong&gt;don Pietro Zardo&lt;/strong&gt;, ho conosciuto all'inizio del mese di ottobre nel corso di una riunione svoltasi nei locali della parrocchia dell'Immacolata a Treviso.  Dopo la visione del documentario ho posto alcune domande ad uno dei ragazzi – &lt;strong&gt;Enrico Silvano &lt;/strong&gt;– che ha presentato la serata.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TLSYBQZgIpI/AAAAAAAAAag/lwe3_0iQWQ8/s1600/Enrico+Silvano+prima+serata.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TLSYBQZgIpI/AAAAAAAAAag/lwe3_0iQWQ8/s400/Enrico+Silvano+prima+serata.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527209790039663250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;il pubblico presente nella sala del cinema Aurora a Treviso&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Enrico, mi puoi brevemente parlare della tua associazione&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;La nostra associazione si chiama “Cineforum labirinto” ed è nata  poco più di un anno fa. Ci siamo occupati fin dalla prima rassegna di tematiche sociali, proiettando documentari sul tema dell'immigrazione e dell'omosessualità. Crediamo che il documentario sia lo strumento migliore per parlare di certi argomenti, colpisce molto e aiuta a mettere a fuoco in poco tempo i nodi principali della questione. Abbiamo sempre cercato di coinvolgere una platea il più possibile giovane, e per organizzare le nostre rassegne ci siamo avvalsi spesso dell'aiuto di alcuni ragazzi delle scuole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Perché avete deciso di proiettare un documentario sulla realtà delle carceri argentine&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;Il documentario argentino c'è capitato per le mani alcuni mesi fa. Ci ha colpito molto. Conoscevamo già “L'ora d'amore”, il documentario che proietteremo venerdì 15 ottobre. Abbiamo pensato così di fare una piccola rassegna con queste due pellicole; ci siamo interessati all'argomento e ci siamo subito accorti di non sapere tante cose che, invece, è dovere di ogni cittadino conoscere. Abbiamo cercato i contatti di coloro che lavorano in carcere per farci raccontare le loro esperienze. Le storie che ci hanno riferito ci hanno fatto toccare con mano cosa significa vivere in carcere. E' stata una fase della preparazione della rassegna molto interessante e coinvolgente. Abbiamo creato un blog proprio nella speranza di far conoscere a tutti le testimonianze che abbiamo raccolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Una madre che "insegue" per tutta l'Argentina, facendo anche viaggi di mille chilometri, il figlio detenuto e spostato continuamente da un carcere all'altro. E' una delle storie raccontate nel documentario. Quali sono le tue considerazioni&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;Il tema degli affetti è uno dei temi che intendiamo sviluppare di più in questa nostra rassegna. Ci siamo resi conto che la separazione dalla famiglia è uno degli aspetti più dolorosi sia per i detenuti, sia per i familiari, costretti a rincorrere il proprio caro spostato sempre più lontano da casa o a regolare la propria vita sugli orari di visita imposti dal carcere. Non ho gli elementi per dire: si potrebbe fare diversamente, queste sofferenze sono evitabili. Mi limito a constatare quanto sentito nei racconti che mi sono stati fatti: ci sono famiglie fatte a pezzi dal carcere, anche i rapporti tra padri e figli irrimediabilmente stravolti. Gli stessi trasferimenti in sé sono molto tramautici: cambiare spesso il luogo di detenzione significa ricominciare ogni volta da capo, perdere ogni punto di riferimento e cercare ogni volta di essere accettati da persone nuove: c'è chi a un certo punto perde la voglia di fare questo e si lascia andare a se stesso; ci è stato detto che a ogni trasferimento i detenuti non possono neppure portare con sé i contatti dei vecchi compagni di cella. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel documentario viene anche presentata la storia di un uomo che, da ragazzino, è stato messo in galera perché aveva tentato di rubare delle mucche. E proprio in galera - per evitare soprusi da parte di altri detenuti - è diventato un assassino&lt;/strong&gt;...&lt;br /&gt;Quella che hai raccontato è la storia di Ramon; lui stesso in una parte successiva del documentario dice che il carcere diventa spesso una "scuola di delinquenza": all'interno del carcere un detenuto può trovare con estrema facilità i contatti di chi è disposto ad inserirlo in qualsiasi tipo di traffico, o a fornirgli ogni genere di armi o droghe. Questo problema è stato sollevato anche da don Pietro Zardo nel rapido colloquio che abbiamo avuto con lui: all'interno del carcere si tende sempre a tornare sugli stessi argomenti, i tossicodipendenti ad esempio, non fanno che raccontare continuamente come un disco rotto dei modi con i quali si procuravano la droga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa pensi delle condizioni igienico-sanitarie delle carceri argentine&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;Beh fanno rabbrividire non c'è alcun dubbio. Anche qui in Italia però la situazione sembra non essere molto migliore: trovare una latrina per sei-sette persone collocata nella stessa stanza della cella ci è stato detto non essere una rarità. Vivere in un ambiente così, di certo non aiuta.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alla proiezione del documentario avete registrato un'ottima affluenza di pubblico, soprattutto da parte dei giovani. Come ti spieghi questa partecipazione&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;Come ho detto prima ci siamo mobilitati molto nelle scuole; molti studenti ci hanno anche aiutato nella preparazione delle serate, oltre che nella promozione dell'evento: per il documentario che abbiamo proposto nel marzo scorso alcuni ragazzi degli istituti “Mazzotti” e “Canova” hanno tradotto e scritto tutti i sottotitoli che mancavano, trattandosi di un documentario argentino mai proiettato in Italia. Questa volta il gruppo Start, che già aveva curato alcuni eventi al liceo “Canova”, si è occupato di allestire il teatro; hanno fatto un ottimo lavoro a mio parere non possiamo che ringraziarli moltissimo. &lt;br /&gt;(&lt;em&gt;a cura di Carlo Silvano&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre info su http://cineforumlabirinto.wordpress.com/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-2303611419982549550?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/2303611419982549550/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/10/uno-sguardo-dentro-storie-sul-carcere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/2303611419982549550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/2303611419982549550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/10/uno-sguardo-dentro-storie-sul-carcere.html' title='&lt;strong&gt;Uno sguardo dentro. Storie sul carcere&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TLSYBQZgIpI/AAAAAAAAAag/lwe3_0iQWQ8/s72-c/Enrico+Silvano+prima+serata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-5885739632048552131</id><published>2010-09-28T01:24:00.000-07:00</published><updated>2010-09-28T01:28:17.974-07:00</updated><title type='text'>Carcere di Treviso: albergo o luogo di pena?</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Venerdì 15 ottobre 2010, alle ore 20.30, presso la libreria Zanetti di Montebelluna in piazza Oberkochen 27, l'avv. Maria BORTOLETTO (cons. prov. ANVGD) e don Pietro ZARDO (cappellano della Casa circondariale di Treviso), parleranno della realtà della detenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ingresso libero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per info: tel. 0423 609608 e www.libreriazanetti.it&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-5885739632048552131?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/5885739632048552131/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/09/carcere-di-treviso-albergo-o-luogo-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/5885739632048552131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/5885739632048552131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/09/carcere-di-treviso-albergo-o-luogo-di.html' title='&lt;strong&gt;Carcere di Treviso: albergo o luogo di pena?&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-6202478540837007900</id><published>2010-09-03T05:15:00.000-07:00</published><updated>2010-09-03T05:17:46.922-07:00</updated><title type='text'>Cineforum Labirinto di Treviso</title><content type='html'>Allego la locandina di due importanti incontri riguardanti la realtà della detenzione. Si tratta di una manifestazione promossa dall'associazione "&lt;em&gt;Cineforum Labirinto di Treviso&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TIDnPsF1q1I/AAAAAAAAAZA/5XjUDaRsjdY/s1600/Poster_uno_sguardo_dentro_A4_FINAL(2).jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TIDnPsF1q1I/AAAAAAAAAZA/5XjUDaRsjdY/s400/Poster_uno_sguardo_dentro_A4_FINAL(2).jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5512660200621189970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-6202478540837007900?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/6202478540837007900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/09/cineforum-labirinto-di-treviso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6202478540837007900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6202478540837007900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/09/cineforum-labirinto-di-treviso.html' title='&lt;strong&gt;Cineforum Labirinto di Treviso&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TIDnPsF1q1I/AAAAAAAAAZA/5XjUDaRsjdY/s72-c/Poster_uno_sguardo_dentro_A4_FINAL(2).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-5112005394535196877</id><published>2010-08-31T12:54:00.000-07:00</published><updated>2010-08-31T13:04:45.765-07:00</updated><title type='text'>Morte sospetta, è accaduto in un carcere francese</title><content type='html'>Ho letto un articolo apparso su "&lt;em&gt;Il Corriere della Sera&lt;/em&gt;" relativo alla morte di un giovane italiano in un carcere francese, e sono rimasto perplesso perché ci sono diversi e inquietanti interrogativi su questo decesso. Interrogativi a cui le autorità francesi non danno alcuna risposta. Invito a leggere l'articolo di cui indico il link, e se fosse vero - così come ipotizza la mamma del giovane italiano - che la morte di questo detenuto è avvennuta dopo una violenza, allora penso che come italiani dobbiamo farci "sentire". E un modo per chiedere verità e giustizia su questa morte può essere quello di boicottare i prodotti francesi e di evitare di andare in Francia a trascorrere le vacanze. La Francia si gloria di essere il Paese della Libertà, della Fratellanza e dell'Uguaglianza, ma sarà verò?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_31/franceschi-madre-mio-figlio-picchiato_9d59ac02-b4f1-11df-8e04-00144f02aabe.shtml&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-5112005394535196877?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/5112005394535196877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/08/morte-sospetta-e-accaduto-in-un-carcere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/5112005394535196877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/5112005394535196877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/08/morte-sospetta-e-accaduto-in-un-carcere.html' title='&lt;strong&gt;Morte sospetta, è accaduto in un carcere francese&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-7703017147656082245</id><published>2010-08-13T12:01:00.000-07:00</published><updated>2010-08-26T15:00:14.092-07:00</updated><title type='text'>Don Pietro Zardo a Montebelluna</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TGWXPE4WkTI/AAAAAAAAAYo/cUfW4NgA7XU/s1600/copertina%2Bdon%2BZardo%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 277px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TGWXPE4WkTI/AAAAAAAAAYo/cUfW4NgA7XU/s400/copertina%2Bdon%2BZardo%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504972404794233138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 15 ottobre 2010, ore 20.30, il libro "&lt;em&gt;Condannati a vivere. La quotidianità dei detenuti del carcere di Treviso raccontata dal suo cappellano&lt;/em&gt;", di &lt;strong&gt;don Pietro Zardo&lt;/strong&gt;, sarà presentato presso la libreria di &lt;strong&gt;Danilo Zanetti &lt;/strong&gt;a Montebelluna. Tra i relatori l'avv. &lt;strong&gt;Maria Bortoletto&lt;/strong&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-7703017147656082245?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/7703017147656082245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/08/don-pietro-zardo-montebelluna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7703017147656082245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7703017147656082245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/08/don-pietro-zardo-montebelluna.html' title='&lt;strong&gt;Don Pietro Zardo a Montebelluna&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/TGWXPE4WkTI/AAAAAAAAAYo/cUfW4NgA7XU/s72-c/copertina%2Bdon%2BZardo%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-3242840307462214461</id><published>2010-06-03T10:22:00.000-07:00</published><updated>2010-06-03T10:27:49.121-07:00</updated><title type='text'>Nuove storie</title><content type='html'>Di nuovo all'Istituto penale dei minorenni di Treviso: ho incontrato e intervistato un ragazzo che pochi mesi fa ha ucciso un venticinquenne e padre di un bambino. &lt;br /&gt;Mi ha colpito poi la storia di un kossovaro scappato dalla guerra nella ex Jugoslavia quando aveva solo tre mesi: ogni tanto ritorna nel suo Paese di origine, dove ci sono ancora le macerie di case distrutti e parenti che non riescono e non possono dimenticare gli orrori visti e vissuti. Lui ha perso un cugino, il nonno e altri parenti proprio a causa della guerra civile.&lt;br /&gt;Col medico dell'Ipm, infine, ho avuto un colloquio sulla situazione sanitaria dell'Istituto, sulle patologie più frequenti e sui casi di autolesionismo e tentati suicidi.&lt;br /&gt;Ritornerò domani all'Ipm per ascoltare... nuove storie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-3242840307462214461?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/3242840307462214461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/06/nuove-storie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3242840307462214461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3242840307462214461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/06/nuove-storie.html' title='Nuove storie'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-5651197317282973643</id><published>2010-05-29T06:23:00.001-07:00</published><updated>2010-05-30T04:42:46.445-07:00</updated><title type='text'>All'IPM di Treviso</title><content type='html'>Questa mattina sono stato all'&lt;em&gt;Istituto penale dei minorenni &lt;/em&gt;di Treviso dove ho incontrato e intervistato quattro ragazzi: tre del Marocco ed uno della Romania. Sono ragazzi che hanno molto in comune, come una famiglia "difficile" alle spalle e la ricerca del denaro facile. Sono adolescenti che arrivano in Italia sperando di trovare subito una sistemazione abitativa e lavorativa e, invece, si ritrovano facilmente nella rete della malavita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno di loro mi raccontava del denaro che con molta facilita si può ottenere per chi entra nel mondo della droga. "Una volta - mi ha raccontato questo ragazzo che sta all'Ipm dal 12 aprile con l'accusa di aver rubato una bottiglia di alcool -, sono stato avvicinato da un conoscente di mio padre che mi ha portato in giro su un'auto di grossa cilindrata. Ad un certo punto mi ha chiesto se mi interessava intascare cinquemila euro: bastava che fossi salito in treno a Verona con un chilo di cocaina e scendere a Milano... e quei soldi sarebbero stati miei. Io però ho rifiutato, così come ho detto no ad altre proposte del genere. Mio padre è in Marocco e sta sempre in carcere perché quando esce spaccia, ed io non voglio seguire la sua strada. Sono in Italia con mia madre che lavora anche dieci ore al giorno, in un bar, per pagare l'affitto, mandarmi a scuola e darmi da mangiare. Mia madre - continua il mio giovane interlocutore - ha rotto con mio padre perché era stanca di andarlo a trovare in carcere e di vederlo vivere nel mondo della droga, e quando ha saputo che anch'io ero finito dietro le sbarre, si è arrabbiata moltissimo. Per un mese e mezzo non mi è venuta a trovare tanto che ce l'aveva con me; poi, però, l'ho incontrata in parlatorio e ho capito che avevo sbagliato. Il mio sogno? Andare a scuola e diplomarmi all'Istituto alberghiero per lavorare in un ristorante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'Ipm ho incontrato anche un ragazzo rumeno che mi parla della sua infanzia: "A sedici anni sono scappato di casa con la mia ragazza e così mi sono sposato. Non ho figli e mi sono lasciato poco dopo, e definitivamente, da mia moglie". E in Italia, gli chiedo, come sei arrivato? "Mio zio, fratello di mia madre, mi aveva chiesto di venire qui con lui a lavorare come muratore. Ho accettato la proposta e l'ho seguito. Ho lavorato solo due giorni e in tutto ho incassato cento euro, contro i duecento che mensilmente guadagna mio padre. Poi, però, mio zio mi ha detto che non c'era più lavoro e che se volevo stare a casa con lui dovevo partecipare al pagamento dell'affitto e delle altre spese. Sono andato via e mi sono stabilito in una casa abbandonata dove c'erano altre persone del mio Paese. Pensavo di aver trovato degli amici, ma non era così perché dopo una rapina siamo finiti tutti in galera: loro mi hanno addossato tutte le colpe e così sono usciti, mentre io sono rimasto a pagare per tutti. Adesso sono già venti mesi che sono all'Ipm e forse uscirò a dicembre. Se riesco a trovare un lavoro mi stabilisco in Italia, altrimenti torno in Romania".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo questo ragazzo rumeno, ho conosciuto un altro marocchino: ha quindici anni e ha dei problemi psichici. E' finito dietro le sbarre perché lo hanno preso mentre con un taglierino commetteva una rapina. Non hai paura - gli chiedo - che qualcuno possa reagire e farti del male?. No. Lui non ha paura; sono gli altri che hanno paura. Lui è sicuro di sé. Dice che quando uscirà non commetterà più alcun reato, ma è difficile credere che possa essere sincero. Ha scelto di non avere amici italiani, ma di frequentare solo marocchini e tunisini. La fidanzata? Sì, quella invece dev'essere italiana perché a lui piacciono le ragazze con i capelli biondi e gli occhi azzurri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ultimo che ho incontrato è stato un ragazzo nato in Libia da genitori marocchini. "I miei genitori sono separati e qui all'Ipm ho capito di aver sbagliato. Prima non andavo in moschea e mi piaceva bere alcool. Adesso ho deciso di cambiare strada: ho capito che i soldi rubati finiscono subito perché non li apprezzi e pensi sempre di poterne avere degli altri, mentre il denaro che ti guadagni col sudore ti fa stare bene con te stesso e con gli altri. Quando uscirò voglio vivere da autentico musulmano, evitare ogni forma di violenza e trovarmi un lavoro".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sono fatte le ore 12.30 e i ragazzi vanno a consumare il pranzo. Mi fermo a parlare con un'educatrice che ogni giorno viene a Treviso da Pordenone, e che mi parla con passione del suo lavoro: le istituzioni sono fredde, ci sono pesi e misure diversi, strutture che non vengono utilizzate, ma c'è anche tanta umanità in molti operatori impiegati all'interno dell'Ipm e anche tanta voglia di riscatto in non pochi ragazzi dell'Istituto. Vado verso l'auto che ho lasciato nel parcheggio del carcere: sta piovendo a dirotto e in pochi secondi sono già bagnato fradicio, ma penso al color verde di cui mi ha parlato il giovane rumeno. E' il suo colore preferito perché è il colore della speranza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-5651197317282973643?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/5651197317282973643/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/05/allipm-di-treviso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/5651197317282973643'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/5651197317282973643'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/05/allipm-di-treviso.html' title='&lt;strong&gt;All&apos;IPM di Treviso&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-4472884460084275999</id><published>2010-05-21T00:40:00.001-07:00</published><updated>2010-05-21T09:16:00.945-07:00</updated><title type='text'>La scuola all'Istituto penale per i minorenni</title><content type='html'>TREVISO - Ieri, a palazzo Bomben, si è svolta una tavola rotonda sull'utilità e la pratica del recupero all'Istituto penale dei minorenni. Tante le persone presenti in sala, soprattutto giovani, e come relatori sono intervenuti il prof. &lt;strong&gt;Paolo Lucchi &lt;/strong&gt;(dirigente scolastico al CTP 2 di Treviso), il prof. &lt;strong&gt;Roberto Franzin &lt;/strong&gt;(docente di materie letterarie all'IPM), il prof. &lt;strong&gt;Renzo Trevisin &lt;/strong&gt;(coordinatore delle attività scolastiche dell'IPM), il dr. &lt;strong&gt;Alfonso Paggiarino &lt;/strong&gt;(direttore dell'IPM), l'&lt;strong&gt;Mauro Michielon &lt;/strong&gt;(assessore al Comune di Treviso) e frate &lt;strong&gt;Gianfranco Agostino Gardin &lt;/strong&gt;(Vescovo di Treviso). La serata è stata condotta da &lt;strong&gt;Domenico Basso &lt;/strong&gt;(direttore di Antenna 3). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S_Y7rv-CzhI/AAAAAAAAAXI/TQ45pnQdDxw/s1600/SDC10462.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S_Y7rv-CzhI/AAAAAAAAAXI/TQ45pnQdDxw/s400/SDC10462.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473628019912527378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il prof. Trevisin ha presentato le attività scolastiche, mentre il prof. Franzin ha proposto un video realizzato all'interno dell'IPM con i giovani detenuti. Il direttore Paggiarino, invece, ha colto l'occasione per sottolineare l'esigenza di avere una struttura adeguata alle esigenze rieducative; attualmente, infatti, ci sono grossi problemi relativi alla mancanza di spazi e le lezioni si svolgono anche nella sala mensa. Il vescovo Gardin ha precisato di non conoscere la realtà dell'IPM, mentre sa qualcosa sul carcere maggiore grazie al libro-intervista a don &lt;strong&gt;Pietro Zardo &lt;/strong&gt;che ha avuto modo di leggere. Parole di speranza sul futuro dei minorenni ospitati presso l'IPM sono state, infine, pronunciate dal cappellano don &lt;strong&gt;Giorgio Saccon&lt;/strong&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-4472884460084275999?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/4472884460084275999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/05/la-scuola-allistituto-penale-per-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4472884460084275999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4472884460084275999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/05/la-scuola-allistituto-penale-per-i.html' title='&lt;strong&gt;La scuola all&apos;Istituto penale per i minorenni&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S_Y7rv-CzhI/AAAAAAAAAXI/TQ45pnQdDxw/s72-c/SDC10462.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-3582405079959798112</id><published>2010-05-19T09:42:00.000-07:00</published><updated>2010-05-19T09:48:13.738-07:00</updated><title type='text'>Pene più severe per gli stupratori</title><content type='html'>Anche oggi l'ennesimo caso di violenza sessuale: a compierlo un magrebino nei confronti di una ragazzina.&lt;br /&gt;Come dice don Pietro Zardo, ci sono tanti nordafricani che vengono nel nostro Paese senza un progetto chiaro, quasi alla ventura, e poi li troviamo a spacciare e a commettere violenze. E' vero che la vita in carcere è dura e, spesso, anche disumana, ma nei confronti di questi soggetti le pene vanno inasprite, e chi commette queste violenze deve anche risarcire - lavorando - le proprie vittime.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-3582405079959798112?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/3582405079959798112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/05/pene-piu-severe-per-gli-stupratori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3582405079959798112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3582405079959798112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/05/pene-piu-severe-per-gli-stupratori.html' title='&lt;strong&gt;Pene più severe per gli stupratori&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-6660691009156439594</id><published>2010-05-15T12:33:00.001-07:00</published><updated>2010-05-15T13:00:47.396-07:00</updated><title type='text'>Don Pietro Zardo a Tombolo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-79RoM18VI/AAAAAAAAAXA/2pFJ9tgzKDY/s1600/pubblico+tre.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-79RoM18VI/AAAAAAAAAXA/2pFJ9tgzKDY/s400/pubblico+tre.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471589076592619858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;TOMBOLO&lt;/strong&gt; - Venerdì 14 maggio la comunità parrocchiale ha accolto &lt;strong&gt;don Pietro Zardo&lt;/strong&gt; che ha parlato della realtà del carcere di Treviso e ha presentato il libro "&lt;em&gt;Condannati a vivere&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-76TtIofLI/AAAAAAAAAWY/7ISVWV2N2Zk/s1600/don+Bruno+Cavarzan.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-76TtIofLI/AAAAAAAAAWY/7ISVWV2N2Zk/s400/don+Bruno+Cavarzan.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471585813741993138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il saluto del parroco &lt;strong&gt;don Bruno Cavarzan &lt;/strong&gt;ed una mia breve introduzione al tema della detenzione, don Pietro ha parlato davanti a più di duecento persone, molte delle quali lo hanno conosciuto e stimato nel corso del suo ministero di cappellano a Tombolo (1986-1996).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-77lRBUtUI/AAAAAAAAAWo/aEJDJEECIq4/s1600/pubblico+due.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-77lRBUtUI/AAAAAAAAAWo/aEJDJEECIq4/s400/pubblico+due.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471587214944417090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-75vJgOCDI/AAAAAAAAAWQ/bbv0ApMfL1g/s1600/Don+Pietro+in+chiesa.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-75vJgOCDI/AAAAAAAAAWQ/bbv0ApMfL1g/s400/Don+Pietro+in+chiesa.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471585185701955634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Numerosi gli interventi e le riflessioni delle persone presenti in chiesa e non è mancata la testimonianza di una donna che ha avuto il marito in carcere: un'esperienza molto dolorosa sotto tutti gli aspetti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-78rG3RFEI/AAAAAAAAAW4/fNx-DQE2sNo/s1600/intervento+dal+pubblico.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-78rG3RFEI/AAAAAAAAAW4/fNx-DQE2sNo/s400/intervento+dal+pubblico.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471588414808724546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interessante anche l'intervento di una giovane che svolge attività di volontariato presso l'Istituto penale dei minorenni di Treviso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-77BVE8mCI/AAAAAAAAAWg/UWbHMPSiNoU/s1600/pubblico+uno.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-77BVE8mCI/AAAAAAAAAWg/UWbHMPSiNoU/s400/pubblico+uno.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471586597558065186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-78IZSHpoI/AAAAAAAAAWw/ziMOhTYR7TE/s1600/in+chiesa+Zardo+e+Borsato.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-78IZSHpoI/AAAAAAAAAWw/ziMOhTYR7TE/s400/in+chiesa+Zardo+e+Borsato.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471587818457769602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La serata si è poi conclusa con un momento conviviale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-75PvonKHI/AAAAAAAAAWI/JxPCjhCRbug/s1600/a+tavola.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-75PvonKHI/AAAAAAAAAWI/JxPCjhCRbug/s400/a+tavola.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471584646181890162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-6660691009156439594?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/6660691009156439594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/05/don-pietro-zardo-tombolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6660691009156439594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6660691009156439594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/05/don-pietro-zardo-tombolo.html' title='Don Pietro Zardo a Tombolo'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-79RoM18VI/AAAAAAAAAXA/2pFJ9tgzKDY/s72-c/pubblico+tre.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-8236171088263507502</id><published>2010-05-13T08:12:00.000-07:00</published><updated>2010-05-13T09:55:42.602-07:00</updated><title type='text'>Carceri, Fallisce la politica del governo Berlusconi</title><content type='html'>COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;RUBINATO (PD) SU CIRCOLARE BORRACCETTI: “PROVA DEL FALLIMENTO DELLA POLITICA SULLA SICUREZZA DI QUESTO GOVERNO”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La circolare del procuratore capo Borraccetti, che si limita ad applicare la legge, suona come l’ennesima denuncia della grave situazione in cui versa la giustizia nel nostro Paese ed è la prova del fallimento anche della politica sulla sicurezza di un Governo che all’annuncio non fa seguire i fatti”. L’on. Simonetta Rubinato (Pd) interviene sulla polemica innestata dalla circolare del procuratore capo di Venezia. Essa richiama l’applicazione di una norma del codice di procedura penale, che prevede, in caso di arresto di un imputato per reati minori, che la polizia giudiziaria possa trattenerlo, per il breve tempo necessario a sottoporlo a giudizio direttissimo, nelle “camere di sicurezza” presso le Questure o le altre sedi delle forze di polizia e se questo non è possibile, che il giudice valuti se rimetterlo in libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E’ evidente – commenta la parlamentare del Pd – che l’iniziativa di Borraccetti è la logica conseguenza dell’insostenibile situazione di sovraffollamento in cui si trova il carcere di Venezia. La circolare è un richiamo alla politica e al Governo perché si assumano le proprie responsabilità, vista l’inerzia fino a qui dimostrata nell’affrontare questa emergenza. Ora il ministro dell’Interno Maroni dovrà dire come risolvere il problema evidenziato da Borraccetti”. Il problema del sovraffollamento delle carceri è stato più volte denunciato, anche dall’on. Rubinato. A gennaio il Governo, su proposta del ministro Alfano, ha dichiarato lo stato di emergenza annunciando un piano di interventi straordinari. “Ad oggi – ricorda l’on. Rubinato – non è stato investito un solo euro per costruire nuove carceri e non si sono neppure aperte quelle già costruite e ancora chiuse per carenza di personale. Nessuna misura alternativa è stata adottata da questo Governo. E mentre le nostre carceri rischiano di esplodere, assistiamo all’ennesimo scontro all’interno della maggioranza, tra i ministri Maroni e Alfano sul ddl che prevede in taluni casi la detenzione domiciliare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Invece che chiedere l’invio di ispettori – conclude l’on. Simonetta Rubinato – la Lega farebbe bene a sollecitare il Governo di cui fa parte a fare immediatamente le cose necessarie ad affrontare questa drammatica situazione. Perché il sovraffollamento delle carceri è una questione che ha a che fare non solo con le condizioni in cui convivono agenti di polizia giudiziaria e detenuti (oltre il 50 per cento dei quali sono in attesa di giudizio), ma anche con la sicurezza dei cittadini”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-8236171088263507502?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/8236171088263507502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/05/carceri-fallisce-la-politica-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8236171088263507502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8236171088263507502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/05/carceri-fallisce-la-politica-del.html' title='&lt;strong&gt;Carceri, Fallisce la politica del governo Berlusconi&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-316015435832988860</id><published>2010-05-12T01:03:00.000-07:00</published><updated>2010-05-12T08:40:16.518-07:00</updated><title type='text'>Librerie Lovat e Zanetti</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-rLwjGuwVI/AAAAAAAAAWA/Ljf1hy6sb7g/s1600/copertina+don+Zardo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 277px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-rLwjGuwVI/AAAAAAAAAWA/Ljf1hy6sb7g/s400/copertina+don+Zardo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5470408732312518994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Informo che il volume "Condannati a vivere" di don Pietro Zardo è disponibile anche presso:&lt;br /&gt;Libreria Lovat - Centro Biblioteche in via Newton 13 a Villorba (tel. 0422 92697 e 0422 920039);&lt;br /&gt;Libreria Zanetti SRL - piazza Oberkochen, 27 a Montebelluna (tel e fax 0423609608 www.libreriazanetti.it).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-316015435832988860?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/316015435832988860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/05/librerie-lovat-e-zanetti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/316015435832988860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/316015435832988860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/05/librerie-lovat-e-zanetti.html' title='Librerie Lovat e Zanetti'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-rLwjGuwVI/AAAAAAAAAWA/Ljf1hy6sb7g/s72-c/copertina+don+Zardo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-1184056737026760510</id><published>2010-05-10T06:46:00.000-07:00</published><updated>2010-05-12T00:51:58.821-07:00</updated><title type='text'>L'on. Simonetta Rubinato a Carbonera</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-iPl_EsK9I/AAAAAAAAAVw/WVzzSIXsVhc/s1600/pubblico+2+Carbonera.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-iPl_EsK9I/AAAAAAAAAVw/WVzzSIXsVhc/s400/pubblico+2+Carbonera.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5469779630190504914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;il pubblico presente in aula&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carbonera - E' stato promosso dalla Caritas interparrocchiale di Carbonera, Pezzan e San Giacomo, un incontro dedicato al carcere e al libro di don &lt;strong&gt;Pietro Zardo&lt;/strong&gt; intitolato "&lt;em&gt;Condannati a vivere. La quotidianità dei detenuti del carcere di Treviso raccontata dal suo cappellano&lt;/em&gt;". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-iOe5EyTrI/AAAAAAAAAVg/lyTecQdhR78/s1600/relatori+a+Carbonera.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-iOe5EyTrI/AAAAAAAAAVg/lyTecQdhR78/s400/relatori+a+Carbonera.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5469778408809582258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;il tavolo dei relatori&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il volume di don Zardo si divide in due parti: nella prima c'è una sua lunga intervista in cui si mette in evidenza tutta la problematicità dei carcerati, nella seconda parte, invece, si propongono una serie di riflessioni scritte da giuristi, sacerdoti, liberi professionisti, parenti di ex detenuti, ecc., che hanno letto l'intervista a don Zardo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-iO_OeQx1I/AAAAAAAAAVo/9qQ41RMFv7k/s1600/Franco+Marton+e+Giovanni+Borsato.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-iO_OeQx1I/AAAAAAAAAVo/9qQ41RMFv7k/s400/Franco+Marton+e+Giovanni+Borsato.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5469778964309395282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;don Franco Marton e il dr. Giovanni Borsato&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il saluto del signor &lt;strong&gt;Giorgio Trevisan &lt;/strong&gt;(Caritas di Carbonera), la serata di presentazione del libro è stata moderata dal dr. &lt;strong&gt;Carlo Silvano&lt;/strong&gt; e ha visto la partecipazione di don &lt;strong&gt;Franco Marton &lt;/strong&gt;, del dr. &lt;strong&gt;Giovanni Borsato &lt;/strong&gt;e dell'on. &lt;strong&gt;Simonetta Rubinato&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;Don Franco Marton - autore di una riflessione inserita nella seconda parte del libro - ha parlato della figura del cappellano all'interno del carcere, e ha proposto una serie di riflessioni e osservazioni sull'atteggiamento che i credenti sono chiamati ad avere nei confronti dei detenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel suo intervento l'on. Rubinato ha toccato tanti aspetti della realtà carceraria: dal sovraffollamento delle carceri alla carenza di personale in organico alla polizia penitenziaria, dalla delinquenza d'oltreconfine ai drammi di tanti immigrati che per sfuggire ad una morte certa vengono nel nostro Paese e spesso commettono dei reati, dalla malagiustizia all'esigenza che la Legge sia effettivamente uguale per tutti, dalla certezza della pena all'indulto. In particolare, l'on. Rubinato ha sottolineato come - in Italia - esistano circa quaranta case circondariali (per lo più terminate) e mai utilizzate. Già nei mesi scorsi - dopo una visita fatta al carcere di Treviso - la Rubinato aveva pubblicamente invitato il ministro Alfano ad affrettare l'apertura dei nuovi penitenziari così da smistare i detenuti che affollano i penitenziari, come quello di Treviso.&lt;br /&gt;Molte le domande poste dal pubblico, e tra i presenti in aula c'erano il prof. &lt;strong&gt;Renzo Trevisin &lt;/strong&gt;(insegnante presso l'Istituto penale dei minorenni di Treviso), don &lt;strong&gt;Bernardo Campagnolo &lt;/strong&gt;(parroco di Lancenigo), don &lt;strong&gt;Sebastiano Zordan &lt;/strong&gt;(parroco di Mignagola) e don &lt;strong&gt;Giovanni Lemesin&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-iOCCh4l3I/AAAAAAAAAVY/f5ujnaSJvq0/s1600/Rubinato+e+Silvano.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-iOCCh4l3I/AAAAAAAAAVY/f5ujnaSJvq0/s400/Rubinato+e+Silvano.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5469777913131341682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;l'on. Simonetta Rubinato e Carlo Silvano&lt;/em&gt;]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-1184056737026760510?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/1184056737026760510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/05/da-il-gazzettino-edizione-treviso-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/1184056737026760510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/1184056737026760510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/05/da-il-gazzettino-edizione-treviso-del.html' title='&lt;strong&gt;L&apos;on. Simonetta Rubinato a Carbonera&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S-iPl_EsK9I/AAAAAAAAAVw/WVzzSIXsVhc/s72-c/pubblico+2+Carbonera.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-4461281486534902023</id><published>2010-04-22T22:27:00.000-07:00</published><updated>2010-04-27T23:00:49.938-07:00</updated><title type='text'>Lunedì 10 maggio: l'on. Simonetta Rubinato è a Carbonera</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S9EwUBoffwI/AAAAAAAAAVQ/nRi0h8OyLs0/s1600/on.+Simonetta+Rubinato.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 117px; height: 130px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S9EwUBoffwI/AAAAAAAAAVQ/nRi0h8OyLs0/s400/on.+Simonetta+Rubinato.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463200943570910978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'on. &lt;strong&gt;Simonetta Rubinato &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;deputato a Montecitorio e sindaco a Roncade&lt;/em&gt;) e don &lt;strong&gt;Franco Marton &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;presbitero diocesano&lt;/em&gt;) parteciperanno come relatori alla presentazione del libro "Condannati a vivere. La quotidianità dei detenuti del carcere di Treviso raccontata dal suo cappellano", di don Pietro Zardo, in programma per lunedì 10 maggio, alle ore 20.45, nella sala "Aldo Moro" in piazza Fabris a Carbonera. Sarà presente don &lt;strong&gt;Pietro Zardo&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;L'incontro è stato promosso dalla Caritas interparrocchiale di Carbonera. &lt;br /&gt;Ingresso libero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-4461281486534902023?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/4461281486534902023/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/04/lon-simonetta-rubinato-carbonera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4461281486534902023'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4461281486534902023'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/04/lon-simonetta-rubinato-carbonera.html' title='&lt;strong&gt;Lunedì 10 maggio: l&apos;on. Simonetta Rubinato è a Carbonera&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S9EwUBoffwI/AAAAAAAAAVQ/nRi0h8OyLs0/s72-c/on.+Simonetta+Rubinato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-7382561666293421773</id><published>2010-04-19T23:44:00.000-07:00</published><updated>2010-04-20T00:07:58.708-07:00</updated><title type='text'>Breda di Piave: il parroco don Paolo Magoga commenta l'incontro sul carcere</title><content type='html'>&lt;em&gt;Da &lt;strong&gt;don Paolo Magoga &lt;/strong&gt;ricevo  il commento che segue&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora grazie per la bella serata di ieri. Una panoramica così chiara e apolitica sulla realtà del carcere non credo sia facile sentirla. Un grazie a te e a don Piero che sa unire dramma personale e della realtà del carcere con la delicata fede dell'uomo di Dio. Dalle sue parole, consapevoli degli abissi di miseria che si celano in alcune persone, si respira lo sguardo lungo e profondo di Dio. Nessun giudizio di condanna per nessuno e nessun pietismo.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S81OK0ZV0PI/AAAAAAAAAVI/JjYFJ74Nc94/s1600/don+Paolo+Magoga.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S81OK0ZV0PI/AAAAAAAAAVI/JjYFJ74Nc94/s400/don+Paolo+Magoga.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5462107870840869106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;nella foto il parroco don Paolo Magoga tra il pubblico dopo il suo intervento introduttivo alla serata di presentazione del libro, svoltasi nel salone parrocchiale a Breda di Piave&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi auguro che quanti, io per primo, sono stati presenti all'incontro, sentano che lì, in quel luogo di condanna, vi sono persone da salvare e che ognuno si senta interpellato in prima persona. Ricco e a tutto tondo anche lo scambio che è seguito dopo gli interventi, segno di un ascolto tutt'altro che passivo. Abbiamo fatto un piccolo  passo, ma ogni grande viaggio comincia così. Per noi è iniziato, non so dove ci porterà. A voi un augurio per il lavoro che state portando avanti. &lt;br /&gt;Ciao, don Paolo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-7382561666293421773?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/7382561666293421773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/04/breda-di-piave-un-commento-di-don-paolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7382561666293421773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7382561666293421773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/04/breda-di-piave-un-commento-di-don-paolo.html' title='&lt;strong&gt;Breda di Piave: il parroco don Paolo Magoga commenta l&apos;incontro sul carcere&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S81OK0ZV0PI/AAAAAAAAAVI/JjYFJ74Nc94/s72-c/don+Paolo+Magoga.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-2439292965056510602</id><published>2010-04-19T15:45:00.000-07:00</published><updated>2010-04-19T23:50:55.408-07:00</updated><title type='text'>Presentazione a Breda di Piave</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S8zgkJXHBzI/AAAAAAAAAVA/WOkR_YA7YDQ/s1600/Zardo+e+Borsato+a+Breda.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S8zgkJXHBzI/AAAAAAAAAVA/WOkR_YA7YDQ/s400/Zardo+e+Borsato+a+Breda.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461987359686330162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì 19 aprile, ore 20.30, nella parrocchia di Breda di Piave don Pietro Zardo ha partecipato ad un incontro dedicato alla realtà del carcere e al suo libro intitolato "Condannati a vivere".&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S8zf4wvBy0I/AAAAAAAAAU4/EbOVM7_ptcM/s1600/Breda+Piave+2.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S8zf4wvBy0I/AAAAAAAAAU4/EbOVM7_ptcM/s400/Breda+Piave+2.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461986614341389122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al tavolo dei relatori anche il dr. Giovanni Borsato, operatore pastorale a Fontane di Villorba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'incontro è stato organizzato grazie alla disponibilità del parroco don Paolo Magoga, il quale ha introdotto la serata con una riflessione sul cammino formativo che la sua comunità parrocchiale ha iniziato in questi ultimi tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S8zfWpj71AI/AAAAAAAAAUw/aVvsMfwUroQ/s1600/Breda+Piave+1.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S8zfWpj71AI/AAAAAAAAAUw/aVvsMfwUroQ/s400/Breda+Piave+1.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461986028300260354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra il pubblico - attento e partecipativo - anche il comandante della locale caserma dei carabinieri, il quale ha proposto un'interessante riflessione sull'esigenza di fare prevenzione, e il signor Remo Cattarin, già consigliere comunale a Breda di Piave.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-2439292965056510602?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/2439292965056510602/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/04/presentazione-breda-di-piave.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/2439292965056510602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/2439292965056510602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/04/presentazione-breda-di-piave.html' title='&lt;strong&gt;Presentazione a Breda di Piave&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S8zgkJXHBzI/AAAAAAAAAVA/WOkR_YA7YDQ/s72-c/Zardo+e+Borsato+a+Breda.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-4840480186461746782</id><published>2010-04-12T13:00:00.000-07:00</published><updated>2010-04-12T13:09:16.822-07:00</updated><title type='text'>Carcere: Massimo, Armellin e Borsato si confrontano</title><content type='html'>Oggi, alla libreria Lovat, sulla realtà del carcere di Treviso si sono confrontati il direttore &lt;strong&gt;Francesco Massimo &lt;/strong&gt;(Casa circondariale di Treviso), l'on. &lt;strong&gt;Lino Armellin &lt;/strong&gt;(già deputato a Montecitorio per quattro legislature) e il dr. &lt;strong&gt;Giovanni Borsato&lt;/strong&gt; (consigliere comunale a Villorba). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S8N9n939FtI/AAAAAAAAAUg/pDuxhvrPiKU/s1600/SDC10322.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S8N9n939FtI/AAAAAAAAAUg/pDuxhvrPiKU/s400/SDC10322.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459345298880796370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;nella foto da sx verso dx il direttore del carcere Francesco Massimo, l'on. Lino Armellin e il dr. Giovanni Borsato&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra il pubblico l'insegnante e consigliere comunale a Villorba &lt;strong&gt;Sandra Milani&lt;/strong&gt;, molto apprezzata per un sua interessante riflessione, e il vicepresidente del consiglio comunale a Villorba &lt;strong&gt;Angelo Modolo&lt;/strong&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-4840480186461746782?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/4840480186461746782/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/04/carcere-massimo-armellin-e-borsato-si.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4840480186461746782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4840480186461746782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/04/carcere-massimo-armellin-e-borsato-si.html' title='Carcere: Massimo, Armellin e Borsato si confrontano'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S8N9n939FtI/AAAAAAAAAUg/pDuxhvrPiKU/s72-c/SDC10322.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-7982522200316961133</id><published>2010-04-10T02:27:00.000-07:00</published><updated>2010-04-10T02:30:10.219-07:00</updated><title type='text'>Conferenza col direttore del carcere</title><content type='html'>Lunedì 12 aprile, alle ore 18.00, presso la libreria Lovat in Villorba, il &lt;strong&gt;dr. Francesco Massimo&lt;/strong&gt;, direttore del carcere di Treviso, parteciperà alla presentazione del libro "&lt;em&gt;Condannati a vivere. La quotidianità dei detenuti del carcere di Treviso raccontata dal suo cappellano&lt;/em&gt;" a firma di &lt;strong&gt;don Pietro Zardo&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E' una partecipazione - quella del direttore Massimo - molto significativa, e costituirà un'occasione per discutere in maniera approfondita i problemi del carcere, dove i detenuti vivono tra mille difficoltà, dovute soprattutto alla ristrettezza e alla carenza strutturale delle celle e alla promiscuità di persone di razza, lingua e abitudini diverse tra loro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Il singolo recluso &lt;/em&gt;- sostiene don Pietro Zardo, cappellano del carcere - &lt;em&gt;deve scontare in galera fino all'ultimo giorno la pena inflittagli dal giudice, ma ciò deve avvenire, per impedire che il detenuto diventi ancora più pericoloso una volta liberato, in ambienti rispettosi della dignità umana&lt;/em&gt;". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il carcere è una realtà complessa e anche don Zardo non si scompone quando molti lo definiscono una scuola per delinquenti. "&lt;em&gt;Il penitenziario &lt;/em&gt;- continua don Zardo - &lt;em&gt;può essere definito come un limbo, un luogo dove si può restare a vegetare anche per anni. In mancanza di strumenti, programmi e interventi che offrano delle prospettive di vita, chi entra in carcere può uscire peggiore di come era entrato anni prima, soprattutto se non ha più una famiglia o dei validi punti di riferimento e di sostegno, oppure se ha percepito la condanna come un torto&lt;/em&gt;". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Don Zardo, che sarà presente all'incontro insieme all'on. &lt;strong&gt;Lino Armellin &lt;/strong&gt;e all'operatore pastorale &lt;strong&gt;dr. Giovanni Borsato&lt;/strong&gt;, pone anche l'accento sulle condizioni di molte famiglie che hanno un congiunto in carcere. "&lt;em&gt;Le istituzioni&lt;/em&gt; - &lt;em&gt;conclude il cappellano - hanno il dovere di prestare più attenzione alle famiglie dei detenuti; in diversi casi si tratta di famiglie che vivono, in una solitudine assoluta, un'esistenza tra sacrifici e privazioni&lt;/em&gt;".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-7982522200316961133?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/7982522200316961133/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/04/conferenza-col-direttore-del-carcere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7982522200316961133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7982522200316961133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/04/conferenza-col-direttore-del-carcere.html' title='Conferenza col direttore del carcere'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-26047861252476618</id><published>2010-04-09T00:14:00.000-07:00</published><updated>2010-04-27T23:02:06.043-07:00</updated><title type='text'>Venerdì 14 maggio: a Tombolo si presenta il libro di don Pietro Zardo</title><content type='html'>Pochi giorni fa mi ha telefonato don &lt;strong&gt;Bruno Cavarzan &lt;/strong&gt;per invitarmi a presentare - nella sua parrocchia di Tombolo - il libro "Condannati a vivere". E' stata così concordata la data di venerdì 14 maggio, alle ore 20.30, con la partecipazione di don &lt;strong&gt;Pietro Zardo &lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;Ad introdurre la serata sarà proprio il parroco don &lt;strong&gt;Bruno&lt;/strong&gt;, già direttore della Caritas diocesana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-26047861252476618?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/26047861252476618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/04/tombolo-libro-di-don-pietro-zardo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/26047861252476618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/26047861252476618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/04/tombolo-libro-di-don-pietro-zardo.html' title='&lt;strong&gt;Venerdì 14 maggio: a Tombolo si presenta il libro di don Pietro Zardo&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-5638138769686502915</id><published>2010-03-26T02:56:00.000-07:00</published><updated>2010-03-26T03:16:47.014-07:00</updated><title type='text'>Presentazione alla libreria Lovat</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S6yF6udLSdI/AAAAAAAAATw/P-ZXTdIZtfo/s1600/copertina+don+Zardo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 277px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S6yF6udLSdI/AAAAAAAAATw/P-ZXTdIZtfo/s400/copertina+don+Zardo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452880492788140498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì 12 aprile, alle ore 18.00, presso la libreria Lovat - Centro biblioteche in via Newton 13 a Villorba, avrà luogo una presentazione del libro "&lt;em&gt;Condannati a vivere&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;Tra i relatori saranno presenti l'on. &lt;strong&gt;Lino Armellin &lt;/strong&gt;(Fism di Treviso) e il dott. &lt;strong&gt;Francesco Massimo &lt;/strong&gt;(direttore della Casa circondariale di Treviso). E' previsto un dibattito col pubblico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-5638138769686502915?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/5638138769686502915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/03/presentazione-alla-libreria-lovat.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/5638138769686502915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/5638138769686502915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/03/presentazione-alla-libreria-lovat.html' title='&lt;strong&gt;Presentazione alla libreria Lovat&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S6yF6udLSdI/AAAAAAAAATw/P-ZXTdIZtfo/s72-c/copertina+don+Zardo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-3288570536806815580</id><published>2010-03-02T13:26:00.000-08:00</published><updated>2010-03-13T14:04:15.511-08:00</updated><title type='text'>Caerano di San Marco, presentazione del libro di don Pietro Zardo</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Caerano di San Marco&lt;/strong&gt;. Questo pomeriggio presso la biblioteca comunale si è svolta la presentazione del libro "&lt;em&gt;Condannati a vivere&lt;/em&gt;". L'iniziativa è stata promossa dall'Università degli Adulti di Caerano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S42EbuuDCnI/AAAAAAAAASg/n8k2-d8FomI/s1600-h/Zardo+Caerano+3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S42EbuuDCnI/AAAAAAAAASg/n8k2-d8FomI/s400/Zardo+Caerano+3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444153136493300338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'incontro erano presenti circa cinquanta persone: davanti a questo uditorio don Pietro Zardo e il dott. Giovanni Borsato hanno parlato della realtà del carcere di Treviso. Il pubblico si è mostrato sensibile e attento su una problematica - qual è quella della detenzione - che non tutti conoscono, e il dibattito è stato proficuo per tutti i presenti e sotto tutti gli aspetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S42E7lzNYDI/AAAAAAAAASo/RHnv7UzALBM/s1600-h/Zardo+Caerano+2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S42E7lzNYDI/AAAAAAAAASo/RHnv7UzALBM/s400/Zardo+Caerano+2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444153683854843954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-3288570536806815580?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/3288570536806815580/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/03/caerano-di-san-marco-presentazione-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3288570536806815580'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3288570536806815580'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/03/caerano-di-san-marco-presentazione-del.html' title='Caerano di San Marco, presentazione del libro di don Pietro Zardo'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S42EbuuDCnI/AAAAAAAAASg/n8k2-d8FomI/s72-c/Zardo+Caerano+3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-2725905200556715511</id><published>2010-02-27T07:32:00.000-08:00</published><updated>2010-02-27T12:21:11.553-08:00</updated><title type='text'>Selvana, presentato il libro di don Pietro Zardo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S4ls3ccLQiI/AAAAAAAAASQ/EZ-Hja-VBrI/s1600-h/don+Antonio+Guidolin.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S4ls3ccLQiI/AAAAAAAAASQ/EZ-Hja-VBrI/s400/don+Antonio+Guidolin.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443001324436931106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Selvana di Treviso&lt;/strong&gt;. Circa ottanta persone hanno partecipato - venerdì 26 febbraio - alla presentazione del libro "&lt;em&gt;Condannati a vivere&lt;/em&gt;" svoltasi presso l'oratorio della chiesa parrocchiale di Selvana in via Zanella a Treviso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S4ldpzrAmPI/AAAAAAAAASA/P1GZpGYVhVs/s1600-h/Selvana+tre.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S4ldpzrAmPI/AAAAAAAAASA/P1GZpGYVhVs/s400/Selvana+tre.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442984597480577266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il parroco &lt;strong&gt;don Antonio Guidolin &lt;/strong&gt;ha presentato i relatori: &lt;strong&gt;don Artemio Favaro&lt;/strong&gt; (parroco a Quinto di Treviso) ha letto e commentato alcuni brani del libro; il &lt;strong&gt;dott. Giovanni Borsato &lt;/strong&gt;(operatore pastorale) ha offerto una panoramica della realtà carceraria in Italia; il &lt;strong&gt;dott. Alfonso Paggiarino &lt;/strong&gt;(direttore dell'Istituto penale per i minorenni di Treviso) si è soffermato sul ruolo delle famiglie nell'ambito della prevenzione e del disagio giovanile, offrendo anche uno spaccato della vita che i giovani detenuti hanno tra le mura dell'Istituto; &lt;strong&gt;don Pietro Zardo&lt;/strong&gt;, infine, ha parlato ampiamente della sua esperienza di cappellano. Numerose le domande che il pubblico ha rivolto ai relatori e che hanno acceso un interessante dibattito. La buona riuscita dell'iniziativa si deve soprattutto al parroco don Antonio Guidolin, al suo collaboratore &lt;strong&gt;Silvano Pelliconi &lt;/strong&gt;e al &lt;strong&gt;diacono Franco Furlan&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S4leFn9FLII/AAAAAAAAASI/JeofZlL6BKA/s1600-h/Selvana+sei.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S4leFn9FLII/AAAAAAAAASI/JeofZlL6BKA/s400/Selvana+sei.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442985075371486338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-2725905200556715511?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/2725905200556715511/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/02/selvana-presentato-il-libro-di-don.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/2725905200556715511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/2725905200556715511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/02/selvana-presentato-il-libro-di-don.html' title='Selvana, presentato il libro di don Pietro Zardo'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S4ls3ccLQiI/AAAAAAAAASQ/EZ-Hja-VBrI/s72-c/don+Antonio+Guidolin.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-8916004541246974560</id><published>2010-02-21T13:23:00.001-08:00</published><updated>2010-02-21T13:39:38.786-08:00</updated><title type='text'>Carcere di Treviso, incisioni artistiche</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Pezzan di Carbonera &lt;/strong&gt;- Nei giorni 19, 20 e 21 febbraio, presso i locali della parrocchia di Pezzan in via Grande 20, si è svolta una mostra di incisioni artistiche su vetro eseguite da &lt;strong&gt;Alessandro Moretti &lt;/strong&gt;e da &lt;strong&gt;El Maruani&lt;/strong&gt;, entrambi detenuti nel carcere di Treviso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli oggetti possono essere acquistati presso la "Bottega Alternativa" in via C. Callegari 32, Vascon di Carbonera 31050 (Treviso). Tel. 0422 350401, fax 0422 446681, info@cooperativa-alternativa.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S4GmR3XEtlI/AAAAAAAAARY/c4DqLWgMjVI/s1600-h/stefano+037.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S4GmR3XEtlI/AAAAAAAAARY/c4DqLWgMjVI/s400/stefano+037.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440812650688984658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S4GmyrL108I/AAAAAAAAARg/90iRrmrNWE8/s1600-h/stefano+038.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S4GmyrL108I/AAAAAAAAARg/90iRrmrNWE8/s400/stefano+038.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440813214356329410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S4GnhQrdcQI/AAAAAAAAARo/lPfrakunYcs/s1600-h/stefano+039.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S4GnhQrdcQI/AAAAAAAAARo/lPfrakunYcs/s400/stefano+039.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440814014695043330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S4GoAqyv4vI/AAAAAAAAARw/6RVvVlsI6VA/s1600-h/stefano+040.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S4GoAqyv4vI/AAAAAAAAARw/6RVvVlsI6VA/s400/stefano+040.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440814554280878834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-8916004541246974560?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/8916004541246974560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/02/carcere-di-treviso-incisioni-artistiche.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8916004541246974560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8916004541246974560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/02/carcere-di-treviso-incisioni-artistiche.html' title='Carcere di Treviso, incisioni artistiche'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S4GmR3XEtlI/AAAAAAAAARY/c4DqLWgMjVI/s72-c/stefano+037.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-2902129372340943975</id><published>2010-02-20T01:37:00.000-08:00</published><updated>2010-02-21T13:46:25.331-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Il libro &lt;em&gt;Condannati a vivere &lt;/em&gt;di don &lt;strong&gt;Pietro Zardo&lt;/strong&gt;, è stato presentato venerdì 19 febbraio nella sala parrocchiale dei &lt;em&gt;Santi Giorgio e Cassiano &lt;/em&gt;a Quinto di Treviso dal parroco don &lt;strong&gt;Artemio Favaro &lt;/strong&gt;e dal direttore del carcere minorile di Treviso &lt;strong&gt;Alfonso Paggiarino&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S3-xM8x-V9I/AAAAAAAAAQ4/cOwwR1gVmis/s1600-h/stefano+025.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S3-xM8x-V9I/AAAAAAAAAQ4/cOwwR1gVmis/s400/stefano+025.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440261710919129042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;il direttore Alfonso Paggiarino&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui di seguito propongo una riflessione di don Artemio e inserita nel volume ("E' pur sempre un uomo chi mi sta di fronte", pp. 67-71).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S3-vZ8Wp2wI/AAAAAAAAAQg/5onsm_LBSN8/s1600-h/stefano+020.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S3-vZ8Wp2wI/AAAAAAAAAQg/5onsm_LBSN8/s400/stefano+020.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440259735119584002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;il parroco don Artemio Favaro&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Conosco don Piero da una vita. Fin da quando, ai tempi del Ginnasio, prima del Liceo, iniziammo a scoprire, gustare e “macinare” quelle idee e quelle intuizioni che nei lontani anni Settanta, piano piano, prendevano ed affascinavano i giovani di mezza Europa. Insieme abbiamo condiviso esperienze e passaggi intensi di vita fino all'evento più importante per entrambi: quello di dedicarci completamente al servizio del Cristo e del suo Vangelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S3-v8r8k-_I/AAAAAAAAAQo/3Rd3HECXUrw/s1600-h/stefano+023.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S3-v8r8k-_I/AAAAAAAAAQo/3Rd3HECXUrw/s400/stefano+023.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440260332010666994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;don Pietro Zardo&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risale anche a quegli anni e, in particolare, agli eventi vissuti e alle persone incontrate, la sensibilità cresciuta e maturata in noi. Fu un periodo che abbiamo gustato a fondo perché ci regalava soddisfazioni, ci apriva a mondi sconosciuti e a terreni inesplorati, spalancava dinanzi a noi scenari accattivanti, suscitava interrogativi a catena e, soprattutto,  stuzzicava quella sete di conoscere e di sapere che ci trasformava facilmente in viandanti appassionati. &lt;br /&gt;Sacco a pelo e autostop…: ci si sentiva in brevi attimi cittadini del mondo,  persone libere e svincolate da orpelli e pregiudizi culturali, giovani aperti al futuro, sognatori di un domani gravido di fraternità, di accoglienza, di tolleranza, di pace... Siamo stati segnati da eventi e figure forti: quei leader che oggi sono scomparsi per lasciare il posto a sprazzi di sconfortante mediocrità, a personaggi di basso o inesistente profilo, a una cultura minuscola e provinciale. Peccato!&lt;br /&gt;Mi ritengo davvero fortunato per essere stato aiutato a conoscere e fare miei per sempre i valori fondanti l'interiorità di una persona e di un'intera società. I vari passaggi di questi anni ci hanno arricchito di sempre nuove esperienze e hanno consolidato in noi  la concreta e reale capacità di mettere sempre l'uomo e la persona al primo posto, la ricerca di attenzioni e di scelte che siano congruenti con quanto si dice a parole, la volontà quotidiana di saldare il Vangelo alla storia...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S3-ycSr7mkI/AAAAAAAAARI/mk2qWroKFFk/s1600-h/stefano+029.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S3-ycSr7mkI/AAAAAAAAARI/mk2qWroKFFk/s400/stefano+029.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440263074009029186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;il pubblico presente in sala&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora si capisce perché don Piero sia un appassionato dell'uomo, uno scrutatore e un ricercatore, attento e puntiglioso dell'animo umano per cogliere in esso tutte quelle sfumature, quegli atteggiamenti interiori, quei risvolti non sempre evidenti che poi lo aiutano e lo guidano ad esprimere le scelte più attente, delicate e convinte nei confronti soprattutto di chi è ferito o si sente penalizzato dalla vita.  Sono certo che si radica qui il suo impegno e il suo servizio a fianco di chi sta vivendo l'esperienza drammatica e fallimentare del carcere. &lt;br /&gt;Tanto è pacato, lineare e chiaro nel suo modo di essere e di esprimersi quanto  sa  proporsi in modo deciso e risoluto nel momento in cui riscontra attorno a sé o dinanzi a sé atteggiamenti che squalificano non solo i valori del Vangelo, ma anche quelli che sono alla base del minimo rispetto dell'altro.&lt;br /&gt;A differenza di quanto accade spesso all’interno delle istituzioni, don Piero sa “stare dentro” non come funzionario o uomo di apparato, ma per quello che è: un consacrato che non si dimentica di essere uomo; un consacrato che non si sottrae al conflitto né lo delega, ma lo affronta con efficacia e discrezione; un consacrato che non cerca mai di dimenticare che colui che sta di fronte è certamente un carcerato, un ergastolano, un poco di buono, un parassita sociale, una vergogna vivente... ma pur sempre un uomo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S3-zhgVytmI/AAAAAAAAARQ/CJot65wye_8/s1600-h/stefano+022.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S3-zhgVytmI/AAAAAAAAARQ/CJot65wye_8/s320/stefano+022.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440264263085241954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggendo l’intervista ho colto ancora una volta questo suo modo di essere, questo suo stile esistenziale, questo riuscire a collocarsi dentro la situazione che è chiamato a servire con realismo e con quella capacità di scrutare in fondo alle situazioni per discernere di volta in volta atteggiamenti, orientamenti e scelte che siano soprattutto a beneficio della persona. È inoltre un prete che sa essere chiaro. Rispettoso dell'altro, dell'istituzione, ma mai accondiscendente: capace di mirare dritto al problema in questione, ma sempre con la grande consapevolezza che dietro la situazione problematica ci stanno delle persone con le loro fatiche, i loro fallimenti, i loro drammi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S3-wiFmGV_I/AAAAAAAAAQw/GLOLWd1nrKY/s1600-h/stefano+024.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S3-wiFmGV_I/AAAAAAAAAQw/GLOLWd1nrKY/s400/stefano+024.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440260974550865906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutta l'intervista traspare ancora lo sguardo di insieme al quale costantemente don Piero richiama il suo lettore: è davvero provocatorio lo sforzo  di  sottolineare il fatto che la realtà carceraria non è avulsa dall’insieme del vivere civile, non può essere scorporata, ghettizzata: è quello che rischia di succedere oggi, purtroppo, a motivo di una cultura che non sopporta più chi trasgredisce, né ammette possibilità di recupero, e di fronte a chi sbaglia si fa sempre più retorica, intransigente, fondamentalista. Soprattutto se a sbagliare sono stranieri, giovani e poveracci, gente di poco conto, etc… &lt;br /&gt;Per chi è forte e ha potere, è diverso. A colui che ha una solida immagine sociale o un grosso peso a livello finanziario, economico e politico, si è disposti a perdonare tutto o quasi. “Se tu sei uno che conta ti capisco, ti perdono, ho pazienza, posso sempre aver bisogno di te... e poi comprendendo e perdonandoti chissà... potrai agevolarmi in una qualche maniera, potrai regalarmi qualche piccolo favore in contraccambio…” . Due pesi e due misure: purtroppo.&lt;br /&gt;Siamo dentro a questo  meccanismo culturale pressappochista, tendenzioso e superficiale. C'è molta strada da fare: occorre trovare il coraggio di ripensare un codice etico che aiuti tutti a ritrovare le fila di una responsabilità perduta o comodamente delegata. &lt;br /&gt;Se il carcere deve essere anche uno “spazio educativo”, è importante che divenga espressione di una comunità civile che è pronta ad investire, nel modo che venisse richiesto, per far sì che una tale struttura sia messa in grado di svolgere al meglio quest'opera di “recupero e riabilitazione”. Si tratta di ripensare e ricreare con coraggio e creatività quei  canali (non solo tecnico-istituzionali) che permettono ad ogni cittadino di guardare al carcere non solo come il “ghetto giusto e meritato per bastardi assassini”, ma soprattutto come strumento che una collettività ha scelto di darsi per arginare ed eventualmente riabilitare le frange più difficili, più deboli ed emarginate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S3-x52DhukI/AAAAAAAAARA/5Y-Mw_ZVK50/s1600-h/stefano+027.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S3-x52DhukI/AAAAAAAAARA/5Y-Mw_ZVK50/s400/stefano+027.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440262482207816258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ urgente inoltre ricreare una cultura che aiuti a riproporre quei valori forti che hanno il nome di:  rispetto dell'altro, accoglienza della sua diversità, stima per la sua originalità e i suoi vissuti, valorizzazione della sua cultura, capacità di riconciliazione, forza di perdono... senza dei quali una società finirebbe per vivere solo di competitività e contrapposizione. &lt;br /&gt;Non si tratta di semplificare la complessità del vivere civile o di cedere a buonismi fuori luogo e pietismi controproducenti: non ci credo, nessuno ci crede, nessuno lo vorrebbe... Occorre far sì che una società sappia esprimere quegli atteggiamenti adulti significativi che aiutano a mettersi dinanzi a chi ha sbagliato con l'articolo di legge, la giusta punizione, ma anche con una porzione di... cuore.&lt;br /&gt;Senza che nessuno si sottragga: nemmeno le forze più vive, sensibili e vitali della comunità cristiana. La posta in gioco è consistente, perché pare divenga sempre più urgente la necessità di uno sforzo educativo che sappia sprigionare dall'animo dei più giovani (e non solo) le migliori risorse e le energie più significative. &lt;br /&gt;Un complesso sociale che si limita ad arginare le tensioni, a controllare e contenere la vitalità delle persone regalando loro “pane e giochi/divertimento”; che si dedica a monitorare il territorio suscitando sempre nuove contrapposizioni tra le persone e seminando quindi atteggiamenti di sfiducia e di rifiuto; che mortifica o penalizza le figure più fragili e socialmente inconsistenti; che sceglie di non investire sulle forze giovani e sul futuro... rischia di scivolare in una china carica di luoghi comuni e di chiusure pericolose. &lt;br /&gt;La “scommessa educativa” chiede il coraggio di guardare oltre per spalancare la porta a quei valori che irrobustiscono una società e la rendono veramente capace di farsi carico anche di chi è andato fuori strada&lt;/em&gt;...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-2902129372340943975?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/2902129372340943975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/02/il-libro-condannati-vivere-di-don.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/2902129372340943975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/2902129372340943975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/02/il-libro-condannati-vivere-di-don.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S3-xM8x-V9I/AAAAAAAAAQ4/cOwwR1gVmis/s72-c/stefano+025.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-3077681268940886198</id><published>2010-01-31T13:12:00.000-08:00</published><updated>2010-01-31T13:36:51.540-08:00</updated><title type='text'>Don Artemio Favaro presenta il libro di Pietro Zardo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S2X27e4XNJI/AAAAAAAAAOw/5wKlR7Nw2Gg/s1600-h/foto+chiesa+di+Paderno.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S2X27e4XNJI/AAAAAAAAAOw/5wKlR7Nw2Gg/s400/foto+chiesa+di+Paderno.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433020027254551698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' stato presentato a Paderno di Ponzano Veneto il libro di &lt;strong&gt;don Pietro Zardo &lt;/strong&gt;intitolato "&lt;em&gt;Condannati a vivere&lt;/em&gt;". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A parlare dell'esperienza del cappellano del carcere di Treviso è intervenuto &lt;strong&gt;don Artemio Favaro&lt;/strong&gt; (parroco a Quinto di Treviso) che ha commentato numerosi passi del libro letti, nel corso dell'incontro, dai coniugi &lt;strong&gt;Roberto e Paola Volpato&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S2X2aF4dh4I/AAAAAAAAAOo/nZIfLzXKdGc/s1600-h/stefano+016.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S2X2aF4dh4I/AAAAAAAAAOo/nZIfLzXKdGc/s400/stefano+016.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433019453608396674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;i coniugi Roberto e Paola Volpato&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le riflessioni di don Artemio sono state accolte positivamente dal pubblico presente in sala.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S2X1jyEko4I/AAAAAAAAAOg/M9TEfOuxrtw/s1600-h/stefano+012.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S2X1jyEko4I/AAAAAAAAAOg/M9TEfOuxrtw/s400/stefano+012.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433018520577549186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;nella foto a sx don Pietro Zardo e a dx don Artemio Favaro&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il prossimo 19 febbraio, alle ore 20.30, don Artemio Favaro presenterà a Quinto di Treviso il libro di don Zardo, mentre venerdì 26 febbraio 2010, sempre alle ore 20.30, sarà nella comunità di Selvana in via Zanella a Treviso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S2X3ZGBXMJI/AAAAAAAAAO4/n3IYI3h0W0s/s1600-h/stefano+015.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S2X3ZGBXMJI/AAAAAAAAAO4/n3IYI3h0W0s/s400/stefano+015.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433020535977488530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla presentazione del libro è intervenuto anche il &lt;strong&gt;dott. Giovanni Borsato&lt;/strong&gt;, il quale ha illustrato i dati della realtà carceraria in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S2X0jng11XI/AAAAAAAAAOY/Y4Tt9ue8_RA/s1600-h/stefano+011.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S2X0jng11XI/AAAAAAAAAOY/Y4Tt9ue8_RA/s400/stefano+011.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433017418231698802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;nella foto a sx don Pietro Zardo e a dx Giovanni Borsato&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'incontro era presente anche il parroco di Paderno di Ponzano Veneto, &lt;strong&gt;don Aldo Danieli&lt;/strong&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-3077681268940886198?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/3077681268940886198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/01/don-artemio-favaro-presenta-il-libro-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3077681268940886198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3077681268940886198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/01/don-artemio-favaro-presenta-il-libro-di.html' title='Don Artemio Favaro presenta il libro di Pietro Zardo'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S2X27e4XNJI/AAAAAAAAAOw/5wKlR7Nw2Gg/s72-c/foto+chiesa+di+Paderno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-6917430976652143358</id><published>2010-01-31T12:57:00.000-08:00</published><updated>2010-01-31T13:12:15.583-08:00</updated><title type='text'>Riflessioni  sul  carcere</title><content type='html'>&lt;em&gt;Qui di seguito propongo alcune riflessioni di &lt;strong&gt;Luigi Giovannini*&lt;/strong&gt; sulla realtà della detenzione in Italia.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ doveroso oltre  che altamente educativo conoscere le tristi realtà che quasi sempre passano inosservate se  non nascoste accanto alla nostra quotidianità. Mi riferisco alle carceri che, da qualche tempo assieme ad un  altro argomento strettamente connesso che è quello della giustizia, richiamano l’attenzione dei media e  l’interesse del pubblico. Vengono così riscoperte le tante problematiche di questo aspetto del sociale che, un  poco per la scabrosità del tema, vengono quasi sempre sistematicamente messe in disparte se non  ignorate. Recentemente, presso la biblioteca comunale di Povegliano, si è tenuto un incontro con la cittadinanza su  tali argomenti e si è relazionato sulle realtà dell’attuale sistema carcerario con esponenti che operano in  questi servizi. Il sistema carcerario sta attraversando un delicato momento storico a causa di  sovraffollamento e con l’arrivo di  detenuti  di  diverse  nazionalità, lingue e professioni  religiose. Il tema in  oggetto  se  non  lo  affrontiamo  con  l’aiuto  di  personale  che colà opera  non saremmo  in  grado di  analizzarlo per  la  quantità  e  diversità di  situazioni  che  si  creano  in  tale  contesto. Basti  pensare alla convivenza forzata di persone  divise  per  cultura  religiosa , lingua, tradizioni  ed  usi  costrette  ad  avvalersi  degli  stessi  servizi  igienici (uno  per  cella) disponendo  di  spazi  ridotti  e  con  problematiche  legate  ai  reati  commessi  che, talvolta, sono  totalmente  differenti. Per  sommi  capi  i diversi  relatori  che  si  sono  alternati  hanno  dato un quadro della  situazione  sufficientemente  ampio e completo anche  grazie  agli  interventi  di  personale  di  polizia carceraria  presente all’incontro. Purtroppo  anche  se  i  nostri  vertici  politici  ed  i media ci hanno abituati a vedere  il paese Italia tra gli stati  più  progrediti  del  pianeta  in  materia  del diritto,  ritengo che  questa  propaganda  di  piccolo  livello  vada  smentita se consideriamo  la  qualità  dei  servizi  come  quotazione  di  riferimento  del sistema. Quando  alludiamo ai servizi sociali non si può escludere il  servizio carcerario  che, assieme  a quello scolastico, sanitario  e  di  tutela della  persona, stanno alla base del vivere civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S2XxbmkajII/AAAAAAAAAOQ/JoC-CO29MXo/s1600-h/stefano+017.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S2XxbmkajII/AAAAAAAAAOQ/JoC-CO29MXo/s400/stefano+017.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433013982004415618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;a sx don Aldo Danieli, parroco a Paderno, e a dx lo scrittore Luigi Giovannini&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio sulla  quotazione  dei  servizi  alla  persona  si  può  misurare  il  livello  di civiltà di un Paese. Pertanto, premesso  quanto citato, ritengo siano  molti  i  paesi  che  ci  precedono  in  classifica. Gli Stati nordeuropei, tanto per citare un esempio, ci  precedono  quasi  tutti  poiché percentualmente sul  loro  bilancio vengono  destinate  maggiori  risorse  per  la   tutela del cittadino ed il recupero del carcerato. Inoltre, nel nostro Paese,i servizi  alla  persona  subiscono  delle  variazioni  notevoli anche in relazione alle fasce sociali che servono. Quindi l’erogazione dei  servizi  è subordinata sia al tipo che al numero di classi che servono. Le carceri, nella fattispecie, percentualmente sono interessate maggiormente da  cittadini  che  provengono  da contesti di  emarginazione e povertà, quindi dalle classi sociali più deboli dove anche la preparazione culturale è inferiore. Di conseguenza nel nostro sistema hanno  meno  voce in capitolo e si possono avvalere di un minor supporto mediatico. Pertanto trovandosi ad  essere  destinatarie di una  esigua  quota di risorse del bilancio nazionale  anche il personale addetto a  tali  servizi è sempre misurato se non insufficiente sebbene  oberato da mansioni fino all’inverosimile. Per di  più nemmeno l’informatizzazione del sistema ha potuto risentire di un qualche beneficio poiché esso poggia  ancora  in un sistema  piramidale dove si opera spesso a scaricabarile dall’apice  verso la base. In senso contrario si elargiscono incentivi e premi pecuniari di modo che le ultime pedine  dell’ingranaggio sopportano il peso maggiore del sistema  con il minor riconoscimento economico. A farne le spese di questa sciagurata gestione è quindi il detenuto costretto a difendersi, o  meglio a farsi difendere ricorrendo con mezzi propri ai professionisti (studi legali). Quest’ultimi,  naturalmente, mercificano le loro prestazioni in relazione alla disponibilità economica del singolo soggetto. E’ quindi, a mio avviso, decisamente  importante  questo  processo di relazionare con il pubblico, come  da qualche tempo avviene  nella Marca trevigiana, poiché solo l’interesse sociale può muovere quei  meccanismi della politica che avrebbero le capacità di trovare soluzioni valide, a breve, per sopperire ad un  sistema carcerario obsoleto, superaffollato e dannoso al cittadino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;*Luigi Giovannini fa parte del direttivo della sezione di Villorba dell'Associazione Trevisani nel Mondo ed è autore del volume "Terra etiope".&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-6917430976652143358?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/6917430976652143358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/01/riflessioni-sul-carcere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6917430976652143358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6917430976652143358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/01/riflessioni-sul-carcere.html' title='Riflessioni  sul  carcere'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S2XxbmkajII/AAAAAAAAAOQ/JoC-CO29MXo/s72-c/stefano+017.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-5191421185941601121</id><published>2010-01-26T12:47:00.000-08:00</published><updated>2010-01-28T02:08:18.837-08:00</updated><title type='text'>Emergenza giustizia: coprire i vuoti in organico</title><content type='html'>In questi giorni diverse persone che vengono a conoscenza della realtà del carcere di Treviso, chiedono a &lt;strong&gt;don Pietro Zardo &lt;/strong&gt;(cappellano della casa circondariale) cosa si può fare di fronte ad una realtà così complessa e disumana. Per don Zardo - quando si parla della realtà del carcere - la cosa più deleteria è il procedere per luoghi comuni, usando pesi e misure diversi, definendo furbo il politico nostrano corrotto, per avere poi solo parole di disprezzo per chi viene dal di fuori della nostra comunità e commette un reato. Personalmente sono convinto che per risolvere i problemi veri della carcerazione occorre la presenza e l'intervento dello Stato, che deve utilizzare i tanti penitenziari costruiti e mai entrati in funzione, assumere nuovo personale per coprire i vuoti in organico sia nella polizia penitenziaria che nella magistratura, finanziare i progetti per il recupero dei detenuti che, una volta scontata la pena, si ritrovano sbattuti fuori dal carcere. Questi ex detenuti, come ha affermato don Zardo, se non hanno dei legami affettivi, delle persone che li aspettano fuori dal portone di ferro, si trovano davanti al nulla, davanti ad un altro dramma: la mancanza di un lavoro, di un'occupazione, ma anche - ed è il caso per tanti di loro - di un luogo dove trascorrere la notte. Si parla del carcere come luogo di recupero, ma bisogna anche che ci siano delle realtà di accoglienza che facciano da ponte: una volta terminata la detenzione in una cella, la persona deve pur trovare una struttura in grado di ospitarlo e orientarlo al lavoro. Se è vero che per un ex detenuto non si può e non si deve reclamare un "posto d'oro", dall'altro è anche vero che ci sono diversi lavori, definiti umili e che pochissimi vogliono svolgere anche perché malpagati, che per un ex detenuto possono rappresentare una manna caduta dal cielo.&lt;br /&gt;Queste affermazioni don Zardo avrà modo di ribadirle anche domenica 31 gennaio, alle ore 16.30, all'oratorio di Paderno di Ponzano Veneto quando, con &lt;strong&gt;don Artemio Favaro &lt;/strong&gt;(parroco a Quinto di Treviso) e con il&lt;strong&gt; dott. Giovanni Borsato&lt;/strong&gt;, incontrerà la cittadinanza per un pubblico dibattito sulla realtà del carcere di Treviso. [&lt;em&gt;Carlo Silvano, carlo.silvano@poste.it&lt;/em&gt;]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-5191421185941601121?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/5191421185941601121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/01/emergenza-giustizia-coprire-i-vuoti-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/5191421185941601121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/5191421185941601121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/01/emergenza-giustizia-coprire-i-vuoti-in.html' title='&lt;strong&gt;Emergenza giustizia: coprire i vuoti in organico&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-7023073485080177723</id><published>2010-01-24T03:51:00.000-08:00</published><updated>2010-01-24T03:54:29.706-08:00</updated><title type='text'>Dal consigliere comunale Sossio Vitale</title><content type='html'>&lt;em&gt;Tra i presenti all'incontro svoltosi a San Liberale c'era anche il consigliere comunale &lt;strong&gt;avv. &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Sossio Vitale &lt;/strong&gt;(Lista civica - Treviso mia) che mi ha scritto quanto segue:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema del carcere è importante e lo conosco abbastanza in quanto per professione frequento il carcere. Peraltro nel 1996 ho prestato servizio civile presso il carcere minorile di Treviso, trascorrendovi un anno intenso di emozioni e sentimenti che mi hanno fatto maturare la convinzione che la società cosiddetta civile non vuole sapere del carcere e delle condizioni di vita dei suoi frequentatori siano essi detenuti, parenti e guardie di polizia penitenziaria. La situazione, tuttavia, è allarmante e non credo che i rimedi proposti dal Ministro siano in grado di risolvere il problema perché non vi sono forze di polizia sufficienti per controllare, ad esempio, i detenuti agli arresti domiciliari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-7023073485080177723?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/7023073485080177723/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/01/dal-consigliere-comunale-sossio-vitale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7023073485080177723'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7023073485080177723'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/01/dal-consigliere-comunale-sossio-vitale.html' title='Dal consigliere comunale Sossio Vitale'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-838028827982909711</id><published>2010-01-22T15:29:00.000-08:00</published><updated>2010-01-24T02:16:20.256-08:00</updated><title type='text'>Incontro a San Liberale - Treviso</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1o5aoJ33PI/AAAAAAAAAN4/ItxcT55qi-Y/s1600-h/stefano+004.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1o5aoJ33PI/AAAAAAAAAN4/ItxcT55qi-Y/s400/stefano+004.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429715430366764274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;sala della parrocchia di San Liberale - Treviso, 22 gennaio 2010&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 22 gennaio - ore 20.30 - con don &lt;strong&gt;Pietro Zardo &lt;/strong&gt;e col dott. &lt;strong&gt;Giovanni Borsato &lt;/strong&gt;ho incontrato un gruppo di persone delle parrocchie del quartiere di Santa Bona di Treviso per parlare della realtà del carcere di Treviso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1o31-s5RRI/AAAAAAAAANo/NYquOkLrqj8/s1600-h/stefano+006.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1o31-s5RRI/AAAAAAAAANo/NYquOkLrqj8/s400/stefano+006.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429713701252449554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;don Paolo Zago, parroco a San Liberale - Treviso&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A presentarci è intervenuto il parroco don Paolo Zago e tra i presenti il sac. don &lt;strong&gt;Antonio Mensi&lt;/strong&gt;, i consiglieri comunali &lt;strong&gt;Rosi Franco e Sossio Vitale &lt;/strong&gt;(entrambi della lista Città mia - Treviso civica), e un folto gruppo di giovanissimi. Assente l'assessore &lt;strong&gt;Mauro Michielon &lt;/strong&gt;(Comune di Treviso).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1o3PZhO5uI/AAAAAAAAANg/z3GU68rA7Tk/s1600-h/stefano+001.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1o3PZhO5uI/AAAAAAAAANg/z3GU68rA7Tk/s400/stefano+001.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429713038436394722" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;nella foto Giovanni Borsato e Pietro Zardo&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo una mia breve introduzione, don Pietro Zardo ha parlato delle problematiche del carcere di Treviso, mentre il dott. Giovanni Borsato ha sottolineato l'inadeguatezza del sistema carcerario e le lacune della legge Bossi-Fini.&lt;br /&gt;Molte le domande e gli interventi da parte del pubblico presente in sala.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1o4cjwHYuI/AAAAAAAAANw/yKpQobCxtc8/s1600-h/stefano+003.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1o4cjwHYuI/AAAAAAAAANw/yKpQobCxtc8/s400/stefano+003.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429714364033098466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;sala della parrocchia di San Liberale - Treviso, 22 gennaio 2010&lt;/em&gt;]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-838028827982909711?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/838028827982909711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/01/incontro-san-liberale-treviso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/838028827982909711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/838028827982909711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/01/incontro-san-liberale-treviso.html' title='Incontro a San Liberale - Treviso'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1o5aoJ33PI/AAAAAAAAAN4/ItxcT55qi-Y/s72-c/stefano+004.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-7542774639455305776</id><published>2010-01-21T14:26:00.000-08:00</published><updated>2010-01-25T00:06:50.097-08:00</updated><title type='text'>Incontro a Povegliano</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Maria Catalano &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;Pietro Zardo &lt;/strong&gt;si sono confrontati sulla realtà della detenzione a Treviso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1jW-0ijdPI/AAAAAAAAAMo/hd3tcmmWass/s1600-h/stefano+001.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1jW-0ijdPI/AAAAAAAAAMo/hd3tcmmWass/s400/stefano+001.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429325725538940146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;l'educatrice Maria Catalano e don Pietro Zardo&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sala della biblioteca comunale di Povegliano si è svolto un incontro di sensibilizzazione sulla realtà carceraria promosso dall'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Sergio Zappalorto, con l'assessore alla cultura Roberto Durante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1jZ6HCADbI/AAAAAAAAANQ/WXzNykoBs24/s1600-h/stefano+008.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1jZ6HCADbI/AAAAAAAAANQ/WXzNykoBs24/s400/stefano+008.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429328943138213298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;il sindaco Sergio Zappalorto e don Pietro Zardo&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo una mia breve introduzione, la dott.ssa &lt;strong&gt;Paola Mariani &lt;/strong&gt;(assessore alle politiche sociali) ha fatto alcune considerazioni prendendo spunto dalle pagine del libro di don Pietro Zardo intitolato "Condannati a vivere".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1jXly9J1sI/AAAAAAAAAMw/Cagpo7HqLhc/s1600-h/stefano+002.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1jXly9J1sI/AAAAAAAAAMw/Cagpo7HqLhc/s400/stefano+002.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429326395128534722" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;em&gt;l'assessore Paola Mariani e don Pietro Zardo&lt;/em&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' poi intervenuto don Pietro che ha parlato della sua esperienza di cappellano, delle difficoltà oggettive che ci sono nell'accettare l'ex detenuto e di tutte le problematiche che ci sono all'interno del carcere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1janUjgyYI/AAAAAAAAANY/uIylFzI1z3g/s1600-h/stefano+009.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1janUjgyYI/AAAAAAAAANY/uIylFzI1z3g/s400/stefano+009.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429329719862544770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La dott.ssa Maria Catalano, educatrice al carcere minorile di Treviso, si è soffermata sull'assenza dei finanziamenti utili ad avviare reali progetti di recupero per i ragazzi reclusi, sugli strumenti legislativi attualmente in vigore (in particolare la cosiddetta legge Bossi-Fini), e ha raccontato le storie di alcuni ragazzi detenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1jYSkzdw2I/AAAAAAAAAM4/v0Udq_Ej-tk/s1600-h/stefano+005.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1jYSkzdw2I/AAAAAAAAAM4/v0Udq_Ej-tk/s400/stefano+005.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429327164423914338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se i presenti erano poco più di venti, si sono comunque registrati numerosi interventi da parte del pubblico soprattutto su temi quali la situazione lavorativa degli agenti di Polizia penitenziaria, le condizioni igienico-sanitarie del carcere e il sistema sanzionatorio vigente in Italia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1jY6Gh02yI/AAAAAAAAANA/TUrdY1tDmqY/s1600-h/stefano+006.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1jY6Gh02yI/AAAAAAAAANA/TUrdY1tDmqY/s400/stefano+006.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429327843491633954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1jZbCaOx7I/AAAAAAAAANI/Ua5jWBa13HQ/s1600-h/stefano+007.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1jZbCaOx7I/AAAAAAAAANI/Ua5jWBa13HQ/s400/stefano+007.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429328409321719730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-7542774639455305776?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/7542774639455305776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/01/incontro-povegliano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7542774639455305776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7542774639455305776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/01/incontro-povegliano.html' title='Incontro a Povegliano'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/S1jW-0ijdPI/AAAAAAAAAMo/hd3tcmmWass/s72-c/stefano+001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-4810832332091708579</id><published>2010-01-21T07:18:00.000-08:00</published><updated>2010-01-25T04:52:22.467-08:00</updated><title type='text'>Il Gazzettino del 21 gennaio 2010</title><content type='html'>Da Il Gazzettino, edizione di Treviso, 21 gennaio 2010, pag. XXXVIII. L'articolo è di Sara De Vido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L’INTERVISTA. Don Zardo racconta le sofferenze dei carcerati di Santa Bona &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CONDANNATI A VIVERE ANCORA &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giovedì 21 Gennaio 2010,&lt;/em&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quattordici anni vive la realtà del carcere: con gli occhi e la sensibilità di un prete, vicino alle sofferenze dei carcerati e consapevole dei problemi di un luogo, “che è disumano, dove vige la regola della sopravvivenza”, e che, in certi giorni d’estate, si trasforma in “un luogo infernale a causa del sovraffollamento”. &lt;br /&gt;Don &lt;strong&gt;Pietro Zardo &lt;/strong&gt;è entrato in un carcere nel 1996. E’ cappellano della casa circondariale di Treviso. Domani, alle 20.30, nella sala della parrocchia di San Liberale, presenterà il suo libro, “&lt;em&gt;Condannati a vivere&lt;/em&gt;”, in un incontro, aperto a tutti, sul tema “&lt;em&gt;Il carcere possibile. Riflessioni sulla detenzione dei giovani, dei clandestini e degli ergastolani&lt;/em&gt;”. Interverranno anche &lt;strong&gt;Giovanni Borsato&lt;/strong&gt;, operatore pastorale e consigliere comunale di Villorba, e &lt;strong&gt;Mauro Michielon&lt;/strong&gt;, assessore alle politiche sociali del Comune di Treviso. Nel libro intervista, curata da &lt;strong&gt;Carlo Silvano&lt;/strong&gt;, Don Pietro racconta la sua esperienza, il rapporto con i detenuti, le condizioni di vita. «Il carcere mi ha portato a scoprire esperienze di vita di uno spessore e una problematicità difficili da capire per chi, oltre il muro di cinta, svolge la propria vita tra famiglia, lavoro e tempo libero», spiega nel libro don Pietro. I numeri di Santa Bona sono preoccupanti: «a maggio 2009 siamo arrivati a una situazione alloggiativa inimmaginabile». Nei primi mesi del 2009 c’erano 300 detenuti, di cui un 70 per cento stranieri: «ma il carcere può ospitarne solo centoventotto. Soprattutto nella stagione calda gli ambienti dei reclusi diventano insopportabili». Come per molti enti mancano i fondi: «Mi capita spesso di dover acquistare a mie spese carta igienica e disinfettanti», continua don Pietro nell’intervista. Il carcere dovrebbe essere un percorso riabilitativo, invece «è un luogo di pena, se intendiamo la pena come sofferenza. In mancanza di interventi che offrano delle prospettive di vita, chi entra in carcere può uscire peggiore di come era entrato anni prima, soprattutto se non ha più una famiglia, oppure se ha percepito la condanna come un torto», dice. La prefazione è del dirigente della casa circondariale di Treviso, &lt;strong&gt;Francesco Massimo&lt;/strong&gt;, che ringrazia don Pietro e sottolinea la difficile situazione dei detenuti e di chi ci lavora. L’incontro è organizzato dai parroci don &lt;strong&gt;Antonio Mensi &lt;/strong&gt;e don &lt;strong&gt;Paolo Zago&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© riproduzione riservata&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sara De Vido&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-4810832332091708579?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/4810832332091708579/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/01/il-gazzettino-del-21-gennaio-2010.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4810832332091708579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4810832332091708579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/01/il-gazzettino-del-21-gennaio-2010.html' title='Il Gazzettino del 21 gennaio 2010'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-1075519603690576822</id><published>2010-01-15T06:30:00.000-08:00</published><updated>2010-01-15T06:32:10.449-08:00</updated><title type='text'>Università della terza età</title><content type='html'>Martedì 2 marzo, ore 15.00, il libro "&lt;em&gt;Condannati a vivere&lt;/em&gt;" sarà presentato a &lt;strong&gt;Caerano San Marco &lt;/strong&gt;presso la sede dell'Università della terza età.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-1075519603690576822?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/1075519603690576822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/01/universita-della-terza-eta.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/1075519603690576822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/1075519603690576822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2010/01/universita-della-terza-eta.html' title='Università della terza età'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-8215781679360528207</id><published>2009-12-12T02:11:00.000-08:00</published><updated>2009-12-12T02:12:56.158-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Oggi sul quotidiano &lt;em&gt;La Tribuna&lt;/em&gt; di Treviso è riportata la notizia delle proteste verificatesi ieri nel carcere cittadino a causa del sovraffollamento. A pagina 15 c'è anche una mia lettera intitolata &lt;em&gt;Carceri. La voglia di punizione di chi non sa più punire&lt;/em&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-8215781679360528207?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/8215781679360528207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/12/oggi-sul-quotidiano-la-tribuna-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8215781679360528207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8215781679360528207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/12/oggi-sul-quotidiano-la-tribuna-di.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-7772811384562218358</id><published>2009-12-09T03:40:00.000-08:00</published><updated>2009-12-09T03:42:02.141-08:00</updated><title type='text'>LA REALTA' DEL CARCERE E LA CERTEZZA DELLA PENA</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/Sx-M5ybA8DI/AAAAAAAAALg/Xxp3zY-QocU/s1600-h/copertina+don+Zardo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 277px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/Sx-M5ybA8DI/AAAAAAAAALg/Xxp3zY-QocU/s400/copertina+don+Zardo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413200201538138162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lungi dall’ostentare un vacuo buonismo, il libro di &lt;strong&gt;don Pietro Zardo &lt;/strong&gt;intitolato &lt;em&gt;“Condannati a vivere. La quotidianità dei detenuti del carcere di Treviso raccontata dal suo cappellano”&lt;/em&gt; (pubblicato da Ogm editore e distribuito dalla Tredieci, tel. 0422 440031), non intende svalutare l’importanza del carcere, o promuovere una mitigazione della pena, che anzi, specialmente per i delitti più gravi, deve restare severa e anzitutto “certa”, ma piuttosto vuole portare il lettore a riflettere su una realtà tanto dura alla luce di valori quali l’onestà intellettuale, la correttezza, il senso dello Stato e della solidarietà. L’ampio spazio dedicato alle riflessioni e ai commenti di persone della cosiddetta società civile ha dunque l’intento di avviare una discussione. Si possono non condividere in toto le riflessioni  pubblicate nel volume, ma ènon sono state “tagliate” perché nella nostra Italia a fare censura ci pensano già tanti editori e giornalisti della carta stampata e della televisione. E' interessante, in particolare, la riflessione proposta dall’avv. &lt;strong&gt;Giovanni Formicola&lt;/strong&gt;, per sottolineare che, in uno Stato dove l’aborto è legalizzato, ovvero dove lo Stato consente ad una persona di avere a disposizione una struttura sanitaria per eliminare un feto umano, non bisogna poi tanto meravigliarsi se alcuni cittadini non manifestano il dovuto rispetto per la vita altrui. Come non bisogna nemmeno meravigliarsi quando una persona che è rimasta detenuta in carcere in condizioni disumane per cinque o dieci anni, una volta uscita perché ha “pagato il suo debito con la società”, si mostra ancora un soggetto violento e capace di commettere delitti efferati. È giusto - ripeto - che chi sbaglia finisca in galera. Ciò che si chiede, però, è che in Italia ci sia la certezza della pena e che a questa pena non vengano aggiunte - come ha evidenziato don Pietro Zardo nel libro - inutili e dannose sofferenze, relegando i detenuti in ambienti poco o per nulla rispettosi della persona umana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-7772811384562218358?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/7772811384562218358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/12/la-realta-del-carcere-e-la-certezza.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7772811384562218358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7772811384562218358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/12/la-realta-del-carcere-e-la-certezza.html' title='LA REALTA&apos; DEL CARCERE E LA CERTEZZA DELLA PENA'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/Sx-M5ybA8DI/AAAAAAAAALg/Xxp3zY-QocU/s72-c/copertina+don+Zardo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-8059201129887828417</id><published>2009-12-05T03:48:00.001-08:00</published><updated>2009-12-05T03:51:09.533-08:00</updated><title type='text'>"Condannati a vivere", presentazione a Selvana (Treviso)</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Venerdì 26 febbraio 2010, alle ore 20.30, nella sala parrocchiale di Selvana in via Zanella (Treviso), sarà presentato il libro "&lt;em&gt;Condannati a vivere&lt;/em&gt;". Interverrà &lt;strong&gt;don Artemio Favaro&lt;/strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-8059201129887828417?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/8059201129887828417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/12/condannati-vivere-presentazione-selvana.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8059201129887828417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8059201129887828417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/12/condannati-vivere-presentazione-selvana.html' title='&quot;Condannati a vivere&quot;, presentazione a Selvana (Treviso)'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-3709269076279006292</id><published>2009-11-28T00:21:00.000-08:00</published><updated>2009-11-29T08:24:13.732-08:00</updated><title type='text'>Paderno di Ponzano Veneto: presentazione del libro "Condannati a vivere"</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/SxKgICgzrPI/AAAAAAAAALQ/GUT_wkqPVNo/s1600/copertina+don+Zardo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 277px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/SxKgICgzrPI/AAAAAAAAALQ/GUT_wkqPVNo/s400/copertina+don+Zardo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409562162399259890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Domenica 31 gennaio 2010, alle ore 16.30, presso i locali dell'oratorio della parrocchia di Paderno di Ponzano Veneto, a presentare il libro "Condannati a vivere" ci sarà don Artemio Favaro, parroco a Quinto di Treviso.&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-3709269076279006292?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/3709269076279006292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/11/paderno-di-ponzano-veneto-presentazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3709269076279006292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/3709269076279006292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/11/paderno-di-ponzano-veneto-presentazione.html' title='&lt;strong&gt;Paderno di Ponzano Veneto: presentazione del libro &quot;Condannati a vivere&quot;&lt;/strong&gt;'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/SxKgICgzrPI/AAAAAAAAALQ/GUT_wkqPVNo/s72-c/copertina+don+Zardo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-4616488470829491082</id><published>2009-11-26T15:07:00.000-08:00</published><updated>2010-01-04T07:12:23.153-08:00</updated><title type='text'>Povegliano: giovedì 21 gennaio 2010</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Con l'assessore alla cultura &lt;em&gt;Roberto Durante &lt;/em&gt;è stato promosso un incontro pubblico sul tema del carcere per giovedì 21 gennaio 2010, alle ore 20.30, presso la sala della biblioteca comunale di Povegliano &lt;em&gt;"Card. A. Pavan"&lt;/em&gt; in Borgo San Daniele, 1/b. &lt;br /&gt;Interverranno don Pietro Zardo (cappellano al carcere di Treviso), e Maria Catalano (educatrice dell'Istituto penale per i minori di Treviso)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso della serata sarà presentato il volume "&lt;em&gt;Condannati a vivere&lt;/em&gt;" di don Pietro Zardo&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-4616488470829491082?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/4616488470829491082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/11/povegliano-giovedi-21-gennaio-2010.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4616488470829491082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4616488470829491082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/11/povegliano-giovedi-21-gennaio-2010.html' title='Povegliano: giovedì 21 gennaio 2010'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-7899217923124737115</id><published>2009-11-26T05:16:00.000-08:00</published><updated>2010-01-18T02:19:09.210-08:00</updated><title type='text'>Condannati a vivere, incontro a San Liberale di Treviso</title><content type='html'>Le parrocchie &lt;strong&gt;Immacolata, Santa Bona, San Liberale e San Paolo &lt;/strong&gt;di Treviso hanno organizzato - per &lt;strong&gt;venerdì 22 gennaio 2010 alle ore 20.30 &lt;/strong&gt;- presso la sala della parrocchia di San Liberale in via Mantiero 2 - Treviso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un incontro culturale su&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL CARCERE POSSIBILE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Riflessioni sulla detenzione&lt;br /&gt;con uno sguardo alla condizione&lt;br /&gt;dei clandestini, dei giovani e degli ergastolani&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;interverranno:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mauro MICHIELON&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;assessore al Comune di Treviso&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giovanni BORSATO&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;operatore pastorale e consigliere comunale a Villorba&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;don Pietro ZARDO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;cappellano della Casa Circondariale di Treviso&lt;br /&gt;e autore del volume “Condannati a vivere&lt;/em&gt;”)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INGRESSO LIBERO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-7899217923124737115?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/7899217923124737115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/11/condannati-vivere-incontro-san-liberale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7899217923124737115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/7899217923124737115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/11/condannati-vivere-incontro-san-liberale.html' title='Condannati a vivere, incontro a San Liberale di Treviso'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-5455293355180074222</id><published>2009-10-30T12:24:00.000-07:00</published><updated>2009-10-30T12:25:07.945-07:00</updated><title type='text'>La Procura di Napoli e la lotta alla camorra</title><content type='html'>&lt;em&gt;Trovo fuorviante definire “indifferenti” le persone che nel video reso pubblico dalla Procura della Repubblica di Napoli, hanno assistito all'omicidio di un boss della camorra. Non è così che si combatte la criminalità organizzata. Personalmente, quando vivevo in provincia di Napoli, ho assistito a diversi fatti di sangue con delinquenti caduti a terra, privi di vita. Attorno a me non c'erano persone indifferenti, ma terrorizzate. Bisogna anche precisare che non tutte le persone presenti sulla scena del delitto si rendono subito conto di quello che sta accadendo, e a volte, come è capitato anche a me, si percepiscono gli spari come dei semplici e innocui pedardi. Quando poi ci si rende conto di quello che è successo, allora si pensa che si può avere l'assassino anche a qualche metro di distanza e con l'arma ancora pronta per l'uso. Un'esperienza, questa, che non auguro a nessuno. Un episodio che mi è successo riguarda quando, a metà anni Novanta, ero con un amico giornalista, e a poche decine di metri da noi, si verificò un omicidio. Il mio amico – che ogni giorno scriveva articoli su pesanti fatti camorristici per “Il Giornale di Napoli” – ebbe una tale paura che si allontanò subito da quel luogo. Insomma, nel descrivere certi episodi – come quello mostrato dalla Procura di Napoli – occorre usare le parole adatte, evitando di “scaricare” indirettamente sulla gente comune responsabilità che, invece, non ha&lt;/em&gt;. Carlo Silvano&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-5455293355180074222?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/5455293355180074222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/10/la-procura-di-napoli-e-la-lotta-alla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/5455293355180074222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/5455293355180074222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/10/la-procura-di-napoli-e-la-lotta-alla.html' title='La Procura di Napoli e la lotta alla camorra'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-4868002950960345152</id><published>2009-09-20T12:27:00.000-07:00</published><updated>2009-09-20T12:29:48.316-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Oggi, tramite don Pietro Zardo, ho ricevuto il testo della prefazione che il dott. Massimo Francesco, direttore del carcere di Treviso, ha scritto per il libro "Condannati a vivere". A breve mi incontrerò con don Pietro per concordare gli ultimi dettagli e poi invierò il dattiloscritto in stampa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-4868002950960345152?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/4868002950960345152/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/09/oggi-tramite-don-pietro-zardo-ho.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4868002950960345152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4868002950960345152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/09/oggi-tramite-don-pietro-zardo-ho.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-6448674588872065777</id><published>2009-09-12T06:27:00.000-07:00</published><updated>2009-09-12T06:30:05.848-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Treviso - In mattinata sono stato al carcere di Treviso per un colloquio col direttore Francesco Massimo in merito al volume "Condannati a vivere" che sto per pubblicare. Era presente anche don Pietro Zardo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-6448674588872065777?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/6448674588872065777/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/09/treviso-in-mattinata-sono-stato-al.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6448674588872065777'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6448674588872065777'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/09/treviso-in-mattinata-sono-stato-al.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-8928106578023031354</id><published>2009-09-05T08:04:00.001-07:00</published><updated>2009-09-05T08:04:43.088-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>invito a leggere l'articolo che segue&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;style type="text/css"&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--&lt;br /&gt;.quote {background-color:#FFFFFF; padding-right:5px; padding-left:10px; border:1px #999999 dashed; width:80%; left:30px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size:11px; color: #967474; margin-left:30px; padding-top:5px; padding-bottom:5px; }&lt;br /&gt;.quote a {font: 13px arial, serif; color: #003399; text-decoration: underline}&lt;br /&gt;.quote a:hover {color: #FF9900; }&lt;br /&gt;--&gt;&lt;br /&gt;&lt;/style&gt;&lt;div class="quote"&gt;"&lt;a href="http://www.antoniodipietro.com/2009/09/carceri.html" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;Il problema carceri in Italia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;" di Antonio Di Pietro |  5 Settembre 2009&lt;/MTDateHeader&gt;&lt;br /&gt;Tieniti aggiornato: &lt;a href="http://www.antoniodipietro.com/iscrizione.php"&gt;www.antoniodipietro.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-8928106578023031354?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/8928106578023031354/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/09/invito-leggere-larticolo-che-segue-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8928106578023031354'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8928106578023031354'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/09/invito-leggere-larticolo-che-segue-il.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-2276524291832444241</id><published>2009-09-04T01:23:00.000-07:00</published><updated>2009-09-04T01:28:22.685-07:00</updated><title type='text'>CARCERI: BERNARDINI; DETENUTO MORTO A TREVISO, SOLITO COPIONE</title><content type='html'>giovedì 03 settembre 2009, 17:34  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un uomo di 55 anni, detenuto per scontare una pena di 30 giorni nel carcere di Treviso, è deceduto per infarto dopo essere stato rinchiuso in una cella di 15 metri quadrati assieme ad altre cinque persone. Lo denuncia Rita Bernardini, deputato radicale eletto nelle liste del Pd. Secondo la parlamentare, l'uomo, A.Z., condannato per aver provocato un incidente stradale senza sospensione della pena perché recidivo, nonostante fosse "gravemente malato di cirrosi epatica e, quindi, fortemente debilitato", non sarebbe stato "ricoverato in ospedale o comunque sottoposto a sorveglianza medica". Colto da malore dopo quattro giorni di detenzione sarebbe deceduto dopo un'agonia di mezz'ora "senza essere assistito dal personale medico". "Nulla di nuovo sotto il sole" è il commento di Bernardini. "Mentre l'ultimo pacchetto sicurezza approvato in Parlamento si appresta a peggiorare il degrado dei nostri istituti di pena, dovuto al sovraffollamento e alla fine di ogni politica mirata al trattamento, e mentre il ministro Alfano si prodiga ad approntare la costruzione di nuovi penitenziari, il copione delle morti in carcere continua a ripetersi uguale, con tutta la sua amarezza e tragedia. Nei primi sette mesi del 2009, infatti - precisa il deputato - si contavano già più di cento detenuti morti, di cui più di 40 suicidi". Da parte sua, il direttore del carcere, Massimo Franco, ha rilevato che sono state seguite tutte le procedure del caso e che l'uomo al momento del suo ingresso in carcere non necessitava di essere ricoverato presso strutture ospedaliere.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(tratto da http://www.anordest.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=9215&amp;Itemid=80)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-2276524291832444241?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/2276524291832444241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/09/carceri-bernardini-detenuto-morto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/2276524291832444241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/2276524291832444241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/09/carceri-bernardini-detenuto-morto.html' title='CARCERI: BERNARDINI; DETENUTO MORTO A TREVISO, SOLITO COPIONE'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-1339684839477460447</id><published>2009-09-01T00:23:00.000-07:00</published><updated>2009-09-11T04:30:14.219-07:00</updated><title type='text'>E' giusto che l'aborto sia legale?</title><content type='html'>&lt;em&gt;Ho conosciuto l'avv. Giovanni Formicola nei primi anni Novanta quando lo contattai per un'intervista sul reato dell'usura. Da allora è nata una solida amicizia, e ho potuto conoscere meglio Giovanni in occasione di numerosi incontri e conferenze culturali. In seguito - all'inizio del 1999 - ho lasciato Napoli per trasferirmi a Treviso, ma l'amicizia è rimasta intatta. Anzi, ho potuto contare su Giovanni in diverse occasioni come, ad esempio, quando ho pubblicato un volume sulla massoneria trevigiana e Giovanni, sempre disponibile, mi ha scritto e firmato la postfazione. Recentemente gli ho sottoposto l'intervista a don Pietro Zardo e mi ha scritto la riflessione che segue.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Portici - Qualche tempo fa, una di quelle conversazioni da treno, che non si sa mai come cominciano e che proseguono più o meno oziose fino al termine del viaggio, fu per me singolarmente illuminante allorché una signora disse di essersi accorta che, per la figlia adolescente, l’aborto – per la cui «legalizzazione» lei da ragazza si era tanto battuta – era una cosa «normale», e proprio perché «legale». La cosa – diceva ancora – non le piaceva, perché, pur ritenendo giusto che le donne avessero la possibilità di abortire «legalmente», non poteva accettare che non avvertissero la gravità di una simile scelta. È abbastanza tipico: si rifiutano gli effetti, ma non le cause. Infatti, la signora continuava a difendere la «legalizzazione» dell’aborto, non volendo riconoscere il nesso causale che aveva con quanto lamentava. E del resto, soprattutto in tempi in cui ogni riferimento alla legalità è persino enfatico, come si può non considerare l’aborto – che viene praticato alla luce del sole, in strutture sanitarie pubbliche e totalmente assistito, tanto che non si paga per esso neppure un piccolo ticket – in fondo «normale»?&lt;br /&gt;Se poi per interrompere la gravidanza basta una pillola (o due), dov’è il problema? Certo, e lo so bene, per tante donne di fatto l’aborto è tutt’altro che indifferente, è una tragedia che le segna per la vita. Ma concettualmente, logicamente è così: se si può fare, se lo Stato lo paga integralmente, e se addirittura basta una pillola, allora che cosa c’è di male? Perché no?&lt;br /&gt;Perché – mi viene di rispondere –, come si deve ammettere, chiunque, se non avesse abortito, oggi avrebbe un altro figlio. E non ce l’ha non perché l’abbia dato in affido ad altri, ma perché gli ha impedito di nascere, cioè di continuare a vivere. È crudo, ma è vero: l’ha ucciso. Nessuna donna incinta chiama diversamente dal «mio bambino» quella vita che nella sua prima fase si svolge e si sviluppa nel grembo materno. E nessuno di noi può avere una coscienza di sé che non individui il proprio inizio con il concepimento: se nostra madre ci avesse abortito noi – non una cosa, non altro – saremmo stati soppressi. La nostra esistenza sarebbe stata interrotta in modo violento. Noi saremmo morti precocemente e di morte violenta. Noi saremmo stati uccisi.&lt;br /&gt;Ed allora dobbiamo continuare a porci la domanda decisiva, che non può cessare di interpellare le nostre coscienze: è giusto che l’aborto sia «legale»? &lt;br /&gt;Si dirà che nessuno può essere costretto ad essere madre. Ma si è già madre con il concepimento, non con la nascita. Tutt’al più si può accettare che nessuno sia costretto alla maternità sociale, e quindi lasciare la libertà di affidare a terzi il proprio bambino dopo la nascita.&lt;br /&gt;Si dirà che nessuno può essere costretto a partorire. Ma il parto non è che l’esito proprio del processo fisiologico della gravidanza: non è un atto della volontà umana (rispetto al quale si può parlare di costrizione o non), ma un fatto naturale. Quando interviene la volontà, vuol dire che siamo già nel campo del potere dispotico della madre nei confronti del figlio che porta in grembo (anche se spesso, o quasi sempre, il vero despota è il padre), ed allora «non mi puoi costringere a partorire» dà un suono «buono» a «ho il diritto di abortire».&lt;br /&gt;Di qui non si esce: o l’aborto è un diritto, o è un delitto. Il resto è sofisma. E se è un diritto, è il diritto di uccidere un essere umano sommamente innocente e sommamente indifeso. Un essere umano, certo. Perché, al di là di quello che ormai dimostrano la genetica e l’ecografo, nessuno può pensare a sé nel grembo di sua madre senza dire «io». E «io» ero, sono e sarò un essere umano, quale che siano le mie dimensioni, la mia capacità intellettiva, il livello della mia coscienza, la mia razza, il mio statuto sociale, etc. E un essere umano innocente è in quanto tale titolare del diritto inalienabile alla vita, per cui non dovrebbe mai essere «legale» togliergliela, impedirgli di continuare a vivere.&lt;br /&gt;Dico «dovrebbe» perché so bene che se la «legalità» dell’aborto corrompe nelle coscienze la consapevolezza della sua vera natura – uccisione di un essere umano, di una persona, magari piccola e incosciente, ma certamente innocente e inerme –, è anche vero che la distanza tra il diritto come dovrebbe essere – cioè il diritto naturale – e com’è – cioè il diritto positivo – può esser colmata solo da una rinnovata coscienza, da un’autentica contro-rivoluzione culturale. Solo quando sarà diffusa e maggioritaria la convinzione che abortire è uccidere – e non è un problema di fede, ma di ragione e di ecografo –, si potrà pensare ad una diversa normativa sull’aborto. Allo stesso modo, per fare un esempio, solo quando i maschietti capiranno che né il sesso, né le donne sono merce da acquistare, si potrà arginare la piaga della prostituzione e del mercato di carne umana, fino a punire legalmente chi ancora vi ricorra.&lt;br /&gt;Sembra, tuttavia – e concludo –, che il cane si morda la coda. Per de-legalizzare l’aborto occorre la piena e diffusa convinzione che sia un omicidio; ma la sua «legalità» convince e alimenta la convinzione che sia una cosa «normale», perché mai si può pensare che lo Stato organizzi e finanzi l’uccisione di un essere umano innocente. Forse è vero. Ma è anche vero che due millenni fa, in quello che sarebbe diventato il nostro mondo storico, l’aborto già era un fatto «normale» (con buona pace di chi considera la sua «legalizzazione» un progresso: è stato un ritorno al passato remoto, in realtà). L’insegnamento e la testimonianza cristiani, nutriti da santità e martirio, provocarono anche su questo punto una conversione radicale delle idee, un’autentica metànoia. Chi può negare che anche oggi sia possibile, con fede e ragione, senza negare la potenza dello Spirito?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giovanni Formicola&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;avvocato – Portici (Na)&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-1339684839477460447?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/1339684839477460447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/09/e-giusto-che-laborto-sia-legale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/1339684839477460447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/1339684839477460447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/09/e-giusto-che-laborto-sia-legale.html' title='E&apos; giusto che l&apos;aborto sia legale?'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-5728055200779463671</id><published>2009-08-31T02:15:00.001-07:00</published><updated>2009-08-31T02:16:56.396-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>"La realtà delle carceri italiane" è il titolo di un interessante articolo del dr. Giovanni Borsato inserito nel blog http://comunitadivillorba.blogspot.com/.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-5728055200779463671?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/5728055200779463671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/08/la-realta-delle-carceri-italiane-e-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/5728055200779463671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/5728055200779463671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/08/la-realta-delle-carceri-italiane-e-il.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-8634367957279331439</id><published>2009-08-31T02:11:00.000-07:00</published><updated>2009-09-11T04:29:21.705-07:00</updated><title type='text'>Cosa posso fare io?</title><content type='html'>&lt;em&gt;Inserisco una parte della riflessione scritta da don Franco Marton, sacerdote della diocesi di Treviso. Il testo integrale della riflessione sarà pubblicato in appendice al libro-intervista di don Pietro Zardo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;_______________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla bella intervista a don Pietro prendo lo spunto per una domanda provocatoria: di fronte a fatti che contraddicono il Vangelo, i cristiani devono parlare o tacere? Scrivo queste riflessioni nei giorni d’agosto del 2009, in cui le carceri scoppiano per il sovraffollamento e i barconi di immigrati continuano a colare a picco. Sugli immigrati si sono sentite parole di denuncia sulla disumanità e ostilità delle nostre leggi. Da parte di vescovi e, meno nette, da parte di comunità cristiane. Ma sulle carceri la comunità cristiana nel suo insieme è silenziosa, anche se il problema si fa drammatico. Perché? C’è una resistenza profonda e sorda dei cristiani a farsi carico dei carcerati. Viene da lontano. Nei caldi anni Settanta frequentavo il carcere minorile di Santa Bona, perché in quel quartiere stavamo costruendo una parrocchia. Un metodo frequente di protesta dei detenuti era di salire sul tetto del carcere con degli striscioni e restarci giorni, anche d’inverno. La gente passava, li vedeva e… si indignava contro di loro! Tanto che i ragazzini del catechismo, invitati da noi a raccogliere le espressioni che circolavano in casa sui carcerati, ci riportavano racconti raccapriccianti. Informata la parrocchia, nascevano tensioni e conflitti con l’accusa... [continua].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;don Franco Marton &lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-8634367957279331439?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/8634367957279331439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/08/cosa-posso-fare-io.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8634367957279331439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8634367957279331439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/08/cosa-posso-fare-io.html' title='Cosa posso fare io?'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-2835937591058537685</id><published>2009-08-30T00:46:00.000-07:00</published><updated>2009-08-30T00:53:12.140-07:00</updated><title type='text'>Il processo, una riflessione di don Carmelo La Rosa</title><content type='html'>&lt;em&gt;Ricevo e pubblico! Conosco don Carmelo da diversi anni: nel 2006 mi rilasciò anche un'intervista che ho inserito nel mio libro intitolato "Autorità e responabilità nella Chiesa cattolica" (edizioni del noce - Camposampiero). Con don Carmelo sto approfondendo, in questi ultimi tempi, alcuni aspetti della vita carceraria. Qui di seguito inserisco una sua riflessione.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;________________ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Uno di voi è il Messia, e voi non lo sapete &lt;/em&gt;- rispose un eremita consultato dal priore di un convento in cui era scomparsa l’armonia -. &lt;em&gt;Da quel giorno i frati cominciarono a guardarsi in modo diverso, ad andare oltre i limiti personali e scoprire in ognuno i lineamenti del Messia&lt;/em&gt; (Anonimo). &lt;br /&gt;Il giudice saccente provocava don Stiefen Kurti: “&lt;em&gt;Prete, dov’è il tuo Dio? Sei nelle mie mani, posso fare di te quello che voglio&lt;/em&gt;”. Don Stiefen, con la sapienza degli uomini spirituali, rispose tranquillo: “&lt;em&gt;Dio non è un gatto, signor Giudice, che se lo tocchi ti graffia. Dio agisce con calma, ma verrà un giorno&lt;/em&gt;…”.&lt;br /&gt;Il giovane di Scutari che aveva collaborato con i comunisti, per mettere le armi sotto l’altare, quando vide i frati – ai quali era legato – condotti, incatenati, per la città, processati e accusati falsamente, nella piazza fatta circo, per processi – spettacolo, gridò a gran voce: “&lt;em&gt;No, signor giudice, le armi nella chiesa le ha messe lei!&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;Per ragioni di ministero sacerdotale, ho avuto la possibilità di conoscere – sulla mia pelle – come si amministra la giustizia in un paese ove la legalità è una realtà alquanto relativa. Ho conosciuto la classe dei giudici e degli avvocati che non sempre disdegnano di farsi avvoltoi sui deboli.&lt;br /&gt;Essere poveri, corretti, onesti, in tali situazioni è peggio di mettere la mano nella tana dei serpenti. Uscirne  intatti è una meta difficilmente raggiungibile.&lt;br /&gt;Quando la legalità e la coscienza sono deficitarie, tutto diventa oggetto di commercio e di scambio. Resta solo l’affare e il guadagno.&lt;br /&gt;Gesù è ancora chiuso a chiave nelle stanze buie delle polizie feroci dei Paesi a diritto arbitrario, approssimativo, elastico, soggettivo.&lt;br /&gt;Ciò che avviene, ancora oggi, in quei sepolcri dei vivi, può saperlo solo Dio, perché la gente non sempre ne esce in grado di parlare…  Ai giornalisti impongono il silenzio stampa o di limitarsi a trasmettere le notizie ufficiali. Ogni minimo accenno a rimostranza per l’ingiustizia viene contrabbandato per propaganda politica!&lt;br /&gt;Cosa avviene nei tribunali è sotto gli occhi di tutti: condannano l’innocente e il debole (Am 5, 7 ss). Affilano la loro lingua come spada, scagliano come frecce parole amare per colpire di nascosto l’innocente; lo colpiscono di sorpresa e non hanno timore (Sl 64 [63], 4 – 5).&lt;br /&gt;L’acqua mi giunge alla gola. Affondo nel fango e non ho sostegno; sono caduto in acque profonde e l’onda mi travolge… Sono potenti i nemici che mi calunniano: quanto non ho rubato lo dovrei restituire? (Sl 69(68), 3. 5). &lt;br /&gt;Nei paesi governati dal potere, spesso il giusto è ridotto a merce di scambio. E’ mezzo per altri fini: In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici (Lc 23, 12).&lt;br /&gt;E’ palla di rimbalzo: ognuno la butta in faccia all’altro, da Erode a Pilato. E’ cibo nella fossa dei leoni, nell’arena. Puntano gli occhi per abbattermi simili a un leone che brama la preda (Sl 17 (16),11 – 12). Ringhiano e si aggirano per la città come cani. Vagano in cerca di cibo; latrano se non possono saziarsi (Sl 59 [58], 15–16).&lt;br /&gt;Carne da macello, esposta in vendita, da squartare. Mi assaltano i malvagi per straziarmi la carne (Sl 27 [26], 2). Ero come un agnello mansueto che viene portato al macello (Gr 11, 19).&lt;br /&gt;Carne venduta che non possiede dignità, difesa, diritti.&lt;br /&gt;Uomo di nessuno: nessuno si prende cura di Lui; le autorità hanno altri interessi da difendere. Nessuno mi riconosce… nessuno ha cura della mia vita (Sl 142[141], 5).&lt;br /&gt;Uomo dell’offesa, bersaglio indifeso da colpire. Tutto è possibile contro di Lui.&lt;br /&gt;Uomo da traino, come un asino che si può caricare anche delle colpe degli altri. Le mie iniquità hanno superato il mio capo, come carico pesante mi hanno oppresso (Sl 38 [37], 5).&lt;br /&gt;Uomo della burla: Ecco il  vostro re! (Gv 19, 14).&lt;br /&gt;Uomo dell’infamia: a volte l’ingiuria arriva fino all’accusa di suicidio (Gv,8,22). Labbra bugiarde parlano con cuore doppio (Sl 12[11], 3).&lt;br /&gt;Capro espiatorio: Ecco l’Uomo (Gv 19, 5). Vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe (Mt 10, 17). Sul mio dorso hanno arato gli aratori, hanno fatto lunghi solchi (Sl 129[128], 3).&lt;br /&gt;Se penso, o Gesù, che hai avuto il coraggio di  sottoporTi contemporaneamente al triplice giudizio di capi religiosi fanatici, di dittatori - colonizzatori e di un popolo aizzato e scatenato, mi sento tanto piccolo e Tu Ti  fai grande ai miei occhi, quanto Dio!&lt;br /&gt;Processo a Gesù, dramma più tragico della storia!&lt;br /&gt;Pretesa assurda, incomprensibile e incancellabile!&lt;br /&gt;Vertice di ogni arroganza, apice del peccato dell’uomo e della tolleranza e misericordia di Dio, pagina più nera della barbarie e inettitudine umana, pagina buia della storia!&lt;br /&gt;L’uomo si permette di giudicare e condannare Dio! Il boccone era troppo appetitoso e non se lo sono lasciato sfuggire. Nessun altro giudice ha goduto tale opportunità e ce l’hanno messa tutta! Mai l’umanità ha osato scendere più in basso!&lt;br /&gt;Processo a Gesù, vergogna dell’umanità, ragione per vergognarsi di essere uomini, angolo dei rifiuti della storia, esplosione della lordura del mondo. Non abbiamo più nulla da imparare sull’ingiustizia e sul degrado umano. &lt;br /&gt;Alle arroganze, all’orgoglio innato, alle superbie e furbizie puerili, rispondi o Gesù, con l’umiltà, l’annichilamento, la mitezza, la mansuetudine di Dio e sconvolgi i fragilissimi equilibri umani!  &lt;br /&gt;Sei scuola perenne di umanità e di spiritualità,  scuola di pace, scuola di Dio, quale luce sulla storia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;don Carmelo La Rosa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;rettore del Santuario&lt;br /&gt;di Maria SS. la Vena&lt;br /&gt;Piedimonte Etneo&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-2835937591058537685?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/2835937591058537685/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/08/il-processo-una-riflessione-di-don.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/2835937591058537685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/2835937591058537685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/08/il-processo-una-riflessione-di-don.html' title='Il processo, una riflessione di don Carmelo La Rosa'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-4835500719766471425</id><published>2009-08-22T21:20:00.000-07:00</published><updated>2009-08-22T21:23:15.207-07:00</updated><title type='text'>Carcere di Treviso: un massone si pronuncia</title><content type='html'>"&lt;em&gt;Una reclusione che rispetti la dignità del detenuto&lt;/em&gt;" è il titolo della riflessione proposta da un massone della loggia trevigiana "&lt;em&gt;Primavera&lt;/em&gt;", affiliata al Grande Oriente d'Italia, ospitata nel mio blog http://massoneriatreviso.blogspot.com/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-4835500719766471425?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/4835500719766471425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/08/carcere-di-treviso-un-massone-si.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4835500719766471425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/4835500719766471425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/08/carcere-di-treviso-un-massone-si.html' title='Carcere di Treviso: un massone si pronuncia'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-49287460670447175</id><published>2009-08-21T05:41:00.000-07:00</published><updated>2009-08-22T00:01:04.419-07:00</updated><title type='text'>da "Il Gazzettino", edizione di Treviso, p. III</title><content type='html'>Venerdì 21 Agosto 2009,  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Antonella Federici&lt;/em&gt;) Uscirà ai primi di settembre il libro in cui &lt;strong&gt;don Pietro Zardo&lt;/strong&gt;, cappellano delle carceri di Treviso, racconta la sua esperienza a Carlo Silvano, direttore della collana "&lt;em&gt;Questioni di identità&lt;/em&gt;" della Edizioni OGM; Silvano è autore di altre pubbicazioni. &lt;br /&gt;      Il testo sotto riportato è preso dalla bozza definitiva del libro, ed è stato scelto con riguardo in particolare al territorio trevigiano e ai rapporti di don Zardo con i detenuti qui presenti e con fatti avvenuti nella Marca.&lt;br /&gt;      Molto altro nel testo riguarda invece più vaste questioni di religione e di avvicinamento di un prete cattolico alla massa di detenuti che viene da molte parti del mondo e da "credi" assolutamente diversi tra loro, a volte lontanissimi dalla chiesa, religione ufficiale dello Stato italiano.&lt;br /&gt;      L’insieme dello scritto che è uscito dalla lunga "intervista" è molto interessante: un raro contributo che può servire come informazione a tutti, ma anche come conforto alle famiglie. Treviso è un carcere noto per la severità delle sue regole ma anche per la tranquillità in cui i detenuti vi possono soggiornare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_________________ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IN CARCERE CONTA SOLO SOPRAVVIVERE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Qual è la media annua delle presenze in carcere?&lt;/strong&gt;      &lt;br /&gt;«Per i primi mesi del 2009 abbiamo una media di circa 300 persone. Se li confrontiamo con i dati del mese di gennaio 2007, quando i reclusi erano 159, possiamo dire che le presenze sono raddoppiate». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ma il carcere di Treviso quanti detenuti può ospitare?&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;      «È una struttura che, in base alle autorizzazioni rilasciate dal ministero, può ospitare 128 reclusi. È chiaro che, man mano che i detenuti aumentano, lievitano anche i problemi, dovuti soprattutto agli spazi, sia per quanto riguarda le celle che le aree comuni. Soprattutto nella stagione calda gli ambienti dei reclusi diventano insopportabili per il mancato circolo di aria fresca. A causa del caldo soffocante, dell'aria impossibile da respirare per i cattivi odori, e degli ambienti chiusi e ristretti, ci sono giorni in cui ai detenuti sembra di vivere in un luogo infernale».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...]      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; Sono molti i detenuti immigrati?&lt;/strong&gt;      &lt;br /&gt;Nella Casa circondariale di Treviso gli stranieri rappresentano circa il 70 per cento della popolazione carceraria. La maggior parte viene dal Nordafrica, con un senso quasi di avventura. Ci sono invece persone che provengono dal Centrafrica portandosi dietro la realtà tipica dei loro Paesi di origine, come guerre, carestie, epidemie e fame; scappare è la loro unica carta da giocare per evitare una morte certa nel proprio Paese. Perciò preferiscono affrontare l'interrogativo che si cela dietro un lungo viaggio: sono consapevoli, ad esempio, che quando attraverseranno il deserto del Sahara, si troveranno a camminare ai lati di una lunga scia di cadaveri umani, cioè di persone -come bambini e donne- che sono morte di stenti. Non mancano persone dell'Est Europa e anche dell'America Latina. Ci sono situazioni veramente limite, come quella di un algerino che, uscito dal carcere dopo aver scontato la pena per aver commesso un furto, ne ha commesso subito un altro per poter rientrare, altrimenti, avendo il foglio di via, avrebbe dovuto tornare nel proprio paese, dove avevano già dato fuoco al fratello. La persecuzione purtroppo è un dato di fatto in quello come in altri Paesi africani. Il diritto di asilo dunque non viene esercitato e riconosciuto sempre».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In carcere finiscono anche gli innocenti? &lt;/strong&gt;      &lt;br /&gt;«Nella mia esperienza di cappellano al carcere di Treviso mi sento di poter mettere la mano sul fuoco solo sul caso di una persona condannata per omicidio. Nell'estate del 1999 un 52enne viene trovato morto nella propria abitazione, col corpo che presentava numerose ferite provocate con un'arma da taglio. La vittima era stata sgozzata. Una moglie, amante della vittima, accusò il marito e nel giro di qualche giorno gli investigatori ritennero chiuso il caso: l'omicida avrebbe agito perché spinto dalla gelosia. Ma lui si è sempre professato innocente: la decisione dei giudici merita rispetto, ma leggendo le carte processuali emergono diversi interrogativi. Ecco, era un uomo delle nostre terre che, pur sui cinquant'anni, ragionava con la sapienza che ancora esiste in certi ambienti rurali e che non mi sembrava affatto colpevole. Mi stupiva per certe sue citazioni che mi facevano riandare a come la gente un tempo si esprimeva. Diceva: “Io comunque ogni sera e ogni mattina prego per chi mi ha mandato qua dentro”».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; Attualmente quali sono le forme di volontariato che operano nel carcere di Treviso?&lt;/strong&gt;      &lt;br /&gt;«Si è cominciato da un volontariato centrato intorno alla scuola, poi la parte scolastica è stata assunta dagli istituti statali del territorio. C’era un volontario che faceva la lettura critica dei giornali. Nel carcere minorile c’è poi un volontariato molto attento a gestire gli spazi vuoti di tempo. Vogliamo sviluppare appuntamenti dedicati, ad esempio, alla musica, perché aiutano a “sgonfiare” la tensione».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-49287460670447175?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/49287460670447175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/08/da-il-gazzettino-edizione-di-treviso-p.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/49287460670447175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/49287460670447175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/08/da-il-gazzettino-edizione-di-treviso-p.html' title='da &quot;Il Gazzettino&quot;, edizione di Treviso, p. III'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-6697781681999688873</id><published>2009-08-18T22:01:00.000-07:00</published><updated>2009-08-19T08:37:59.496-07:00</updated><title type='text'>Quando il carcere devasta i familiari dei detenuti</title><content type='html'>&lt;em&gt;Una nuova riflessione che - per motivi di spazio - propongo solo in parte. A scriverla è &lt;strong&gt;Lorella Sanguanini &lt;/strong&gt;impegnata, anche su &lt;em&gt;Facebook&lt;/em&gt;, a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla reale situazione carceraria in Italia. La versione integrale di questa importante testimonianza sarà riportata nel libro-intervista a don Pietro Zardo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno ormai lontano - ma solo nel tempo -, agli inizi degli anni ’90, quando tentavo di ricostruire il rapporto con il mio compagno (nonché padre di mia figlia), la mia vita cambiò. Non ebbi quasi il tempo di scendere dall’auto al rientro a casa, che lo portarono via, ammanettandolo e spingendolo in auto, sotto i miei occhi, senza volermi dare alcuna spiegazione. In quel preciso istante il mio pensiero andò a mia figlia e ringraziai il caso, più unico che raro, che non fosse con me. Ricordo la corsa in caserma, le lacrime che mi scendevano parlando al telefono con l’avvocato; non volevano dirmi niente, non potevo parlargli, tanto meno vederlo. Dopo un po’ notificarono anche a me un avviso di garanzia per un qualche reato a me lontano, che nemmeno presi in considerazione: ero solo preoccupata per lui. Poi pian piano cominciai a capire: c’era di mezzo la droga, ma io non ci credevo. Mi scortarono a casa e la perquisirono, senza trovarci nulla. L’indomani sul giornale in prima pagina, “maxiretata”, con nomi e cognomi, che coinvolgeva anche altre nazioni, non solo l’Italia. Lui venne tradotto nella notte a San Vittore, a circa cinquecento km di distanza; avevano spezzato in due l’inchiesta: i pezzi chiamiamoli “grossi” venivano giudicati dalla Procura di Milano e gli altri, me compresa, da quella della mia città. Cominciai così a prendere il treno alle 4 del mattino una volta al mese per andare a trovarlo. Da subito capii quanta “ignoranza” c’è nella gente che non viene, per sua fortuna, nemmeno sfiorata dal carcere. A partire dalle quelle stupide battute che si fanno, “non fare lo scemo che sennò devo portarti le sigarette o le arance”, in carcere non puoi portare quasi nulla; ho visto madri e mogli con teglie piene di cibo preparato con amore vederselo rifiutato, oppure panettoni per Natale che se giungevano a destinazione erano ridotti in briciole perché dovevano venir controllati. Puoi lasciare denaro, se ce l’hai, anche vestiario, ma già per un libro devi fare una domandina speciale, devi farlo dall’altro ingresso ed aspettare l’iter burocratico. Ho visto la disperazione o ancor peggio la rassegnazione sui volti delle donne, donne come me, con bimbi piccoli a cui dicevano “adesso andiamo a trovare papà in ospedale”, ed i bimbi increduli fare la fila assieme alle loro mamme, prima per lasciare i vestiti e qualche genere alimentare concesso, poi per lasciare i soldi, poi per entrare e venir perquisiti dalla testa ai piedi. Ti fanno levare tutto: scarpe, mutande, pannolini dei bimbi, insomma proprio tutto. Ci volevano due, anche tre ore, prima di riuscire ad entrare e parlare con il tuo caro. Poi finalmente credi di vederlo, di poterci parlare, e sì, lo vedi, ma dietro ad un vetro e lo senti a mala pena perché ci sono le voci di tutti gli altri visitatori e detenuti che sovrastano la sua. L’iter non cambiava di molto neanche per le altri carceri che ho girato. Ne ho girate alcune, perché lo spostavano e speravamo in un riavvicinamento a casa, su apposita domandina, si intende. Milano, Bergamo, Padova,Tolmezzo, una piccola tappa a Trieste perché doveva testimoniare al processo in cui ero anch’io coinvolta mio malgrado. Bergamo era l’unico che non aveva il vetro, ma guai se ti sfuggiva un abbraccio o una semplice carezza: venivi subito richiamata dalle guardie con il rischio di veder troncata quell’unica ora che avevi per vederlo.&lt;br /&gt;Regole, regole rigide per noi visitatori e per loro ancor di più. Ed io pensavo che bastasse seguire le semplici regole della vita civile per non incorrere in questa tragedia, ma la possibilità di soldi “facili”, aveva accecato il suo giudizio senza pensare alle conseguenze né&lt;br /&gt;per lui né per la sua famiglia, né tanto meno per la società. In un modo o nell’altro pensi sempre che a te certe cose non possano mai capitare. Ti rimangono le lettere, che però venivano tutte aperte e controllate, come anche le rare telefonate. Il destino volle che dopo poco tempo mi resi conto di essere incinta e questo non potevo dirglielo per lettera, affrontai un viaggio in più per comunicargli di persona che dovevo abortire, che il nostro secondo figlio non poteva nascere: già era duro affrontare tutto questo per la primogenita. Questo è stato il colloquio più duro per tutti e due; credo non ci sia bisogno di spiegare il perché. [&lt;em&gt;continua.&lt;/em&gt;..]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-6697781681999688873?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/6697781681999688873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/08/quando-il-carcere-devasta-i-familiari.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6697781681999688873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/6697781681999688873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/08/quando-il-carcere-devasta-i-familiari.html' title='Quando il carcere devasta i familiari dei detenuti'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-8886761756135242177</id><published>2009-08-16T04:19:00.000-07:00</published><updated>2009-08-16T04:23:37.546-07:00</updated><title type='text'>Crimini di guerra e... non solo</title><content type='html'>&lt;em&gt;Ricevo una nuova riflessione sull'intervista rilasciatami da don Pietro Zardo. A scriverla è l'avv. Maria Bortoletto, consigliere provinciale dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Seconda guerra mondiale ha lasciato uno strascico di crimini compiuti ai danni delle popolazioni civili come mai  era accaduto nel passato. E’ anche vero però che, a differenza del passato, per la prima volta nella storia, i responsabili di questi crimini sono stati processati e condannati dai Tribunali speciali creati appositamente dai vincitori a guerra finita (vedi Norimberga, Tokio, ecc.). Un tempo era la Storia e non gli uomini a giudicare i vinti e i vincitori. &lt;br /&gt;Fu dunque un atto di giustizia? Certamente sì, perché i crimini compiuti, per esempio dai tedeschi in Europa e dai giapponesi in Asia, meritavano una giusta punizione. Ma non si può tuttavia non sottolineare che la “giustizia” applicata da quei Tribunali speciali non fu del tutto imparziale. Erano infatti i vincitori a giudicare i  vinti e le loro sentenze, oltre che dal senso di giustizia, forse furono dettate anche dal desiderio di vendetta.&lt;br /&gt;D’altra parte, anche gli eserciti vincitori commisero crimini efferati che nessun tribunale ha mai punito. Nessuno ha mai pagato per i bombardamenti indiscriminati di tante città. Nessuno ha mai pagato per le stragi compiute dall’Armata rossa (vedi, per esempio, la carneficina delle fosse di Katin dove furono uccisi ad uno ad uno migliaia di ufficiali polacchi). Nessuno ha mai pagato per l’ecatombe delle migliaia di italiani scaraventati vivi  nelle foibe dai “vincitori” slavi in Venezia Giulia, Istria e Dalmazia per la sola “colpa” di essere italiani. Anzi, gli infoibatori furono addirittura premiati perché, come ha confessato in seguito lo storico jugoslavo Milovan Gilas, “Tito ci aveva affidato il compito di indurre tutti gli italiani ad andar via con pressioni di ogni tipo. E così fu fatto…”.&lt;br /&gt;E allora? Come si vede la vecchia regola secondo la quale “chi vince ha sempre ragione” pare purtroppo destinata a non tramontare mai. Ai superstiti rimane soltanto la magra consolazione di affidarsi non al tribunale degli uomini, ma a quello  imparziale della Storia.&lt;br /&gt;Ma se le violenze della guerra sono per fortuna ormai relegate  nella memoria, altre forme di violenza sono ancora purtroppo all’ordine del giorno. A parte quelle di natura criminale che potranno essere non dico eliminate, perché la natura umana  è quella che è, ma almeno arginate dalle nuove “misure di sicurezza” predisposte sia pure con fatica dal ministro Maroni, ne resta purtroppo una, la più subdola, quella che viene quotidianamente esercitata contro le donne. Ho scritto “subdola” perché oltre ad essere spesso sottovalutata, questa forma di violenza viene  spesso nascosta dalle stesse vittime, ora per paura, ora per vergogna. Solo Dio sa quante donne, angariate da mariti sadici e prepotenti, sopportano in silenzio violenze e persecuzioni pur di mantenere unita in qualche modo la propria famiglia. E chissà quante altre subiscono le violenze dei familiari, dei datori di lavoro, dei vicini, dei malintenzionati, degli uomini, insomma, e non osano reagire e  denunciare i rispettivi violentatori perché schiave di medievali pregiudizi che non avrebbero  più ragione di esistere. Ed è ad esse che io, come avvocato, ma soprattutto come donna, esprimo tutta la mia consapevole solidarietà, nonché l’invito a reagire con forza e anche con  rabbia, perché questa è una guerra che soltanto noi possiamo vincere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;avv. Maria Bortoletto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Montebelluna, 9 agosto 2009&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-8886761756135242177?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/8886761756135242177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/08/crimini-di-guerra-e-non-solo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8886761756135242177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8886761756135242177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/08/crimini-di-guerra-e-non-solo.html' title='Crimini di guerra e... non solo'/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3562204548500916281.post-8351328135320757088</id><published>2009-08-11T06:31:00.000-07:00</published><updated>2009-08-12T00:43:40.673-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Il magistrato Domenico Airoma ha recentemente letto l'intervista a don Pietro Zardo e, da questa lettura, ha preso lo spunto per offrire la riflessione che segue.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;O Signore,&lt;br /&gt;ascolta la mia preghiera per i giudici.&lt;br /&gt;Devono ascoltare molte storie:&lt;br /&gt;dà loro orecchie per udire l'onesta verità.&lt;br /&gt;Devono distribuire la giustizia come Re Salomone:&lt;br /&gt;dà alle loro menti la necessaria saggezza.&lt;br /&gt;Devono condannare crudeltà e ingiustizia:&lt;br /&gt;dà loro misericordia e forza. (…)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mirabile e terribile l’incipit  della preghiera di madre Teresa di Calcutta per i giudici.&lt;br /&gt;Mirabile perché racchiude in sé tutta la deontologia del giudice.&lt;br /&gt;Terribile perché è la misura di quanto sia diverso, oggi, il sentire ed il fare dei giudici.&lt;br /&gt;Cosa ha reso così distanti i giudici da quel modello?&lt;br /&gt;Riprendendo le parole di madre Teresa, è da tempo ormai che i giudici si sono resi sordi alla Verità.&lt;br /&gt;La verità. E’ questo il tormento di ogni giudice: come fare per avvicinarsi il più possibile al vero e rendere giusta la sentenza emessa.&lt;br /&gt;L’alternativa è scolpita a chiare lettere nel Vangelo.&lt;br /&gt;Seguire l’esempio di Pilato e chiedersi, senza però ricercare una risposta, che cosa sia la verità, oppure comportarsi come il centurione sotto la croce e osservare con umiltà il reale e trarne il giudizio:“Veramente quest’uomo era il figlio di Dio!”.&lt;br /&gt;Quale umiltà, e soprattutto, quando l’umiltà è condizione per la conoscenza e, quindi, per il retto giudizio?&lt;br /&gt;“Guai a quel giudice - ha scritto tempo fa un magistrato - che a somiglianza del fariseo di fronte al pubblicano è soddisfatto della sua sentenza perché sente di essere un uomo giusto di fronte a una schiera illimitata di peccatori. Pessime sarebbero le sentenze pronunziate con tale spirito, che è quello vuoto del vanitoso, superbo peccatore. Saggio invece quel giudice che farà sentire alle parti come la sua decisione, inflessibile ed equilibrata, rispecchia il profondo sentimento cristiano dell’amore, perché egli non si sente affatto dissimile da coloro che giudica”.&lt;br /&gt;L’umiltà del giudice postula, dunque, umanità. L’umanità intesa non come vuota clemenza, lavacro delle proprie e delle altrui colpe, ma come abito mentale, abitudine a tener presente che la legge è per l’uomo e non l’uomo per la legge (Pio XII).&lt;br /&gt;E porre l’uomo al di sopra delle leggi scritte, significa innanzitutto riconoscere i limiti propri e quindi quelli delle persone da giudicare; ma vuol dire anche sacrificare le libertà degli uomini se e nella misura in cui ciò sia giustificato dal diritto, così come non applicare la legge ingiusta e smettere la toga se le norme comprimono, senza giustificazione, i diritti che ciascuno porta scritti dentro di sé.&lt;br /&gt;Che fare, allora? Come acquisire, cioè, questo abito, che è, in definitiva, il modo stesso di essere del giudice? “Il magistrato è ottimo - è stato detto - quando si affidi alla diligenza più che all’ingegno per avvicinarsi alla verità”.&lt;br /&gt;Quanto poco esaltante, all’apparenza, è una prospettiva di tal fatta. Ma quanto impegnativa! E’ il giudice diligente, infatti, che matura la capacità di accostarsi con rispetto ai fatti, al processo, alle parti; e così facendo si spoglia dei propri pre-giudizi, del proprio senso di onnipotenza, combatte l’ipertrofia dell’io e riduce al massimo l’erroneità del giudizio.&lt;br /&gt;Ugo Betti, in “Corruzione a Palazzo di Giustizia”, ci ha dato un ritratto, anch’esso mirabile e terribile, di vecchio magistrato sul finire della carriera: “Per lunghi anni, ascoltando in silenzio molte bugie, essi hanno esaminato azioni umane di straordinaria sottigliezza e perfidia. La loro esperienza è immensa. La gente vede, oltre il tavolo, dei signori un po’ logorati e cerimoniosi. Ma in realtà (…) sono dei lottatori (…). Generalmente hanno il sonno difficile, e così…covano le loro idee a lungo. Sono capaci di ascoltare attentamente, tenaci, prudentissimi”.&lt;br /&gt;Dunque: umiltà tenace; è questa la strada. Come fare, però, per conservare quest’abito, farlo diventare uno stile di vita professionale? Conservando intatta la sofferenza del giudicare. “E’ questo monologo interiore - ha scritto non un magistrato - che nobilita il giudice anche nell’errore. Quando le cause non passano più per i punti obbligati della scienza e della coscienza, il magistrato diventa un funzionario come tanti. La sua fatica si riduce nel saper aprire il codice alla pagina giusta. Il codice diventa il libro dei libri, l’enciclopedia di Stato dei delitti e delle pene”.&lt;br /&gt;Disporre dell’onore, della libertà, degli averi, dell’avvenire, della vita dei propri simili; basterebbe riflettere, solo per un attimo, sugli effetti del giudicare, per esclamare, da un lato: quali funzioni sublimi!, ma dall’altro: quali terribili compiti! Allora, la sofferenza del giudicare è, forse, condizione prima per maturare la capacità di accostarsi il più possibile al vero, per la capacità stessa di giudicare. Smarrire questa sofferenza, cloroformizzarla, o, peggio ancora, esorcizzarla piegando il giudizio al perseguimento di un obiettivo ritenuto superiore per ideologia o per interesse, è, oggi, il dramma del giudice, la vera questione morale della magistratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Domenico Airoma,&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Procuratore aggiunto – Cosenza&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3562204548500916281-8351328135320757088?l=ilcarcereditreviso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/feeds/8351328135320757088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/08/il-magistrato-domenico-airoma-ha.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8351328135320757088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3562204548500916281/posts/default/8351328135320757088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcarcereditreviso.blogspot.com/2009/08/il-magistrato-domenico-airoma-ha.html' title=''/><author><name>Carlo Silvano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03102194344904547122</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ZCNcKoNblUU/ScJNqyLYrBI/AAAAAAAAAF0/oqy9RrpTwEU/S220/foto+Silvano+per+Il+Giornale.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
